SCOMMETTIAMO? Nemmeno i bookmakers accettavano scommesse: puntare su una doppietta di Checa al Miller Motorsport Park era fin troppo facile e il pronostico è stato rispettato. Durante un week end “lungo” (si è corso lunedì), il tracciato americano è stato protagonista di una gara molto strana e pesantemente condizionata dal meteo. Sole, poi pioggia battente, freddo, poi sole. La trasferta americana è stata piuttosto pesante per piloti e team ma il minimo comun denominatore è stato il dominio della Ducati e di Checa.

EL REY DE MILLER Questa è decisamente la pista dello spagnolo che riesce ad interpretare le curve da raccordare di Miller come nessun altro. Anche nell’anno orribile con la Honda Ten Kate qui Checa vinse due gare e l’anno scorso stava dominando quando è stato eliminato da due rotture del motore regalando gare e una bella fetta di Mondiale a Max Biaggi, che da qui iniziò ad allungare decisamente su Haslam. Quest’anno è andata diversamente: nessun problema per la Ducati Althea e “el toro” si è ripreso quello che aveva lasciato l’anno scorso. In compenso sono stati gli avversari a fargli un paio di regali graditi.

BIAGGI CON GLI ACCIACCHI Biaggi, coinvolto in un incidente con Rea in gara uno, ha fatto segnare un altro “zero” pesantissimo per le sue ambizioni di classifica. L’incidente non è molto chiaro nella sua dinamica, quello che è chiaro è che i due piloti si accusano a vicenda e se ne sono andati via entrambi incavolati neri. Biaggi però con la schiena a pezzi e un casco aperto dalla Honda Ten Kate. Per questo il terzo posto in Gara2 è da considerarsi decisamente positivo per lui che ha stretto i denti per tornare sul podio ma anche per cercare di andare a prendere Camier, che finalmente è riuscito a concretizzare la sua velocità con un podio. Checa però è sempre più lontano e Max è all’asciutto di vittorie. Il corsaro è nero sì, ma di rabbia e Misano suona un po’ come la prova d’appello per non far scappare definitivamente la Ducati.

MACIO WORK IN PROGRESS Melandri invece si è trovato in difficoltà, non conosceva la pista, non ha avuto modo di lavorare sull’assetto da asciutto e in gara si è visto. La Superpole non illudeva nemmeno lui, solo in Gara2 si è riportato in posizioni più consone a chi deve lottare per il Mondiale. Ma occhio Macio, perché Laverty inizia a farsi minaccioso e non è così lontano.

FABRIZIO E TEAM LIBERTY Tra i promossi della trasferta americana mettiamo Smrz e Guintoli, capaci assieme a Checa di monopolizzare il podio di Gara1 con tre Ducati. Ma promosso è anche Michel Fabrizio, arrivato al Miller in condizioni fisiche pessime a causa di una influenza, atterrato in Gara1 da uno Xaus incredibilmente pasticcione (due cadute su due gare. Credo sia meglio fermarsi un attimo a riflettere eh Ruben?), ma capace in Gara2 di recuperare alla grande girando fortissimo con una Suzuki sicuramente inferiore alle migliori concorrenti (anche se il team di Batta è bravissimo a far funzionare molto bene il materiale che ha).

BMW SU, BMW GIU’ L’altro è Ayrton Badovini (e con lui tutta la squadra italiana), in grande crescita sempre nella top 10 per tutto il week end, e miglior BMW al traguardo in Gara2. Chi sembra essere entrato nel tunnel è invece Haslam, che ormai è evidente digerisce Miller peggio della peperonata e negli USA è stato davvero opaco. L’anno scorso qui cadde e perse punti preziosi da Biaggi quest’anno non si è mai visto, nemmeno qualche sprazzo alla Corser (davanti con gomma morbida ma quando la gomma è finita è stato risucchiato  nelle retrovie). La S1000RR continua a soffrire e credo che a Monaco stiano iniziando a spazientirsi.


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