Autore:
Stefano Cordara @corda90

CASEY TITOLO STRAMERITATO Commento breve sulla gara australiana, che incorona giustamente il pilota più talentuoso e forte del momento campione del Mondo. Per Casey Stoner la vittoria più bella, a casa sua il giorno del suo compleanno, davanti al suo pubblico. Bravo Casey. Quello con la Honda è stato il matrimonio perfetto, tutto il contrario di quello tra Rossi e la Rossa, che al momento non funziona proprio

SCHIACCIASASSI Stoner ha dominato il campionato: non ha vinto, ha stravinto ha annichilito la concorrenza. Anche ieri pur in un momento delicatissimo della gara, quando gli altri sembravano sul sapone, lui sembrava guidare sull’asciutto. Una padronanza del mezzo assolutamente impressionante.

BELLO E BRUTTO Casey e la sua vittoria vanno nelle cose belle (molto belle) della giornata, assieme all’ennesimo duello tra Simoncelli e Dovizioso, gli unici a riuscire ad arrivare al traguardo con un ritardo accettabile dal vincitore. Ma le cose belle a mio parere finiscono qui. Molte più le cose brutte come le cadute di Lorenzo e di Spies che in un sol colpo hanno tolto di mezzo le due Yamaha Factory, rendendo la griglia scarna come non mai.

DISTACCHI ABISSALI Impresentabile un campionato del mondo in cui i distacchi si misurano con la clessidra: Pedrosa a 13 secondi, Edwards a 30, De Puniet a 48, Hayden a 1.16, 10 piloti al traguardo. Ok la pioggia e il cambio moto, ma il GP di Australia ha offerto uno spettacolo davvero povero, al limite dell’imbarazzante. E questo è un peccato perché la vittoria di Stoner meritava forse una cornice migliore.

PROFONDO ROSSO Quanto a Rossi e alla Ducati, poco da dire. Arrivare a fine stagione e trovarsi ancora a sistemare i manubri per trovare una posizione di guida più efficace è una cosa che parla da sola. Poi in gara Rossi riesce sempre a trovare qualcosina in più, ma appena spinge un po’ di più cade. La sensazione è  che ormai tutti in casa Ducati sperino che questo campionato/calvario finisca il più presto possibile con la speranza che nel 2012 con le mille non si riesca solo a voltare pagina, ma a cambiare addirittura libro.


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