Autore:
Stefano Cordara

DERBI DELLE MERAVIGLIE Senz'altro una della Case più vitali a questo salone, Derbi ha deciso di uscire dal ruolo di costruttore di scooter o, al massimo, di cinquantini. I vertici Derbi lo avevano detto che ci saremmo visti spesso, e a quanto pare hanno tutta l'intenzione di mantenere la promessa. Hanno alzato leggermente il tiro con le Senda 125, e adesso sfondano addirittura il tetto dei 650 cc con la bellissima Mulhacén, che pare arrivata nel posto giusto al momento giusto.

HIGH TECH SCRAMBLER

C'è fermento attorno al mondo delle Scrambler, quelle moto né enduro né stradali, con gomme tassellate ma sospensioni ribassate, leggere, potenti il giusto, facili da guidare. La filosofia del "tutto torna prima o poi" pare essere perfetta per questo tipo di moto, che riprendono temi molto in voga negli anni settanta.

MADE IN GERMANY

Ideatore Klaus Nennevitz, passaporto tedesco ma caliente dentro come e più dei latini. Klaus adora le moto, adora il fuoristrada, adora tutto ciò che è originale. Non a caso è nata nella sua testa anche l'Aprilia Tuono. Assieme ai designer Derbi, ha messo assieme il progetto Mulhacèn (il nome deriva dalla più alta montagna della penisola Iberica) che forse arriverà alla produzione. Un misto di retrò e High Tech, un po' di Scrambler shakerato con il Dirt Track. Tutto che si amalgama a formare una moto davvero accattivante.

CUORE YAMAHA

La cilindrata 659, fa ben capire da dove arrivi il monocilindrico che la muove. Trattasi di  Yamaha 660 ad iniezione elettronica, lo stesso della XT, e della nuova Pegaso Strada. La Mulhacén vuole essere soprattutto una moto facile e divertente. Del motore abbiamo già detto. I suoi 48 cavalli non faranno certo fatica a muovere i soli 160 kg di peso che Derbi dichiara per la sua scrambler. Le ruote sono da 18 pollici, il telaio è in tubi di acciaio, il forcellone di alluminio muove un ammortizzatore piazzato lateralmente.

FUTURISTA

L'high tech lo troviamo anche nei componenti, forse perfino sprecati per una moto tranquilla come vuole essere la Mulhacèn, ma che alla fine ci stanno un gran bene. La strumentazione digitale, i dischi a margherita, la pinza radiale anteriore regalano una bella dose sportività. Leggera, essenziale, facile, la classica moto per tutti con una sella ad altezza umana (80 cm) sovrastrutture ridotte al minimo. Certo per una produzione in serie sarebbe il caso di tener presente anche il passeggero (adesso la moto è monoposto).

LA PRIMA DI MOLTE

Ma in Derbi giurano che la Mulhacén non è un esercizio di stile. L'intenzione di farla davvero c'è, anche in cilindrate differenti (probabilmente inferiori) dalla 659 presentata a Monaco. Insomma questo prototipo è la testa di ponte di una nuova famiglia di moto Derbi. E non dite più che fanno solo cinquantini.

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