Autore:
Stefano Cordara

Non sono scooter speciali, futuristici o chissà cosa, sono gli scooter che usiamo tutti i giorni in città o in tangenziale. Piccoli cinquantini, 125, maxiscooter, due tempi o quattro tempi, raffreddati ad aria o acqua, Lovato li ha gasati tutti. Nel senso che l’azienda vicentina ha realizzato una serie di kit (sulla falsariga di quelli realizzati per l’auto) in grado di convertire qualsiasi tipo di scooter all’alimentazione a GPL.

Anche i piccoli due ruote (spesso tacciati ingiustamente di essere i principali responsabili dell’inquinamento cittadino) si danno quindi un'anima ecologica e allo stesso tempo economica, il risparmio del GPL è evidente (costa circa la metà della benzina verde) e il bello è che questo carburante è molto meno inquinante della benzina verde facendo automaticamente rientrare nei limiti antinquinamento anche gli scooter non catalizzati, altrimenti destinati presto o tardi ad una triste demolizione.

Fatti due conti, il GPL conviene all'ambiente (minori emissioni di

Il serbatoio del GPL
è nel vano sotto sellaHC e di CO, ma superiori emssioni di Nox, sia pur ben al di sotto della soglia massima) e conviene al portafogli, anche considerando il costo dell’impianto, che dovrebbe aggirarsi sulle 500.000 lire circa, e il lieve aumento dei consumi che ogni mezzo alimentato a GPL deve scontare (circa il 5%).
Nessuna rinuncia e solo vantaggi quindi? Non esattamente perché il sistema GPL ingombra e pesa, anche se poco. Condizione necessaria per l’installazione dell’impianto GPL è quella di trovare lo spazio per la bombola che va quindi a occupare il vano portracasco sotto la sella. Proprio come accade con le automobili quindi occorre rinunciare ad una parte (ma per certi scooter è praticamente la totalità) dello spazio di carico.

Il sistema Lovato replica in piccolo tutti i componenti di un sistema GPL per autovetture. La bombola ha capienza di 6,5 litri ma per legge la sua capacità è sfruttabile all’ottanta per cento, quindi si può contare su un volume di 5.2 litri. C’è poi un evaporatore (dove il GPL passa dallo stato liquido a quello gassoso) e un diffusore applicato al carburatore. Tutto qui, l’impianto è molto semplice e razionale e una volta montato praticamente invisibile.

Schema del sistema
di alimentazione a GPLL’evaporatore è la parte che ha richiesto più studi. Attraversandolo, il gas passa dalla pressione di stoccaggio nel serbatoio (una decina di bar) a quella ambiente. E' un processo che asporta calore e che può provocare il congelamento del gas stesso. È per questo motivo che gli evaporatori degli impianti GPL per auto sono dotati di passaggi per l’acqua di raffreddamento, che una volta in circolo evita l’eccessivo raffreddamento del gas. Sui motorini questo problema non sussiste perché il consumo di gas è così basso che la sua evaporazione non causa alcun problema. Ecco perché l’impianto GPL si può montare anche su scooter raffreddati ad aria.Purché la potenza non superi i 10-11 cavalli, altrimenti occorrerà Emissioni di Nox a confrontoutilizzare un evaporatore "riscaldato ad acqua" e quindi con motore raffreddato a liquido.
Il peso dell’impianto si può stimare in circa 6 kg (compresa bombola piena di gas) e l’installazione dell’impianto non impedirà naturalmente l’utilizzo della normale alimentazione a benzina, di fatto si disporrà di uno scooter Bi-fuel dalla raddoppiata autonomia.Emissioni di CO e HC
a confrontoUna piccola rinuncia è anche quella delle prestazioni. Il motore alimentato a GPL ha un rendimento leggermente inferiore rispetto all’alimentazione a benzina, la potenza cala del 7% circa.
Avrete quindi un mezzo leggermente più pesante e leggermente meno brillante del solito (all’incirca meno 5% di velocità massima). Rinunce che sicuramente peseranno meno quando scoprirete che il solito tragitto casa-ufficio vi è costato la metà.i consumi a confronto

Abbiamo anche avuto l’opportunità di provare per breve tempo uno degli scooter preparati da Lovato. Precisamente un Honda @ 150. In questo caso scordatevi lo spazio sotto la sella, la bombola lo occupa quasi completamente. Nel retroscudo è stato piazzato il commutatore che permette di scegliere il carburante (benzina/gas) e questo è l’unica differenza estetica tra lo scooter normale e quello a GPL.

Un paio di "cicchettate" per arricchire la miscela (in pratica è come tirare l’aria) e lo scooter borbotta tranquillo al minimo. Fa freddo ma non c’è nessun problema. Francamente non ci siamo accorti della differenza di prestazioni, probabilmente si noterebbe facendo una prova comparativa. L’@ fila via liscio senza incertezze dal minimo alla velocità massima. L’aggravio di peso è praticamente inavvertibile nella guida.

Insomma questa del gas ci pare una buona idea; finita la sperimentazione Lovato ha già dimostrato con i crash test che in caso di incidente un impianto a gas è addirittura più sicuro di un serbatoio di benzina. Insomma l’idea di Lovato ci pare davvero buona, non ci resta che fare due conti e aspettare che la sperimentazione sia terminata. Ormai è questione di mesi.