Autore:
Stefano Cordara

NO VALE, NO TV Venerdì vado al bar a fianco all'ufficio. Di solito è sintonizzato su Italia 1 per la MotoGP, ma oggi che ci sono le prove ufficiali la TV è spenta, muta. "Senza Valentino il campionato non è più lo stesso per cui non lo guardiamo" è la laconica risposta quando chiedo spiegazioni. Certo è solo un bar, ma lo stesso dice mio padre, lo stesso dice un sacco di gente. Insomma l'assenza di Rossi pesa da morire. Qualcuno potrà obiettare che alla fine quelli che si perdono sono solo i telespettatori meno appassionati, quelli definiti "dell'ultimo minuto" che magari non hanno niente a che fare con la moto. Vero.

DIRITTI E DOVERI Ma il ragionamento è un altro. La MotoGP vive di passione, si, ma vive anche di diritti TV (che costano un botto) che le televisioni mondiali acquistano vendendo spot. Meno telespettatori significa meno gente che vede pubblicità, meno possibilità di far conoscere un prodotto, magari pubblicizzato su una carenatura, meno investitori che hanno voglia di buttare soldi in un mondo che in questo momento appare in antitesi con il mercato.


SPONSOR CERCASI, MA… Perché le MotoGP vanno veloci, fanno rumore e inquinano. Proprio l'opposto di quello che cercano sponsor sempre più "verdi". Insomma non è solo un campionato del mondo ormai ridotto alla soglia del ridicolo per i presenti in griglia (si è fatto male anche Melandri, sono partiti in 15, compreso un tester Honda in sovrappeso, per la prossima gara mi propongo anche io), a soffrire dell'assenza del suo testimonial più importante, ma è tutto l'ambiente che vive attorno alla moto e questo vale a livello planetario. Pensiamoci, perché se in pista ci sarà sicuramente chi è in grado di battere Rossi, a livello di immagine non ci siamo proprio. Come testimonial di peso e personaggi carismatici mi pare che facciamo acqua da tutte le parti. Scenette forzate (e anche un po' tristi) e interviste scontate non bastano di sicuro.

RITORNO DA BRNO In ogni caso a quanto pare l'assenza sarà meno lunga del previsto perché Rossi attraverso un messaggio sul sito ufficiale Yamaha ha dichiarato che la guarigione procede a grandi passi e che a Brno sarà di nuovo della partita. Intanto, chi ha acceso il televisore sabato si è comunque visto una gara dignitosa ma dall'esito pressoché scontato.


IMBATTIBILE Troppo forte il pacchetto Lorenzo-Yamaha per poter essere impensierito da chicchessia. Lorenzo va forte, assieme al suo team fa sempre le scelte giuste (come quella di partire con una gomma dura) e adesso ha sistemato anche la prima parte di gara, quella dove fino all'anno scorso era deficitario. A meno di clamorosi problemi (che ovviamente non gli auguriamo) non vediamo chi possa davvero impensierirlo.

PEDROSA COMBATTE A METÀ Ad Assen ci ha provato un sorprendente Pedrosa che, dopo prove al solito bruttine, è stato autore di una gara positiva e nella prima parte sembrava irresistibile. Ma appena Lorenzo ha dato un piccolo "strappo" Pedrosa non ce l'ha fatta. Tuttavia Pedrosa ha di che essere contento, è andato forte e a riportato l'ago della bilancia HRC dalla sua parte, adesso è lui secondo in classifica.


STONER RITORNA Lo stesso vale per Stoner, finalmente sorridente sul podio (il primo per la Ducati quest'anno) e finalmente in sintonia con la sua moto anche se pare sempre lontano dallo Stoner imbattibile di qualche anno fa. Bella pista Assen, nonostante sia stata storpiata dalle modifiche mantiene nella parte vecchia un fascino incredibile con tutti quei curvoni velocissimi e irregolari che sembrano disegnati da un bambino (e non da un PC) e che esaltano i piloti. È una pista dove si lotta spesso gomito a gomito come hanno fatto Spies, Dovizioso e uno spettacolare De Puniet, ormai sempre velocissimo in prova ma non altrettanto incisivo in gara.

SPIES SEMPRE LI Alla fine Spies ha avuto la meglio, l'americano è ormai stabilmente davanti, e non va dimenticato che corre ancora con una caviglia scassata nel volo di Le Mans. Gli altri ormai fanno solo da comprimari, nella mezza classifica va elogiato il progresso di Simoncelli che gara dopo gara si allontana dal fondo classifica, anche se la prima delle Honda satellite resta lontana. E adesso Barcellona, dove Lorenzo corre in casa. Inutile dire che sapete già su chi scommettere…


MOTO 2 Parlando di Moto2, come era preventivabile, e come noi stessi abbiamo scritto prima dell'inizio del campionato, nessuno si ricorda più che queste moto vanno più piano delle 250, perché alla fine il campionato cadetto riesce sempre a proporre gare interessanti e spettacolari. Stavolta, come al Mugello, un po' meno spettacolare per quel che riguarda la lotta per la leadership. "Cannone" Iannone ha suonato tutti (però, non male la Bimota...) prendendo un margine incredibile, ancor più incredibile se si pensa che nella Moto2 i motori sono tutti uguali.

TEAM NUMERO 1 Evidente la bravura di tutto il team (i piloti non vincono mai da soli), capace di far rendere al meglio il materiale tecnico. Evidente anche la bravura del pilota che quando tutto è in ordine riesce ad andare davvero forte. Elias comunque, appare al momento il più papabile per la vittoria finale perché è anche il più costante, anche se Iannone è balzato in terza posizione in campionato. Non male, stai a vedere che le soddisfazioni italiane arriveranno da quella che all'inizio della stagione era la categoria più bistrattata di tutte…


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