Autore:
Stefano Cordara

MONOGOMMA Domenica gelata, piena di neve, quella di ieri. Tipico pomeriggio da "divano, TV, frittatona di cipolle e rutto libero". Il palinsesto per fortuna offre anche qualcosa d’interessante. Potrei accendere Sky e guardare l’Inter, ma perché intristirsi? Scatta la sintonia su LA7, inizia il mondiale Superbike!! 

E' cominciato così in sordina che quasi nessuno se ne è accorto. Tutti a guardare di là, alla GP con le star del manubrio a bisticciarsi il giro più veloce. Intanto, di qua, c’è chi si è dato un gran daffare per riabilitare al rango che merita il campionato delle derivate dalla serie. L’organizzazione, prima di tutto, con la scelta coraggiosa di portare gomme uguali per tutti, Pirelli, mettendo tutti sullo stesso piano. Anche se poi si è già visto come è andata.

Sciami di rombanti Ducati davanti a tutti, delle nuove stratosferiche 1000 giapponesi manco l’ombra, solo la Honda di Vermeulen a tenere alto l’onore. Gare belle, divertenti, il copione però è sempre lo stesso, Ducati ufficiali davanti a tutti, Ducati ufficiose a dare fastidio, gli altri tutti dietro… Non ci fossero i vecchi leoni sarebbe una monotonia mortale, alla faccia della monogomma.

L’OSPIZIO

A proposito di vecchi leoni, la SBK sembra il gerovital degli ex piloti GP, di quelli pronti per la pensione e a volte anche il Gerovital delle moto. Haga accumula figuracce nella GP? Non c’è problema: torna i SBK e vince!. Chili (magico Pierfrancesco!) alla soglia dei 40 anni si permette di irridere le Ducati ufficialissime con la "obsoleta" 998 dopo aver abbandonato, senza troppi rimpianti, la sua 999 nel box… (e dai tempi mi pare che la coppia di vecchietti dica ancora la sua).

Per la serie "giovani promesse" possiamo anche citare, Steve Martin, classe

‘68, Garry Mc Coy, classe ‘72, Troy Corser (che ha sempre avuto la faccia da vecchio) classe ‘71. Giovani talenti? Per ora annoto solo Chris Vermeulen. Mi pare, senza nulla togliere niente a nessuno, che siano lontani anni luce i tempi dei vari Slight, Kocinsky, Fogarty, Edwards, Bayliss.

Mi pare (ma correggetemi se sbaglio) che il livello si sia un po’ abbassato. Ma almeno non ho sbadigliato davanti alla TV, e non ho guardato l’Inter (1-3 dal Brescia, che tristezza). Lodo l’impegno di LA7 che ci ha fatto vedere le gare in diretta (Supersport compresa) e non all’ora del pokerino notturno, o di qualcosa di meglio. A proposito... si dice "LA" forcella, non "LE" forcelle.

SUPERSPORT: ATTENTI A QUEI DUE

Complimenti al Team Yamaha Italia, autore di una grande doppietta, ma in Supersport la sorpresa è l’accoppiata Lanzi-Ducati. A Borgo Panigale dimostrano che quando entrano in competizione lo fanno sempre sul serio.

OK che partono da una base di partenza che costa il doppio degli altri, nata per correre e non per essere venduta i migliaia di unità, ma andare nella tana del lupo non è facile. Quando la settimana scorsa a Valencia, in occasione della presentazione della 749 R avevo chiesto a che punto erano con lo sviluppo, si sono trincerati dietro un "siamo un po’ indietro, c’è da lavorare".

Si vede che hanno lavorato tanto e bene, perché un quarto posto al debutto è davvero un gran risultato. Occhio, jap, che questi vi fanno lo scherzetto!