Autore:
Giovanni Zamagni

CHE DOMENICA Valentino Rossi ricorderà a lungo questa domenica 18 maggio. Perché è tornato a vincere due GP consecutivi come non gli accadeva da giugno 2006 (Mugello e Barcellona), perché è tornato in testa al campionato (l'ultima volta era stato dopo il GP di Spagna, seconda gara del 2007) e perché ha raggiunto a quota 90 vittorie un mito come Angel Nieto. Come dire che adesso davanti a lui c'è solo Giacomo Agostini con i suoi 122 successi e i 15 titoli iridati. Se poi si aggiunge che Rossi è interista, ecco che la sua domenica assume contorni trionfali.

UN ALTRO SPORT Valentino ha impressionato a Le Mans, ha fatto almeno tre sorpassi strepitosi e una volta in testa "ha fatto un altro sport", come l'anno scorso era costretto ad ammettere commentando le vittorie di Casey Stoner. Ma adesso, la situazione è ben diversa dal 2007 e con un pacchetto strepitoso Valentino è tornato a dettare legge. E' lui il più forte, come a mio modo di vedere non ha mai smesso di essere, ma adesso lo può dimostrare con i fatti, assistito al meglio da una moto fantastica (tre Yamaha ai primi tre posti) e da gomme Bridgestone che non sono più competitive delle Michelin, ma gli danno infinitamente più fiducia.

LONGEVO La straordinarietà di Rossi non è solo nelle sue vittorie - e nei suoi festeggiamenti assolutamente fantastici - ma anche e soprattutto nella sua longevità. Il fenomeno di Tavullia vince ininterrottamente dal 1997, praticamente da quando ha iniziato a correre (ha debuttato nel '96) e mentre i suoi avversari si alternano, lui è l'unico che continua a essere davanti a lottare per il singolo successo e per il titolo mondiale.

NUMERO UNO Rispetto al passato, Rossi ha vita più dura, perché le stagioni passano anche per lui e gli avversari di adesso sono sicuramente più forti di quelli di una volta, ma nonostante tutto Valentino rimane il punto di riferimento di una MotoGP stellare, quest'anno a un livello come non si vedeva da tempo. E l'avversario più pericoloso per Rossi sembra proprio il suo compagno di squadra. Arrivando secondo, Jorge Lorenzo ha compiuto un'altra impresa incredibile, di quelle da segnare con il circoletto rosso.

JORGE LORENZO Con due caviglie malconce a causa di due piccole fratture rimediate in Cina, dopo due cadute in prova e un terrificante dritto sabato a 260 km/h, Lorenzo è stato capace di risalire dalla decima posizione nella quale ha finito il primo giro, fino al secondo posto, con un sorpasso da applausi su Pedrosa, proprio nel punto dove nelle prove "aveva rischiato di ammazzarsi", tanto per usare le sue parole. In 250, con l'imbattibile Aprilia, Lorenzo sembrava dotato di un talento straordinario, ma anche un po' debole psicologicamente, invece in MotoGP la forza mentale sta diventando uno dei suoi punti di forza. In cinque gare, Jorge è salito quattro volte sul podio ed è secondo nel mondiale, a pari punti di Daniel Pedrosa, il grande sconfitto del GP di Le Mans.

CAMOMILLO Dopo aver conquistato la pole e, soprattutto, messo in mostra un passo da paura, in gara "camomillo", come viene soprannominato da Guido Meda, ha un po' deluso, anche se, per la verità, con qualche scusante. Fin dalla prima curva, infatti, Daniel ha avuto problemi con la gomma anteriore e questo gli ha impedito di sfruttare l'occasione favorevole. Per la verità, nonostante le difficoltà, Pedrosa ha messo in mostra una bella grinta, tentando, senza riuscirci, di passare Rossi in frenata e tentando, riuscendo, una dura staccata a Stoner.

CASEY STONER Anche il campione del mondo è stato rallentato da un problema al pneumatico anteriore, ma il podio sarebbe comunque stato alla sua portata se a otto giri dalla fine non fosse stato costretto a rientrare ai box per la rottura del motore e a ripartire con la seconda moto con le gomme da bagnato. Casey ha chiuso fuori dalla zona punti, ma ha comunque messo in mostra la grinta e le qualità del 2007. Ma, purtroppo per lui e per la Ducati, Yamaha e Honda sono cresciute moltissimo e non si può sempre pensare che Stoner faccia il miracolo, come gli era riuscito al debutto in Qatar.

ALLA PARI La Desmosedici, praticamente imbattibile nella passata stagione, sta dimostrando grandi limiti in questo inizio 2008: è difficilissima da guidare, consuma maggiormente le gomme e in rettilineo non ha più l'enorme vantaggio del 2007. Tra l'altro, al Mugello il collaudatore Tadayuki Okada correrà come wild card con la nuova Honda RC212V con il motore a distribuzione pneumatica delle valvole, che a breve potrebbe essere utilizzato anche da Pedrosa. Insomma, un ulteriore motivo di preoccupazione per la Casa di Borgo Panigale, che rimane comunque da lodare per lo sforzo che sta facendo per tenere testa ai colossi giapponesi.

EDWARDS & C Da applausi, finalmente, anche la gara di Colin Edwards, mentre ancora una volta bisogna stigmatizzare l'eccessiva aggressività di James Toseland, che questa volta è finito a terra dopo aver sportellato pesantemente Andrea Dovizioso. Il Dovi in quel momento era decimo, proprio davanti a Lorenzo, ma ha dovuto ripartire dal 14esimo posto, chiudendo poi sesto. Andrea è caparbio, ma, purtroppo, per il momento sta raccogliendo meno di quanto meriti.


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