LA SVOLTA E’ una vera e propria svolta quella prodotta dalla Derbi grazie alla nuova GPR! Il nuovo cinquantino spagnolo incarna ora lo stato dell’arte nel mondo dei ciclomotori stradali sportivi a marce e si fa anche portatore di una ventata di novità all’interno dell’azienda spagnola. E’ chiara la volontà di riportare la Casa alle glorie del passato grazie ad una forte spinta innovativa ed ad un riassetto generale della struttura d’impresa. Un lavoro che ha portato come primo frutto un cinquantino che esteticamente ricorda in maniera imbarazzante le moto super-sportive di grossa cilindrata e tecnicamente crea un nuova categoria che potremmo chiamare super-cinquantini.

80 VOGLIA DI CORRERE

La versione di 80 centimetri cubi fece la sua prima come prototipo all’EICMA di Milano nel 2003 e fu poi presentata ufficialmente a marzo di quest’anno. Qualche settimana fa sul veloce circuito spagnolo di Calafat è stata presentata anche la sorella minore, ovvero la GPR 50. Le due moto differiscono principalmente per la componentistica: la prima è dedicata ad un uso su circuito mentre la più piccola è studiata per essere impiegata anche su strade aperte al pubblico. Sull’ultima versione si è provveduto ad aggiungere i gruppi ottici, gli specchietti, gli indicatori di direzione a LED, il cavalletto, il sellino e le pedane per l’eventuale passeggero (nei paesi dove la legislatura lo permette), i comandi elettrici sui semi-manubri e l’avviamento elettrico.

CURATA NEL DETTAGLIO

Un attento e lungo studio di tutti i più piccoli particolari, una grande lungimiranza, ha fatto sì che la piccola sportiva di casa Derbi sia oggi una rivale scomoda per tutte le Case, italiane o giapponesi, che da tempo propongono al pubblico più giovane mezzi dall’elevato contenuto tecnologico. Guardando attentamente la GPR si osserva con piacere che la cura non è stata solo sui componenti macroscopici ma si è cercato di curare ogni più piccolo dettaglio: leva della frizione regolabile, tappo del serbatoio di tipo Avio, strumentazione ricca e facilmente leggibile, supporto strumentazione realizzato in tecnopolimeri, silenziatore d’acciaio inox, piastra superiore dello sterzo forata, il comando lampeggio abbaglianti ("passing"). Degna infine di nota l’interessante ed accattivante soluzione di incorporare gli indicatori di direzione anteriori negli specchietti.

Al TOP IN TUTTO

Le moto iper-sportive dell’ultima generazione, prodotte in larga serie, hanno raggiunto standard qualitativi e sono dotate di componenti impensabili fin a pochi anni fa. E’ altrettanto vero però che se ci siamo abituati a vedere pompe e pinze ad attacco radiale su una moto di media o grossa cilindrata, su un cinquantino è davvero una cosa inusuale o addirittura mai vista.

ALLUMINIO E TECNOLOGIA

La GPR 50 infatti, che piace per le soluzioni tecniche e per una qualità di insieme, è quanto di meglio ora il mercato dei ciclomotori stradali a marce possa offrire. Procediamo però con ordine. La GPR 50 ha un propulsore di quasi 50 cc., per la precisione 49,9 cc abbracciato da un telaio in alluminio che sfrutta prevalentemente componenti estrusi saldati ad elementi fusi, proprio come accade sulle supersportive più prestigiose. Il telaio della GPR 50 è identico a quello della versione 80 cc, ed è stato studiato per ospitare anche una eventuale propulsore di 125 centimetri cubi. Al retrotreno troviamo un forcellone bibraccio in alluminio con capriata di rinforzo, del peso di 3 Kg, che fa muovere un monoammortizzatore con uno stelo da ben 14 mm di diametro (la concorrenza utilizza mediamente mono con steli da 10-11 mm di diametro). Ad assorbire le asperità all’avantreno, interviene invece una forcella del tipo upside-down con steli da 40 mm.

FRENI DA GRANDE

Sempre all’anteriore ci sono le soluzioni maggiormente degne di nota: pompa freno radiale ed una pinza, anch’essa radiale, a quattro pistoncini che lavora su un disco da 300 mm. A frenare la ruota posteriore invece provvede una pinza a due pistoncini contrapposti ed un disco da 180 mm.

LINEE AGGRESSIVE

Il centro di Design di Martorellas ha preso spunto per creare la GPR dalla moto impiegata nel Campionato mondiale GP ed utilizzata dagli spagnoli Jorge Lorenzo e Angel Rodriguez. Le linee sono sfuggenti e disegnano forme taglienti con un'ottima proporzione di insieme. Accattivante il codino che tende verso l’alto e che sovrasta lo scarico centrale. Guardando La GPR il pensiero corre, sulle ali della passione, al lontano oriente dove pochi anni fa, ha preso vita una moto di grossa cilindrata che ha forme e linee molto simili a quella della piccola spagnola. La somiglianza però è ben riuscita e sarà senza dubbio un ottimo argomento di vendita.

UN 80 DA SPARO

Per la versione più interessante, grazie alle prestazioni che sa ottenere con il propulsore di 80 cc, valgono le stesse caratteristiche tecniche menzionate sopra, anche se tra le due moto ci sono importanti differenze a partire dalle sospensioni, che sulla sorella maggiore sono regolabili, sia nell’idraulica che nel precarico della molla. A livello di ciclistica le misure sono identiche con lo stesso telaio e forcellone. Il primo differisce da quello impiegato sulla versione minore solo per il telaietto posteriore e per la culla inferiore, che sulla versione 80 è in alluminio mentre sul 50 è in acciaio. Insomma, pare proprio che Derbi sia intenzionata a fare molto sul serio, già si parla di un monomarca, e dell’arrivo di una cattivissima GPR 125.

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