Autore:
Luca Cereda

TRA VECCHIO E NUOVO Bmw&Superbike, anno due. Nella cornice un po' nostalgica del palazzo BMW Classic – dove la Casa bavarese conserva ed espone alcuni cimeli della sua storia a due e a quattro ruote – irrompono a cavallo di una S1000RR nuova di pacca due facce conosciute: Ruben Xaus e Troy Corser. Due lupi di mare del World SBK calati in una realtà che, a livello sportivo, ha poco più di un anno. E se in tutto di questa presentazione  – dall'ambientazione alle persone – gioca a un continuo rimando tra presente e passato, forse un caso non è. Perché, qui, la parola chiave è "esperienza”.

ESPERIENZA Inutile girarci intorno, visto che in Bavaria non ne fanno mistero. I soldi ci sono, il potenziale non manca, le ambizioni sono massime – da bravi tedeschi. Ma gli avversari, ad ogni corsa, si portano dietro anni di sportellate in ogni singolo bullone della moto. E il gap si è visto durante tutta la stagione 2009. Per colmarlo, Bmw ha messo sulla poltrona di Team Manger una vecchia volpe come Davide Tardozzi, che porta in Bavaria il suo know-how accumulato in anni e anni di Ducati.

L'UOMO NUOVO "E' l'uomo che mancava”, non ha dubbi Ruben Xaus: "Serviva un uomo di pista, che sapesse interpretare le esigenze dei piloti nel momento giusto e che desse gli accorgimenti necessari a migliorare il lavoro del team. Questala S100RR, ndrè la moto più potente che abbia mai guidato. Ma ci serve esperienza per colmare il gap con le concorrenti, soprattutto nel giro veloce e nei primi cinque giri di gara”.

OBIETTIVI "Top Five”, è l'obiettivo finale dichiarato da Hendrik Von Kuenheim, direttore generale di BMW Motorrad. Più a stretto giro di posta, Troy Corser spera di salire sul podio a Philip Island, prima gara di campionato. Tardozzi, che è approdato in Bmw proprio per ritrovare alcuni stimoli perduti, raccoglie la sfida e detta la linea: "Serve umiltà nell'acquisire esperienza. La stagione negativa dello scorso anno è stata una sorta di tassa da pagare per Bmw, per crescere. Con l'ingegnere Bartolini sto impostando un modo diverso di lavorare e credo che siamo sulla strada giusta. Obiettivi? Il primo passo sarà arrivare costantemente a ridosso dei primi tre. Se questo succede, prima o poi il podio ci scappa. E Xaus è uno che, in condizioni favorevoli, può trovare il guizzo per vincere la gara”.


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