Autore:
Stefano Cordara

 CHE SCINTILLE! Nervosismo alle stelle, tanti errori, pugni, ma anche tanti colpi di scena. Il GP di Francia va in archivio lasciando sicuramente qualche strascico polemico. La stretta di mano (freddina) tra Rossi e Stoner al parco chiuso non chiude certamente la polemica tra i due e il contatto tra Simoncelli e Pedrosa (che ovviamente si è fatto male..) potrebbe lasciare più di uno strascico. Proprio il Sic, proprio nel giorno in cui era osservato speciale dopo le polemiche dell’Estoril e l’assurda richiesta di regolamentare i sorpassi portata da Lorenzo, Stoner e Dovizioso in Safety Commission, doveva essere protagonista di un contatto del genere. La MotoGP è nervosa, troppo. E nervosi sono soprattutto nei suoi attuali mattatori: Stoner e Lorenzo che menano a parole e con i fatti (il pugno di Stoner a De Puniet nel warm up, le accuse di Lorenzo che però poi in gara ha sorpassato duro come tutti quelli che accusa).

CARTELLINO GIALLO A questo punto bene ha fatto la direzione gara ad ammonire Simoncelli autore di una manovra veramente al limite (ma perché non anche Lorenzo allora? Il contatto con Dovizioso c’è stato anche se non c'è stata caduta), un ammonimento che va considerato come un cartellino giallo, come a dire “occhio che adesso non lasciamo più correre, vi teniamo sotto controllo per cui comportatevi bene”. Personalmente ritengo che le gare più esaltanti siano quelle con i sorpassi, tanti sorpassi, e quando ci sono i sorpassi con moto così al limite e così vicine nelle prestazioni qualche incontro ravvicinato è inevitabile. Chiunque abbia corso in moto ha subito o effettuato un sorpasso "duro", non si fanno le gare di moto per stare tutti in fila. Per cui la storia della regolamentazione dei sorpassi (ma ve la vedete poi la direzione gara analizzare con la moviola tutti i sorpassi per capire quali sono regolari e quali no?) mi pare una gran scemata.

STONER TORNA A SORRIDERE La gara comunque è stata ricca di spunti interessanti, a partire da Stoner che è stato irraggiungibile per tutto il week end; ci ha provato Pedrosa a tenerne la scia per qualche giro ma anche lui alla fine ha dovuto cedere. A Le Mans l’australiano è stato semplicemente perfetto, un siluro. Il nervosismo di Lorenzo è anche dovuto al fatto che per tutto il fine settimana non è mai stato veloce come avrebbe desiderato. Su quella che è una pista notoriamente amica della Yamaha Jorge ha faticato più del previsto: in qualifica era sotto pressione e nel warm up è anche caduto consumandosi un dito sull’asfalto. La Yamaha non è più quel binario del 2010 e Lorenzo, che l'anno scorso sembrava bravissimo a trovare subito l'assetto ideale, quest'anno invece fa molta più fatica. I primi giri di gara ha guidato rabbioso come non mai (chiedere a Dovizioso per conferma), tentando di tenere il passo dei battistrada, ma alla fine le difficoltà sono emerse.

RABBIA LORENZO Non oso pensare con quale rabbia sarà rientrato ai box, soprattutto perché vedere quattro Honda davanti in qualifica ed essere superato anche da Rossi in gara non deve essere proprio il massimo. I valori in campo nei test invernali in questo momento stanno riemergendo: Lorenzo dopo i test invernali era quasi rassegnato a prender paga dalle Honda, si è trovato a sorpresa in testa alla classifica e adesso ci credeva. È ancora primo e con un buon margine, per cui un quarto posto non è da buttare ma deve stare tranquillo altrimenti rischia il riaggancio.

ROSSI RIDE Di tutt’altro umore Valentino Rossi, sempre nono in qualifica (una posizione a cui deve essere ormai abbonato) ha tirato fuori una grinta incredibile, guidando anche un po’ sopra i problemi. Il terzo posto di Le Mans è il primo podio con la Ducati e ha un sapore storico. Le modifiche alla struttura in carbonio, che fissa al motore il cannotto di sterzo, e il lavoro incessante degli uomini Ducati sembrano aver dato i  frutti sperati. La Ducati si impenna e si muove ancora molto ma essere lì davanti è un buon incentivo a lavorare ancora di più ed è un fatto che (qualifiche a parte dove resta sempre nono) gara dopo gara Rossi migliori sempre. Certo, onestamente, con Pedrosa e Simoncelli in pista probabilmente il podio non ci sarebbe stato e i distacchi dal primo sono ancora importanti. Ma finire terzi dopo essere partiti noni è sempre bello, dà morale. Alla fine Rossi era felice come se avesse vinto, si è liberato da un peso, e sono convinto che a Barcellona le Ducati potranno essere ancora protagoniste.

SPIES IL GAMBERO Quello che non riesco a capire sono le prestazioni opache di Spies. Uno che è velocissimo per tutti i test invernali e mette anche dietro il “caposquadra” non si può trasformare in un pilota da media classifica. E' come se Spies non guidasse più la moto che aveva nei test, fatica in prova e anche in gara, e questa volta è finito poco dietro a Lorenzo che però guidava anche da infortunato.

BRAVO DOVI I complimenti vanno invece fatti a Dovizioso che finalmente ha trovato una aggressività degna del pilota che è. Zitto zitto, Andrea ha anche sorpassato in classifica Rossi, e non è così lontano da Pedrosa che a Barcellona probabilmente correrà fisicamente menomato. La classifica si fa sempre più corta e adesso via alle discussioni!


TAGS: moto gran premio francia