Autore:
Luca Cereda

PRONTA AL DECOLLO In un hangar dell'aeroporto di Fiumicino, cade il velo dall'Aprilia RSV4 di Max Biaggi e Leon Camier, pronta per il suo secondo anno di Superbike. Al binomio tricolore fatto da moto – made in Noale – e pilota – il Corsaro di Roma - si aggiungono quest'anno i colori di bandiera di uno sponsor importante – e ingombrante – come Alitalia (che comparirà sulle livree Aprilia anche nel campionato Motocross). "E' un bel peso che ci portiamo sulla tuta" - ammette Max Biaggi – "ma anche uno stimolo in più”. E lui sa bene che, sponsor a parte, le aspettative nei confronti suoi, della moto e del team, sono alte per questa stagione.

PROFILO BASSO Aprilia favorita? Non pochi lo pensano. O quantomeno mettono la moto italiana – e Biaggi – nel novero dei pretendenti per la vittoria finale. Guardando indietro, le premesse per sostenere questa tesi ci sono: il finale dello scorso campionato parla da sé (in termini di punti, solo Spies con la sua Yamaha ha fatto meglio). A Noale, però, tiene banco la scaramanzia: nessuno vuole sbilanciarsi in entusiastiche previsioni e per fare proclami si attendono almeno le prime gare.

POCO RODAGGIO Anche perché, finora, la RSV4 2010 – che a detta dello stesso ingegner Dall'Igna (responsabile tecnico di Aprilia Racing, ndr) non è stata modificata granché dall'anno scorso – finora ha fatto poco "rodaggio”. Durante i primi test, il maltempo e il freddo hanno tenuto a lungo ai box i due bolidi, togliendo tempo prezioso allo sviluppo. In sostanza, "la RSV4 nuova mantiene la stessa erogazione della vecchia ma guadagna qualche cavallo in più grazie alla distribuzione a cascata di ingranaggi” , ha spiegato per sommi capi Dall'Igna, giocando un po'a carte coperte.

E IL DS? A lui toccherà anche – ad interim, oppure almeno per un campionato – il ruolo inedito di direttore sportivo, data l'uscita di scena di un elemento importante come quella di Giampiero Sacchi, che ancora fa discutere e che - nonostante le smentite di Leo Mercanti - in molti imputano proprio a "frizioni” tra l'ex ds e il responsabile Sviluppo&Prodotto di Aprilia Racing. E' possibile, tuttavia, che Dall'Igna venga a breve affiancato da una figura di supporto. Intanto, con lui al timone e i due "fantini” scalpitanti, ci si prepara debutto, Phillip Island (28 febbraio) è ormai dietro l'angolo.

QUI BIAGGI Biaggi fa lo scaramantico: "Mi piacerebbe molto essere il primo italiano campione del mondo in Superbike, ma evito di fare proclami. Ci sono le possibilità concrete di essere competitivi al massimo livello, questo è sicuro. Rispetto alla passata stagione, mi auguro che ci sia un po' più di equilibrio tra i pretendenti al titolo. E penso proprio che sarà così”.  Nel mirino del binocolo, il Corsaro ha messo quattro avversari su tutti: "Rea, Haga, Haslam e Fabrizio: per me sono questi i favoriti”. Sapendo bene di dover contare anche se stesso nella rosa, messa da parte la superstizione.

QUI CAMIER Nella lineup piloti, Aprilia schiera un "deb” al fianco del navigato Biaggi. Trattasi di Leon Camier, fresco vincitore del campionato inglese Superbike, forse il più competitivo tra i campionati nazionali della categoria (e dal quale sono usciti anche Rea, Haslam, Toseland e Kyonari) e già positivo l'anno scorso con le poche uscite con la RSV4. Faccia pulita, parlantina sciolta, il nuovo acquisto – 23 anni - ha le idee ben chiare: "Per me sarà un anno decisivo – ha detto l'inglesino, azni inglesone vista la stazza -. L'obiettivo sarà quello di crescere gara per gara dimostrando di avere la giusta maturità. Non mi interessa dimostrare subito di essere veloce rischiando magari di sdraiarmi alla prima curva”.


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