MILLECENTO Quando ho girato la chiave d'avviamento della mia Ninja 1200 per l'ultima volta il contakm parziale segnava quella cifra, 1100 km. L'avevo azzerato due giorni prima all'inizio del Demo Ride Kawasaki. In pratica è come se fossi andato da Milano a Reggio Calabria, tutto in pista. La mia cervicale ringrazia per questo superlavoro, ma fare da apripista mi piace un sacco, mi porta a stretto contatto con la gente che legge e che poi compra le moto. Esatto, se siete venuti a Monza per provare le nuove verdone il 7 e 8 aprile, sarete incappati nel sottoscritto e nei suoi colleghi che vi hanno scarrozzato per due giorni sui velocissimi rettilinei del tempio delle velocità.

QUEI BRAVI RAGAZZI Mi sento di fare i complimenti a tutti i ragazzi intervenuti, quasi trecento, che in due giorni hanno preso per le mani i manubri delle ZX-10R e ZX-6R messe a disposizione da Kawasaki Italia. Due giorni, percorso netto! Nessuna caduta, nessun danno, niente. Una volta tanto chi ha provato le moto ha dimostrato di avere la testa sulle spalle e soprattutto di avere ben chiaro lo spirito della manifestazione. Ne sono

contento, così come sono stato contento nel sentire molti di loro scendere dalla Ninja 1000 ammettendo "è una moto incredibile ma... fin troppo per me"

ONESTÁ Bene, bravi, bis. Non capita tutti i giorni sentire un motociclista (soprattutto se smanettone) che ammette la sua inferiorità davanti al mezzo meccanico. Mi pare di aver capito da queste parole che, forse, il motociclista italiano sta maturando. Sì, anche lo smanettone, quello che più cavalli ci sono meglio è. Quello che si piglia una moto GP per andare in Valtrebbia (salvo poi farsi suonare dal turista con BMW GS, versione africa

Korps). Certo è che moto come le ultime mille arrivate sul mercato impongono delle riflessioni. Hanno spostato talmente avanti il confine delle prestazioni da imporre di spostare altrettanto in avanti il confine delle capacità di guida di chi se le compra.

TIFOSI O FAZIOSI? E se tanti sbavano davanti ai tempi fatti registrare dai tester professionisti delle riviste specializzate, acquistando alla cieca e lanciando commenti faziosi e sfide da bar (questi personaggi non mancheranno mai), c'è anche chi, con più testa sulle spalle, capisce che comprare un 600 anziché un mille non significa certo "accontentarsi". Inorridisco quando leggo lettere di chi mi dice che vuole un mille da 180 cavalli perché "ha più coppia da usare su strada" o chi magari vorrebbe montare il maniglione del passeggero violentando così lo splendido codino di una ZX-10R o di una R1, moto che il passeggero lo ospitano per proforma.

TUTTI SULLA MILLE Inutile dire che la più richiesta per le prove è stata la ZX-10R, dai 20 ai 60 anni tutti hanno voluto metterci su il sedere per un quarto d'ora. E il risultato dei Demo Ride è stato unanime. Tutti a vergare commenti entusiasti sulla 1000 verde lime, tutti impressionati da leggerezza, accelerazione, frenata. Tanti però anche a dire "per me va fin troppo forte". Insomma le mille sono moto nate per correre, la ricerca di prestazioni esasperate per vincere in Superbike e in Superstock ha portato alla realizzazione di moto da corsa con targa e fari, che tutti possono comprare, ma che non tutti sono in grado di sfruttare. Non è certo un caso che tantissimi appena scesi di sella abbiano chiesto al sottoscritto e ai suoi colleghi di Tuttomoto di tenere un bel corso di guida.

PRESTO LA SCUOLA Sapete che vi dico? Ci stiamo attrezzando e ve ne daremo notizia proprio su MotorBox. Intanto non posso che apprezzare le manifestazioni come il Demo Ride Kawasaki. Il loro scopo è far vendere più moto, ma se uno a fine prova capisce che forse è meglio comprarsi un 636 piuttosto che un mille, io sono ancora più contento. Significa che questa prova ha fatto riflettere.

MORALE La morale è... Leggete tutto quello che volete, fatevi le vostre idee, innamoratevi pure dell'ultima supersportiva arrivata, compratela pure. Ma, prima di comprare autovalutatevi serenamente e pensate bene alle vostre

capacità di guida e all'uso che ne farete. La moto è soprattutto emozione, vero, e le emozioni non hanno prezzo, ma certe volte sarebbe meglio pensare meglio prima di acquistare perchè, ribadisco, le moto in sé non sono pericolose, molto più pericoloso è chi le guida.

FALSI MITI Esistono eccellenti moto stradali, eccellenti moto da enduro, supersportive di livello assoluto. Abbiamo la fortuna di poter scegliere in un parco moto incredibile ma spesso inseguiamo falsi miti che ci oscurano la vista. A meno che vedere i 300 all'ora in un rettilineo e poi frenare ai 600 metri e girare in 2:45 a Monza o al Mugello (per non parlare degli altri circuiti) sia la vostra principale ambizione. A proposito, se vi interessa la scuola guida, scrivetemi, io intanto vado a farmi rimettere a posto la cervicale. Ciao.