Autore:
Giovanni Zamagni

A CARO PREZZO Cinquanta punti da recuperare in sei gare sono troppi anche per un campione come Casey Stoner, incappato a Brno nel primo grave errore in gara da quando guida la Ducati. Era il settimo giro, quando il pilota australiano, al comando con un secondo di vantaggio su Rossi, ha perso inaspettatamente il controllo della sua GP8, finendo nella sabbia e consegnando la vittoria al rivale.

FINE DELLO SPETTACOLO? Valentino dice che avrebbe probabilmente battuto il rivale, Casey ribatte che aveva la situazione perfettamente sotto controllo e sarebbe stato relativamente facile amministrare l'esiguo margine. Purtroppo, però, Stoner ha sbagliato, regalando 25 punti al rivale e compromettendo forse definitivamente le possibilità di difendere il numero conquistato con grande merito nella passata stagione. Un peccato, intanto per lo spettacolo del GP della Rep. Ceca, praticamente inesistente, ma anche per l'equilibrio del campionato, fino a ieri l'unico aspetto avvincente della MotoGP.

TENTATA FUGA Ma perché Stoner ha sbagliato per la seconda volta consecutiva? Ciascuno, a questo proposito, ha la sua opinione; la mia è che l'errore di Brno è figlio della sconfitta subita a Laguna Seca, quando Casey perse la gara nonostante in prova girasse otto, nove decimi di vantaggio al giro. Quella sfida carena contro carena ha minato la sicurezza del campione del mondo e a Brno è partito con un solo obiettivo: evitare in ogni modo la sfida ravvicinata con Valentino. Per questo, e come suo solito, ha iniziato a martellare fortissimo fin dal primo giro, chiuso con un incredibile 2'02"282, ovvero 1"142 più veloce di Rossi, che nelle prime due curve aveva perso tempo con Hopkins.

CASEY NERVOSO Un vantaggio salito fino a un massimo di 1"339 e che sembrava il preludio del suo successo, perché a differenza di quanto era successo a Laguna Seca, Rossi non riusciva a infastidire il rivale. Ma quando al sesto passaggio il distacco è sceso a 1"046, Stoner forse si è innervosito, vedendo che nonostante i suoi sforzi e i suoi primati della pista, non riusciva a scrollarsi di dosso il fenomeno. Così ha spinto ulteriormente, incappando in un errore alla terza curva del circuito: l'eccessiva velocità, ha provocato la chiusura dello sterzo e Casey ha finito lì la sua corsa, nonostante i generosi tentativi di ripartire.

STRADA SPIANATA Con gli avversari staccati di manciate di secondi, Rossi ha dovuto solo stare attento a non addormentarsi per vincere il suo quinto GP e portarsi a 93 successi complessivi, 67 nella classe regina, ovvero solo uno in meno del mito Giacomo Agostini: solo a scriverlo vengono i brividi! L'ennesima conferma che ci troviamo di fronte a un campione straordinario, uno dei più grandi della storia del motociclismo, capace di mettersi continuamente in discussione e di superare ogni tipo di difficoltà. Dopo il quinto posto ottenuto nella gara inaugurale in Qatar, la prima con le Bridgestone, in molti davano già per finito Valentino, criticato da più parti per la sua scelta di abbandonare le Michelin.

REDIVIVO Invece, ancora una volta, i fatti gli stanno dando ragione e come era già successo nel 2007 e, in parte, nel 2006, a partire da Laguna Seca si è assistito al declino verticale del rendimento delle gomme francesi, che a Brno hanno trasformato in moto-turisti campioni del calibro di Pedrosa, Dovizioso e Lorenzo. Una situazione non più sostenibile ed è ormai certo, anche se non ancora ufficiale, che nel 2009 la MotoGP diventerà monogomma (Bridgestone), come è già successo in precedenza in SBK, F.1 e rally.

FINE DELLE POLEMICHE? Sarà sufficiente per rendere le gare più spettacolari? Personalmente non ne sono così convinto, perché in questo momento Rossi e Stoner sono come piloti di un altro pianeta, indipendentemente da tutto il resto. E anche con il monogomma, chi prenderà paga si lamenterà comunque di non avere lo stesso materiale di chi vince, a meno che gli pneumatici non vengano sorteggiati: solo così si elimina ogni dubbio di favore verso questo o quel pilota. Ma dato che in nessun campionato viene adottato questo tipo di sistema, perché lo dovrebbe fare Carmelo Ezpeleta per la MotoGP? Se non altro, il monogomma avrà il merito di rendere meno importante questa componente, che al pari dell'elettronica sta uccidendo lo spettacolo e aumentando i rischi. Tanto è vero che sabato sera, i piloti della classe regina si sono riuniti per trovare delle soluzioni per diminuire la velocità in curva, facendo alcune proposte: eliminazione del "ride by wire" (il gas a controllo elettronico), riduzione della larghezza del pneumatico posteriore, riduzione di molti aggeggi elettronici e ritorno delle 990 cc.

CAPISORRISO Modifiche che riguardano il futuro, mentre il presente riporta il sorriso sul volto di Loris Capirossi, nuovamente sul podio dopo il secondo posto del GP d'Australia 2007. Loris è perfino commovente, perché a 35 anni e dopo 276 GP (ha eguagliato il primato di Barros), ha sempre lo stesso entusiasmo di un ragazzino e lotta come un leone sia se si sta giocando il decimo posto sia per un risultato prestigioso. A Brno, dopo una brutta partenza, li ha infilati più o meno tutti (Rossi e Stoner a parte, naturalmente), arrendendosi poi soltanto a uno scatenato Toni Elias, che quando gli si chiede la vena è capace di qualsiasi impresa.

ELIAS, MELANDRI E IL "GP MICHELIN" Elias, come Melandri, sembrava incapace di domare la Ducati, ma al contrario di Marco non si è arreso, non si è dato per vinto, ha continuato a lavorare testa bassa, fino ad arrivare al secondo posto di Brno, anche se a 15 secondi dal primo. Nel 2009, probabilmente, Elias e Melandri si troveranno nuovamente in sella alla stessa moto, non più una Ducati, ma una Kawasaki: Marco dovrebbe annunciare a giorni il passaggio alla verdona nel team ufficiale, mentre Elias guiderà la terza Ninja gestita da Martinez. Il GP degli "sfigati" con le Michelin è stato vinto, ancora una volta, da Andrea Dovizioso, nono al traguardo: soltanto i mezzi a sua disposizione impediscono a Dovi di essere veramente protagonista.


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