Autore:
Michele Losito

DAGLI ALL'IMPOSIZIONE La discussione attorno all'ipotesi di Legge, che obbligherebbe la maggior parte dei motociclisti a vestirsi sempre di tutto punto, è accesa sia a livello istituzionale, sia fra gli utenti, che non vedono di buon occhio questa nuova imposizione. Anche leggendo i commenti dei lettori al nostro precedente articolo sull'argomento, infatti, i pareri sono tutti sostanzialmente allineati verso la secca bocciatura di questa proposta di Legge, pur con qualche eccezione.

ATTENZIONE MEDIATICA
Vale la pena, tuttavia, dare ancora uno sguardo alla situazione di fatto, dato che l'accelerazione degli eventi – anche in termini di attenzione mediatica – non è priva di motivazioni. Il famigerato emendamento 20.2 al DDL 1720 del Senato, infatti, è alla stretta finale e verrà discusso proprio nella giornata di oggi o al massimo di domani in Commissione. La prospettiva è che tutto il testo del DDL venga approvato in Senato entro la prima settimana di maggio, per poi tornare alla Camera dei Deputati per l'approvazione definitiva (è la terza volta che torna indietro) e diventare Legge dello Stato entro la fine di maggio.

IPOTESI DECRETO Se così non fosse, lo stesso Ministro dei Trasporti Matteoli ha dichiarato che tenterà la strada del decreto legge, con il rischio, però, che eventuali errate formulazioni di qualche articolo creino dei disastri, come accaduto in passato con le confische per chi guidava la moto con una mano sola… Per capire meglio la situazione, abbiamo quindi cercato di contattare il gruppo dei promotori, così da verificare su quali punti potrebbe esserci margine di manovra e – soprattutto – su quali basi sono state prese certe decisioni. Ci ha risposto il Sen. Luigi Vimercati, Segretario della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato:

D: La ratio dell'emendamento è condivisibile: aumentare la protezione del motociclista. Qual è stato, però, il percorso che ha portato al testo dell'emendamento?

R: L'alta incidentalità e le audizioni delle forze dell'ordine ci hanno spinto a presentare emendamenti per aumentare la protezione. Le norme saranno meno pesanti di quelle annunciate per trovare un giusto equilibrio tra maggiore protezione/sicurezza e funzionalità.

D: Le Associazioni di categoria (FMI e ANCMA, principalmente) hanno espresso parere contrario alla Vostra azione. Come mai non sono stati interpellati in una fase antecedente alla proposta di emendamento?

R: Abbiamo fatto tante audizioni, tutte molto qualificate, che ci hanno consentito di legiferare a ragion veduta. Certo si poteva audire anche altri, ma le critiche che ci sono state fatte, cammin facendo, hanno supplito alla bisogna. La democrazia è ascoltare soprattutto chi non è d'accordo. Mi pare che lo stiamo facendo.

D: Non avete il timore che norme tanto restrittive causino una contrazione del mercato delle due ruote a motore?
R: No. Non saranno norme così restrittive. Del resto l'allarme sociale sugli incidenti stradali in Italia è altissimo e giustamente richiede attenzione del legislatore. Le misure che proponiamo noi del PD sono equilibrate e finalizzate ad una protezione ragionevole, non vessatoria. Il mercato se ne gioverà. Con meno incidenti si incoraggia all'uso dei motocicli.

D: Su quali punti sareste disposti a trattare pur di vedere l'emendamento accettato?
R: Sostanzialmente come PD proporremo di graduare l'intensità delle misure in funzione della potenza del mezzo. Nella sostanza ci concentreremo su casco integrale e paraschiena solo per le moto di media e grande cilindrata. Naturalmente ci auguriamo che il dibattito di queste settimane, molto intenso on line, faccia riflettere sull'uso anche delle altre possibili protezioni, peraltro consigliate dall'Unione Europea.

D: Quando pensa verrà discusso l'emendamento in Commissione? Quale prospettiva temporale c'è per la definitiva approvazione del DDL 1720?
R: La Commissione concluderà i suoi lavori entro mercoledì 28 aprile, se nulla succede nell'esplosiva politica italiana. L'approdo in aula è previsto per il 4/5 maggio e potrebbe essere votata definitivamente quella settimana. Poi dovrà andare di nuovo alla Camera per la terza e spero ultima lettura. Mi auguro che entro la fine di maggio il provvedimento sia legge dello Stato.

DIETROFRONT Come si poteva prevedere, quindi, l'allarme sembra rientrato e l'ipotesi più probabile è che nel prossimo Codice della Strada diventeranno obbligatori unicamente il casco integrale e il paraschiena (omologato), oltretutto solo per alcune categorie di veicoli. Nuovamente, però, c'è da sottolineare come tale ipotesi di norma non dia l'impressione di essere frutto di valutazioni realistiche, ma piuttosto della volontà di "portare a casa" il risultato tenendo conto delle critiche ricevute e degli interessi in gioco.

UTENTE EVOLUTO D'altra parte, anche una buona fetta di chi ci legge è cosciente del fatto che muoversi con un mezzo a due ruote è pericoloso, per cui adotta senza bisogno di imposizioni quelle misure minime per tentare di limitare le conseguenze di un malaugurato incidente. I più accesi detrattori dell'emendamento proposto in Senato, invece, sembrano più arrabbiati per l'annullamento della libertà di scelta, piuttosto che per il merito della questione. SICUREZZA ATTIVA Il veicolo conta per Guido P. e altri: "Come suggerito nei commenti precedenti, occorre più sicurezza attiva, anziché "esagerare" in quella passiva. Molto meglio prevenirlo un incidente, che tentare di ridurne le conseguenze. Allora, invece di imporre ulteriori, poco pratici e poco controllati (es. uso del casco al sud) fardelli ai motociclisti, propongo ai nostri cari deputati di rendere obbligatorio il sistema antibloccaggio ABS su tutte le moto nuove […]”. Questa è un'ipotesi attualmente al vaglio della Comunità Europea e gli sviluppi si vedranno già nei prossimi anni. Sulla questione dei controlli, invece, il discorso è più delicato: le leggi devono essere giuste e applicabili, non possono essere accantonate solo perché difficili da far rispettare. In moto ci vuole un abbigliamento adatto, questo è fuori discussione. GUARDIAMOCI INTORNO Chiudiamo, quindi, segnalando la giusta osservazione di El Presidente: "A tutti quelli che si lamentano che andare in giro d'estate bardati come si conviene sarebbe peggio, consiglio di farsi un giro in un negozio di abbigliamento tecnico, dove scopriranno che esistono caschi che aerano benissimo, giacche in tessuti che ci vedi attraverso tanto sono porosi pur essendo spessi mezzo centimetro buono e magari alluminati per riflettere il calore, guanti che ti tengono le mani più fresche che se non li avessi perché hanno prese dinamiche sopra che incanalano aria anche sotto a contatto con la manopola. […]. Ovvio, tutta questa roba costa, anche tanto ma bisogna vedere che prezzo uno dà alla propria pelle […]”.


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