Autore:
Stefano Cordara

é così che tutti
vedono Lorenzo...
Da dietro
MONOLOGO Jorge Lorenzo ha studiato da attore, a lui piace da matti recitare (la scenetta finale sul rettilineo è l'inchino degli attori di teatro a fine spettacolo). Gli spettacoli che sta dando al momento però sono solo dei monologhi, in cui lui fa tutto da solo. A Barcellona, poi, recitava in casa, il titolo dello spettacolo era "come vincere un mondiale" e dura 17 atti. Le spalle? Sempre loro: Pedrosa, Stoner, Dovizioso, gli unici tre che hanno qualcosina in più per staccarsi dal gruppo delle comparse e che anche stavolta hanno provato in tutti i modi a innervosire o a indurre lo spagnolo all'errore.

TRE CONTRO UNO Ma il massimo che possono fare questi tre è alternarsi nel ruolo di antagonista, chi in prova, chi nel warm up, chi in gara. Però alla fine quando c'è la stampata dei tempi definitiva o quella della classifica di gara, davanti c'è sempre lui. Si dirà che senza Valentino il Maiorchino ha avuto la strada spianata. In parte è vero, la vita per lui non sarebbe stata così facile. Ma nemmeno per Valentino lo sarebbe stata, perché Jorge fa davvero paura. Guida in modo perfetto una moto perfetta.


BINARIO YAMAHA Nei giri in cui Dovizioso è rimasto a ruota il confronto tra le moto era piuttosto imbarazzante, la Yamaha sembra girare su una pista asfaltata solo per lei, le altre rimbalzano, scalciano si intraversano e a questo punto ci scappa una domanda ai boss Yamaha… siete sicuri di voler lasciare andar via chi questa moto perfetta ve l'ha fatta costruire? Pensateci.

PROVARCI È D'OBBLIGO Bravo Dovi ad averci provato comunque; almeno lui ha tentato di mettere un po' di sale sulla coda della Yamaha 99 e a un certo punto sembrava riuscire a fare il colpaccio. Ma se guidi sempre al limite, e a volte anche oltre, finisce che prima o poi vai per terra. Quello che impressiona di Lorenzo è che sembra sempre avere tutto sotto controllo. È come se lui corresse una gara già vista, parte bene, spinge subito, stacca tutti e se non riesce si calma un attimo e poi riprova. Gli altri, chi più chi meno, si impiccano per tenerne il passo e il risultato è che ci scappano sempre degli errorini che finiscono per vanificare la gara.


CHI SBAGLIA PAGA E se perdi 10 secondi, nella MotoGP di oggi è impossibile recuperarli. È successo a Pedrosa, partito a cannone e poi finito subito largo per una sbacchettata che gli ha allargato le pastiglie; è successo anche a Stoner che non aveva feeling con il freno anteriore, e infine è successo a Dovizioso che per un problema al freno posteriore si è sdraiato. Sembra proprio che i freni siano stati la causa di tutti i mali al Montmelò, tutti i freni, tranne quelli di Lorenzo.

CHI SU CHI GIÙ Caduto Dovizioso (che perde ancora una volta il confronto interno con Pedrosa e perde anche punti preziosi in classifica) la gara non ha offerto molti spunti interessanti. Il podio ormai è prenotato da una gara all'altra dai soliti nomi, De Puniet è sempre più consistente, ma per come va in prova ci si aspetta sempre che arrivi un podio che invece non arriva mai. Spies non è andato male, lui ormai è fisso nella top 6, ma qui è tornato lo svantaggio della pista che lui non conosceva.


HONDA NON MALE Le Honda tanto bistrattate all'inizio dell'anno è evidente che non sono così sbagliate se è vero che ce ne erano 3 nei primi 5 posti, almeno fino alla caduta del Dovi. E anche Simoncelli mostra di crescere bene gara dopo gara. Infine, una menzione alle Suzuki che tornando al materiale del 2009 e con il caldo mostruoso del Montmelò hanno mostrato segni di ripresa. A questo punto, visti i passi avanti suggerirei di proseguire su questa strada. Per la prossima gara proverei un telaio 2007 e andrei a correre in Malesia…

COPIONE GIÀ SCRITTO Insomma, l'impressione è che da qui alla fine dell'anno assisteremo sempre a uno spettacolo simile a quello di oggi. A meno che tra un po' non rientri l'altro attore protagonista, il che, probabilmente, potrebbe anche cambiare qualche pagina di un copione ormai già scritto.


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