Autore:
Stefano Cordara

TUTTO COME PRIMA Reset. È come se non fosse successo nulla: le due gare d'agosto, quelle che si guardano al bar della spiaggia, si sono praticamente annullate come se non si fossero nemmeno corse. Perché Rossi e Lorenzo, gli unici che ormai si possono giocare il Campionato, si sono spartiti esattamente a metà il bottino.

PARI E PATTA Caduta di Lorenzo e vittoria di Rossi a Brno; caduta di Rossi e vittoria di Lorenzo a Indy. Tutto come prima, insomma, ancora 25 punti separano i due galletti Yamaha sempre più astiosi l'uno con l'altro, sempre più convinti delle loro forze, sempre più in lotta anche per la leadership nel team (il rinnovo di Lorenzo non deve aver reso felice Valentino) sempre più al limite nella guida.

OLTRE IL LIMITE E che in pista siano davvero al limite e anche oltre lo stanno a sottolineare le tre cadute di Valentino, uno che solitamente cade pochissimo. Vero è che delle tre scivolate solo quella di Indianapolis è arrivata sull'asciutto ma questo è un segnale che ormai i margini non ci sono quasi più e che i due si odiano al punto da non sopportare che l'altro stia davanti, arrivando anche all'errore pur di batterlo.


EQUILIBRIO MANCATO Lorenzo probabilmente avrebbe vinto lo stesso, perché aveva un passo strepitoso, la caduta dello gnomo Pedrosa (qui velocissimo ma sempre più altezzoso con la Honda e sempre meno convincente con i risultati) gli ha solo spianato la strada. Valentino invece non era a posto, non aveva trovato il giusto equilibrio del suo "pacchetto", per cui non sarebbe riuscito a tenere quel ritmo, ma sui suoi 20 punti ci sarebbe stato da metterci la mano sul fuoco. Invece la caduta è arrivata davvero inaspettata, soprattutto per lui. Jorge ringrazia, con 5 gare ancora da correre e ritmi così elevati può succedere di tutto.

PODIO INSOLITO Per gli altri i soliti distacchi abissali ma la gara di Indianapolis ha ancora una volta sottolineato l'assurdità del mondo della MotoGP e su come questo mondo gestisce i suoi (pochi) piloti. Sul podio sono saliti due "licenziati", o quasi, non nel senso che hanno la licenza per correre, ma perché sono uno (De Angelis) privo di un manubrio per il 2010 e l'altro (Hayden) in bilico tra il licenziamento e la conferma, visto che in Ducati perso Lorenzo e con il dubbio Stoner sono ancora in trattativa con Pedrosa. Hayden però è uno che ha le palle.

NICKY IL LOTTATORE Non si è demoralizzato come accadde a Melandri ed effettivamente, escludendo le primissime gare, i suoi risultati sono stati meno disastrosi e… stai a vedere che assente Casey (ancora terzo in Campionato nonostante le due assenze…), Nicky sta ottenendo qualche attenzione in più e sta arrivando ad avere la moto che vuole? La pista di casa ha aiutato, certo, le cadute degli altri pure. Ma Hayden da qualche gara è più consistente e a Indy è rimasto nelle posizioni che contano per tutto il week end (sul bagnato e sull'asciutto). Questo podio vale oro e soprattutto tiene a galla la Ducati e ricorda a tutti che l'americano è stato Campione del mondo.

BATTO QUATTRO Quanto a Dovizioso adesso si capisce perché ha il numero 4 sulla carena, non sto a fare i conti ma credo che più quarti posti di lui non li abbia fatti nessuno. Essere sesto in Campionato dietro anche ad Edwards (molto costante quest'anno) non deve essere proprio il suo obiettivo e nemmeno quello di un pilota ufficiale Honda.

DEBUTTO OK La gara degli altri vede un buon Capirossi, un opaco Kallio e un ottimo Espargaro, al debutto in MotoGP dopo un paio di gare in duemmezzo (oggi si usa così..) e capace con l'ostica Ducati di mettersi già dietro Talmacsi: non male davvero per un rookie…


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