Autore:
Giovanni Zamagni


BEN TORNATO
Una vittoria voluta e cercata in tutti i modi,ottenuta di forza e mai veramente in discussione, come accadeva ai tempi d'oro: ben tornato Valentino Rossi! Ma Valentino era mai "andato via"? Secondo me no e troppo presto Valentino era stato dato sul viale del tramonto, addirittura finito dai più esagerati, criticato da molti perché da ben sette gare non riusciva a salire sul gradino più alto del podio. Sette gare, è vero, sono tante per uno come lui abituato a trionfare con una percentuale vicina al 50%, ma sono pochissime per tutti gli altri piloti, che se rivincono dopo sette GP si fregano le mani fino a togliersi la pelle per la felicità.

MEGLIO ASPETTARE Insomma, ci vuole un po' più di equilibrio nei giudizi, bisogna aspettare prima di emettere sentenze. E la vittoria in Cina chiude anche la questione sull'opportunità di abbandonare le Michelin a favore delle Bridgestone. E' vero, in questo momento le gomme giapponesi rappresentano il limite più grosso per il pacchetto Rossi-Yamaha (senza dubbio la miglior moto), perché la Michelin ha fatto un passo in avanti da paura, ma Valentino vincendo ha dimostrato che la sua scelta non è stato un azzardo, ma un ragionamento fatto dopo che il rapporto con i francesi si era rotto in maniera insanabile.


RITMO DA RECORD
E quell'1'59"273, nuovo primato della pista, realizzato a quattro giri dalla fine, la dice lunga sulla consistenza e sulle potenzialità degli pneumatici giapponesi.

QUATTRO PER IL TITOLO Ma ho già parlato fin troppo di gomme, mentre è più giusto esaltare le prestazioni di quattro piloti che stanno rendendo la MotoGP avvincente e imprevedibile come alla fine degli anni Ottanta, quando ogni domenica quattro grandissimi fuoriclasse si giocavano la vittoria.Allora erano Wayne Rainey, Eddie Lawson, Kevin Schwantz e Wayne Gardner, con l'aggiunta di tanto in tanto da Randy Mamola e altri ancora, ad esaltare le folle, oggi lo fanno Valentino Rossi, Daniel Pedrosa, Casey Stoner e Jorge Lorenzo, tanto per rispettare l'ordine d'arrivo del GP della Cina. Ognuno con la propria caratteristica, con punti forti e deboli, che rendono incerto e avvincente il mondiale.


UNO A TESTA
Tutti, hanno vinto almeno un GP e sembra strano che l'ultimo a riuscirci sia stato proprio Rossi, quello che nella mia analisi è ancora il più forte di tutti. Qatar a parte, dove assieme alla squadra non era riuscito a trovare una messa a punto vincente, nelle altre gare Valentino ha sempre guidato alla grande, tanto da risultare sempre il miglior pilota, sia in prova sia in gara con le Bridgestone.

EQUILIBRIO LABILE In Spagna, su una pista nettamente favorevole alle Michelin, Rossi era comunque riuscito a conquistare il secondo posto, mentre a Shanghai ha sfruttato al meglio le condizioni a lui più favorevoli, mostrando ancora una volta che in questa MotoGp basta davvero pochissimo per stravolgere gli equilibri e favorire un pacchetto piuttosto che un altro. Fosse piovuto, come era previsto e come è accaduto nel warm up,avrebbe quasi sicuramente trionfato Stoner, mentre se fosse stato più caldo, come nelle prove, il favorito sarebbe stato Pedrosa, ma un pizzico di fortuna è fondamentale quando la sfida è a così alti livelli.


PEDROSA FORTISSIMO
Quel pizzico di fortuna che invece è mancata a Daniel autore di una gara strepitosa, ma vittima di un errore tecnico: il rapporto finale, la sesta marcia era troppo corta e questo faceva andare fuori giri il quattro cilindri della Honda in ogni rettilineo. Nonostante questo, lo spagnolo è sempre rimasto attaccato a Rossi, arrendendosi solo a tre giri dalla fine, impaurito anche dalla possibilità che il propulsore potesse cedere di schianto per lo sforzo.

ANCORA LEADER Pedrosa è primo in classifica con 7 punti di vantaggio su Lorenzo, 9 su Rossi e 21 su Stoner ed è anche quello potenzialmente potrebbe crescere di più, perché a breve dovrebbe arrivare il motore più potente, quello con la distribuzione pneumatica delle valvole. Nel confronto carenatura contro carenatura, è però ancora inferiore ai rivali.


SENZA PAURA (NÉ DOLORE)
Non ha invece paura di nessuno Lorenzo, che in Cina non è stato fermato nemmeno da una terrificante caduta nelle prove di venerdì. Jorge, 21 anni compiuti il giorno della gara,ha corso con entrambe le caviglie fratturate, seppure leggermente, dimostrando di essere un pilota tosto a tutti gli effetti. Rispetto ai rivali, pecca di esperienza e per questo è sicuramente svantaggiato, specie per superare gli inevitabili momenti difficili, ma ha talento, entusiasmo, moto e gomme per fare la differenza.


CASEY INSEGUE
Così, alla fine, quello messo peggio sembra Casey Stoner e non solo per il distacco in classifica. A Shanghai, dove l'anno scorso aveva trionfato, su una pista teoricamente favorevole alla Ducati,non è andato oltre un opaco terzo posto, a 16" secondi da Rossi. Per compiere i 22 giri, il campione del mondo ha impiegato ben 11 secondi più del 2007: un dato preoccupante, considerando anche il passo in avanti fatto da Rossi e Pedrosa. Casey guida sempre benissimo, ma commette qualche errore in più e, soprattutto, la sua moto e le sue gomme non sono più imbattibili come lo erano l'anno scorso.


MARCO IN ASCESA
Dopo tante delusioni, in Cina Marco Melandri ha cominciato a vedere un po' di luce. Il distacco dai primi e da Stoner (10 secondi) rimane pesante, ma i passi in avanti rispetto alle disastrose gare precedenti è evidente. Ed è noto che se Marco si gasa, è capace di grandi imprese.


DOVI HA SBAGLIATO?
Come quella che stava facendo, ancora una volta, Andrea Dovizioso, che però paga l'inesperienza sua e della squadra, oltre alle evidenti inferiorità della sua Honda clienti. Il Dovi ha sbagliato la scelta della gomma e quella di non montare i copri dischi anteriori, ma fin che ha potuto ha dimostrato di non avere nulla da invidiare ai grandissimi della MotoGP.


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