Autore:
Eugenio Mosca

zoom"Motegi è una pista abbastanza tecnica, ma non si può certo definire entusiasmante. Non è una delle mie preferite, perché per essere veloci più che il "pelo" conta avere una buona moto. Infatti, ci sono tutta una serie di curve lente dove riparti praticamente da zero, perciò se non disponi di una buona trazione in uscita e di una buona accelerazione sono dolori. Così com’è importante avere un buon motore, che ti permetta di affiancare gli altri sul dritto per poter portare l’attacco nelle violente frenate.

Qui dovrebbe essere avvantaggiata la moto di Valentino

, che ha proprio in trazione e accelerazione i punti di forza, ma anche la nostra Nsr, con gli ultimi particolari di motore che abbiamo avuto dalla Honda, non dovrebbe essere male. Per quanto mi riguarda voglio dimenticare alla svelta quanto successo a Valencia".zoomCome ho detto qui non ci sono curvoni da percorrenza, tranne uno, quindi bisogna prestare molta attenzione alla messa a punto della ciclistica per avere una buona stabilità nelle violente staccate. Infatti, conta molto poter frenare più tardi possibile, magari sacrificando la velocità a centro curva ma cercando di raddrizzare al più presto la moto per poter accelerare con decisione. Proprio per poter sfruttare l’accelerazione in uscita dalle curve lente bisogna lavorare anche per avere una buona trazione.zoomMotegiDopo essere transitati davanti al rettilineo dei box in quinta marcia affrontiamo la prima decisa staccata per l’ingresso ad una doppia curva a destra (la n°1 e la n°2) entrambe da seconda. Poi subito via in accelerazione su un altro lungo rettilineo, salendo con le marce fino alla quinta prima di una nuova staccata per affrontare due curve a sinistra (la n°3 e 4) da raccordare perfettamente: seconda per la prima curva, più secca, e terza per affrontare l’altra curva, che allarga in uscita.zoomScarichiamo quindi le marce fino alla quinta su un nuovo rettilineo ed arriviamo ad una frenata violenta, scaliamo fino alla prima per entrare in una destra molto stretta (la n°5) che chiude in uscita, quindi saliamo fino alla quarta con la quale affrontiamo uno dei tratti più impegnativi del tracciato, caratterizzato da un veloce curvone che piega a destra e che porta alla successiva S-curve, una esse da prendere sempre di quarta: sinistra-destra che ci porta al V-corner, un rampino a sinistra, da percorrere in prima marcia.zoomAltra accelerazione fino alla quarta su un breve rettilineo e nuova staccata per il tornantino a destra Hairpin, da prima, che ci immette sul rettilineo più lungo, con la prima parte in salita e successiva discesa. Qui scarichiamo fino alla sesta marcia prima di un’altra violenta frenata che ci riporta in seconda a una curva destra di 90° che chiude in uscita. In accelerazione saliamo in terza marcia, che manteniamo per la successiva piega a sinistra che ci porta alla difficile Victory Corner, una curva da prima che ci immette sul rettilineo d’arrivo".