Autore:
Stefano Cordara

BATTUTO A CASA SUA Se c’è una pista in cui Jorge Lorenzo è efficace, questa pista è l’Estoril. Da quando è in MotoGp ha monopolizzato le pole position (4 su 4) e fino a oggi aveva già vinto tre volte, ogni volta con maggiore autorità. Per come erano andate le cose nei giorni passati e durante i primi giri della gara tutto autorizzava a scommettere su un’altra vittoria del maiorchino. Vero, Pedrosa era lì, attaccato con i denti  ma ogni tanto allungava il braccio per fare stretching stavamo tutti aspettando il suo inevitabile cedimento.

CAPOLAVORO PEDROSA Invece il piccolo Daniel, uno che soffre ma non lo fa sapere a nessuno ha trovato forze nascoste che forse nemmeno lui sapeva di avere. Ha forzato una staccata come non ha mai fatto, si è messo davanti e ha staccato Lorenzo vincendo con autorità. Ha vinto “da Lorenzo” vien da dire.

COLPITO E AFFONDATO? Lorenzo è sembrato quasi scioccato, forse si sentiva la gara in pugno. Anche lui sa dei guai di Pedrosa e forse si aspettava anche lui che mollasse, invece è rimasto fregato. Fatto sta che la classifica si fa sempre più corta e il mondiale sempre più bello. Anche perché Stoner, il vincitore del cosiddetto campionato d’inverno e quello che tutti hanno indicato come sicuro mattatore del campionato all’Estoril, è apparso nervoso e poco efficace. Il terzo posto in gara (girando con i tempi di quelli davanti, questo va detto) non lo lascia contento, ma la realtà è che Casey all’Estoril non è mai stato realmente competitivo: lui è uno che quando si trova bene con moto e pista è davanti fin dal venerdì e con tempi spaventosi.

STONER FATICA, SIMONCELLI CHE ERRORE! Invece qui si barcamenava sempre tra la terza e la quinta posizione. Tutto il contrario di Simoncelli, lui sì che poteva stare davanti, ma ha gettato al vento la possibilità di vittoria o almeno di un podio cadendo dopo poche curve perdendo il retrotreno nella prima curva a sinistra. Un vero peccato perché Sic (caduto anche in prova mentre tentava di restare in pole) poteva essere protagonista.

TROPPE TENSIONI Un GP teso quello dell’Estoril, forse troppo. Le polemiche tra Stoner e Rossi si sono riaccese ancor prima che si riaccendessero i motori, a seguire sono scoppiate quelle ancora più plateali tra Simoncelli e Lorenzo. Le rivalità in questo campionato sembrano più accese che mai, ma se da queste scintille c’è chi trae linfa vitale per caricarsi a molla per altri le tensioni sembrano invece essere solo negative.

SOPRA LE RIGHE Al via erano tutti un po’ sopra le righe e si è visto; Stoner, poi, è apparso nervoso, instabile, niente a che vedere con il rilassatissimo Stoner dei test invernali tutto calma e sorrisi, a cui andava bene tutto. L’impressione è che le polemiche a lui facciano più male che bene, per la velocità e il talento di cui dispone potrebbe vincere ovunque invece qui ha pagato un distacco pesante dai primi e soprattutto da Pedrosa. Nella guerra intestina tra i piloti Repsol il piccolo Dani adesso sembra un gigante.

ROSSI IN RISALITA, MA NON TROPPO Discorso Rossi-Ducati: c’è molto da decifrare nel week end del team italiano, che il venerdì sembrava molto in palla ed era lì, in scia ai migliori, sabato è ripiombata nell’abisso e domenica un po’ di luce l’ha vista. Per qualche oscuro mistero (come scrissi in occasione della gara di Jerez e come ha confermato rossi in un’intervista) la Ducati che è molto rigida va meglio sul bagnato che sull’asciutto e il Warm up umido dell’Estoril lo ha confermato ancora una volta. Diciamo che a Borgo Panigale facevano la danza della pioggia. Invece c’è stato il sole e 16 secondi dal primo sono un distacco ancora elevato. Quello che si intravvede, però, è un Rossi comunque più vicino ai primi (anche perché qualcuno, leggasi Simoncelli si è autoeliminato) e più vicino alle posizioni che contano.

DEJA VU Lui sembra più in forma della sua moto al momento, è riuscito non senza sforzo a tener dietro per tutta la gara Dovizioso, che poi lo ha beffato sul finale in volata, proprio come fece Elias nel 2006, un sorpasso che costò a Rossi il Mondiale. Un quarto posto sarebbe stato sicuramente meglio per il morale della squadra italiana, in ogni caso con tutti gli alti e bassi Rossi è al momento quarto in classifica mondiale.

MEN AT WORK La Ducati insomma pare ancora un cantiere aperto (domani i piloti proveranno nuove parti), ma il lavoro sembra dare almeno qualche frutto, anche perché in gara Rossi gira regolarmente più forte che in prova e il suo miglior giro stavolta era a meno di 7 decimi da quello, fantasmagorico, fatto siglare da Pedrosa e dalla sua RC 212 V. Se si considera che all’inizio Rossi viaggiava quasi a un secondo e mezzo dai primi, c’è da credere che qualcosa si stia muovendo.

LE ALTRE DUCATI ARRANCANO Solo lui però, al momento, riesce a fare la differenza. Gli altri, Hayden in testa finito mestamente in nona posizione, dietro anche ad Aoyama a nonno Edwards e a un bravo Cal Crutchlow, sembrano proprio non venirne a capo.

SPIES CHE SUCCEDE? Tra i “cattivi” della gara mettiamo Ben Spies, che dopo test invernali favolosi in cui era regolarmente davanti al compagno di squadra (che non gradiva per niente…), in gara non è più riuscito ad essere realmente incisivo, e oggi forse è stata la sua peggior gara da quando è in Europa, superbike compresa. Quasi andava meglio l’anno scorso quando aveva una Yamaha satellite e, forse, meno pressioni.


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