Autore:
Stefano Cordara

FRASI CELEBRI “Partire tredicesimo o dai box non è che cambi molto”. In effetti, non aveva tutti i torti Valentino Rossi alla fine della gara di Aragon; la Ducati numero 46, partita dai box per la decisione di punzonare il settimo motore (decisione presa così da avere due moto uguali con il nuovo telaio e procedere più speditamente con lo sviluppo) aveva più o meno lo stesso distacco di quando parte dalla griglia. Come a dire: prendiamola pure con filosofia tanto quest’anno è ormai andato tutto storto e lavoriamo quanto più possiamo per l’anno prossimo.

SI PENSA AL 2012 Già, l’anno prossimo è quello della verità per Rossi la sua squadra e tutto il team Ducati che ormai sono completamente focalizzati a cercare di colmare il divario con le moto che li precedono che ormai non sono più solo Honda e Yamaha perché molto spesso davanti c’è anche la Suzuki. In più, va detto, quest’anno alla Ducati non ne va bene una: più ha bisogno di provare più le prove gliele tagliano stavolta è stato un blackout a togliere altri minuti preziosi e quando Rossi è scivolato in prova l’altra moto non era utilizzabile perché aveva non aveva ancora il motore punzonato.

NIENTE MIRACOLI, SOLO STONER Credo fossero veramente in pochi a sperare in un nuovo “miracolo di Aragon”, quello che l’anno scorso portò Stoner a vincere e Hayden sul podio in una delle più belle gare per il Ducati Team. Quest’anno Stoner è da un’altra parte e straccia un record dietro l’altro, guida come un indemoniato una Honda perfetta per lui e annichilisce gli avversari. Lo ha fatto anche qui ad Aragon pista dove la MotoGP è venuta due volte e dove, guarda caso, ha vinto solo lui. Anche in questo week end l’australiano si è dimostrato imbattibile, lui e la RC212 V (per l'occasione con una orrenda livrea celebrativa dello sponsor Rapsol) sono nettamente i più forti di tutti e per un attimo la Honda Repsol aveva anche accarezzato l’idea di una storica tripletta. Si perché oltre a Stoner anche Pedrosa e Dovizioso avevano dimostrato di avere un passo da podio sicuro. Invece il Dovi ha sciupato tutto alla seconda curva cadendo con le gomme fredde.

LORENZO CHE CARATTERE! Un guaio per lui che oggi aveva il potenziale di “mangiare” qualche punticino prezioso a Lorenzo. Il maiorchino, in effetti, è stato in grande difficoltà per tutto il fine settimana, sembrava proprio fuori ai giochi ma in gara Jorge tira fuori sempre qualcosa in più e ancora una volta è riuscito a centrare il miglior risultato possibile ovvero il terzo posto. Non è fuori dai giochi per il mondiale Lorenzo, ma l’impressione è che lui ormai non ci creda più.

CIAO MONDIALE Uno che ci crede non è così contento di arrivare terzo e di beccarsi 14 (dico quattordici) secondi dal vincitore. Sono proprio questi distacchi che danno l’idea della forza impressionante di Stoner e della Honda in questo momento. Tutto il resto è noia, qualche bella bagarre per le posizioni di rincalzo (la fiera degli errori si è vista tra Hayden, decisamente più lento dell’anno scorso Barbera e Bautista) e la triste lotta per l'ultima posizione tra Elias e Capirossi che girano piano anche a occhio e riescono anche a cadere. Poco di più. Con uno Stoner così e una Honda così per gli altri non c’è proprio spazio.


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