Autore:
Stefano Cordara


MEDIA ITALIANA
Da tempo i motociclisti del Belpaese chiedono a gran voceuna naked Italiana in grado di confrontarsi con le quattro cilindri giapponesi che spopolano sul mercato. Per ora il panorama delle nude made in Italy di media cilindrata si riduce a Ducati Monster e Cagiva Raptor, un po' pochino per i numeri che fa questo segmento. Il 2007, invece, pare l'anno della riscossa. Si parla insistentemente di una Aprilia bicilindrica da 750 cc (dovrebbe essere esposta a Milano), ma a rompere gli indugi per prima è stata la Benelli che, rinvigorita dai capitali cinesi (ma va sottolineato che management e ingegneri sono tutti italiani) è ripartita a spron battuto mostrando una vitalità notevole che porterà all'arrivo di una nuova moto bicilindrica di media cilindrata, il cui nome non è più Leo come si era detto in un primo momento ma Due, come il numero dei suoi cilindri.

LA MOTO È GIUSTA Ottima scelta, quella di Benelli, perché una moto del genere, al giusto prezzo può davvero fare faville, soprattutto se da buoni italiani la sapremo dotare di quel valore aggiunto di tecnologia che da sempre ci caratterizza. Il bozzetto e la maquette parlavano di una linea aggressiva e slanciata, davvero molto sportiva.


VISTA E TOCCATA
Tutto confermato nella vista dal vivo qui a Colonia, dovela Benelli Due si annuncia come una delle novità in assoluto più interessanti. Il designer ha fatto faville con lei, la Due è compattissima, rastremata, sportiva. Lo scarico sbuca da sotto, tozzo, come vogliono le tendenze, il codino è esilissimo, la forcella dà impressione di potenza.

PROTOTIPO, MA NON TROPPO È ovviamente ancora un prototipo ma, toccata con mano, i materiali sono veri: forcellone e telaio in alluminio, sospensione posteriore con leveraggio, plastiche già apparentemente definitive, ci sono già le pedane del passeggero. Solo la strumentazione è posticcia. La dotazione da prima della classe (notare la forcella a steli rovesciati da 50 mm e l'attacco radiale per le pinze freno).

TRE, MENO UNO Il motore è derivato dal tre cilindri da 1130 cc cui è stato tolto un cilindro. Alesaggio e corsa sono infatti i medesimi del big triple per una cilindrata totale di 756 cc. Due cilindri frontemarcia, quindi, a dimostrare come questa architettura stia tornando in gran voga. Benelli pare aver lavorato bene a livello dimensionale, il motore appare infatti piuttosto compatto e tra l'altro ha anche funzione portante, visto che il forcellone è infulcrato nel carter. La potenza stimata è di 90 cv, il che viste le dimensioni dovrebbe trasformare la Benelli in una vera arma da mistostretto.


DEBUTTO NEL CROSS
Il secondo prototipo visto al salone è una moto da fuoristrada/motard con motore monocilindrico 4T da 450 cc caratterizzato da un rapporto alesaggio corsa particolarmente spinto (98x 59,5 mm) e dalla distribuzione mista catena/ingranaggi con 4 valvole in titanio. È realizzato con la consulenza di uno dei geni italiani della tecnica: Alvaro Vertemati, uno dei due fratelli che, da anni sfornano gioielli tecnici da fuoristrada, e a dirla tutta appare molto meno prototipo di quel che si pensi.

Il telaio è perimetrale in alluminio, la forcella da 50 (una misura fissa in casa Benelli) ha il riporto al TiN. Le prestazioni non sono annunciate, quello che è sicuro è che la Benelli cross va ad infilarsi in un vero vespaio di concorrenti agguerritissime in cui dovrà farsi spazio a suon di prestazioni.


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