Autore:
Stefano Cordara

SETTEBELLO Indianapolis non piace a nessuno, nemmeno a Stoner che non ha mai mancato di farlo notare; infatti, a Indy Casey non aveva mai nemmeno fatto un podio: fino ad ora... Peccato che quest’anno anche quando il circuito non gli piace, l’australiano guida sempre da paura e mette tutti dietro. Anche sull’asfalto impossibile di Indy (lo hanno rifatto ma le buche si vedevano da qua e il grip a quanto pare è imbarazzante) Stoner non ha avuto pietà per nessuno infilando la settima vittoria stagionale.

PROBLEMI PER GLI ALTRI Il problema (per gli altri) è che Stoner e la Honda sembrano non accorgersi di niente. Piove e non si sta in piedi come a Silverstone? Tutti che remano tranne Stoner. L’asfalto sembra vetro, non si sta in piedi e le gomme si distruggono? Tutti nei guai, tranne Stoner che parte tranquillo, segue Pedrosa per un po’ e poi lo passa andando a vincere come se fosse la cosa più normale del mondo.

HONDA NO PROBLEM A dire il vero a Indianapolis non era solo Stoner ad essere a posto (o meglio più a posto degli altri perché a sentire i piloti tutti hanno avuto grandi problemi di aderenza). Le Honda in generale lo erano, Dovizioso è partito non benissimo (si è anche toccato con Spies) ma alla fine girava più forte di tutti, fosse mancato un altro giro avrebbe messo dietro anche Lorenzo. Pedrosa ha girato forte e Spies non avesse perso tempo in partenza probabilmente sarebbe arrivato secondo, Bautista ha fatto una ottima gara con la Suzuki finendo sesto.

I PRIMI E GLI ALTRI Questi i piloti che hanno meglio interpretato la pista e l’asfalto di Indy. Per tutti gli altri la gara è stata pressoché disastrosa. Lorenzo ha faticato moltissimo e il suo quarto posto è un piazzamento “di mestiere”, ma si è beccato 16 secondi da Stoner e 6 dal compagno di squadra, oltre a perdere altri punti preziosi. Simoncelli è partito molto bene e poi ha avuto anche lui grandi problemi di gomma anteriore finendo dodicesimo.

DISASTRO Sulla Ducati c’è ben poco da dire. La Desmosedici ha digerito l’asfalto di Indy come una cozza andata a male: gomme distrutte, ritiri, cadute, doppiati (Hayden che si è fermato a cambiare le gomme dopo la scelta scellerata di montare la morbida anteriore). Peggio di così non può andare, ed è inutile illudersi che dopo una gara andata meno peggio delle altre i problemi siano in via di soluzione. Cambia la pista e cambia tutto e mentre le altre moto hanno tutte un assetto di base su cui lavorare, in Ducati sembra debbano ricominiciare ogni volta tutto da zero. Forse la soluzione per i problemi della Desmosedici è che si corrano tre gran premi sulla stessa pista.

ROSSI SEMPRE PIÙ GIÙ Caduto in prova Rossi ha rovinato una week end che pareva essere partito meglio del solito e in gara ha avuto un sacco di problemi finendo per un po’ addirittura in ultima posizione (il cambio restava in folle in scalata) salvo poi rimontare (grazie anche a ritiri ed errori di altri) fino alla decima. Stavolta non può nemmeno consolarsi con la vittoria nel campionato interno (quello Ducati) perché De Puniet gli è arrivato davanti e dopo questa gara ha perso non una ma due posizioni in classifica, ora è sesto a un punto da Spies. Quello che aveva detto a Brno (è impossibile che in futuro manterremo questa posizione in classifica) si è già avverato.


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