Autore:
Stefano Cordara

27 luglio
Gli italiani a Suzuka:
Ricci, Tessari,
Arnoldi,
Bellezza e Cordara
DI TUTTO, DI PIU' Qui dalla mia stanzetta-loculo dell'Hotel Castle Inn di Suzuka, vi mando il resoconto sulla gara, prima di prendere l'aereo che ci riporterà in Italia. E' stata una gara piena di tensione, e dire che ci è successo di tutto sarebbe dire poco. Suzuka si è confermato per quello che è: un circuito bellissimo e difficile, e i piloti jap, anche loro, si sono confermati per quello che sono, dei veri kamikaze. Ma andiamo con ordine.

PARATA UFFICIALE Prima del via c'è ancora tempo per emozionarsi durante la cerimonia di apertura, una parata in stile olimpionico, con tutti i piloti delle varie nazioni presentati uno ad uno. Sfilata di bandiere nazionali, un milione di fotografi e niente meno che il presidente FIM a fare gli onori di casa. Se non l'avessimo ancora capito, adesso abbiamo la certezza che stiamo partecipando a qualcosa di importante, di unico.


PARTENZA
Poi, finalmente, parlano i motori, partita sotto un caldo asfissiante la gara si era subto messa secondo le nostre previsioni.Arnoldi è in palla, guida alla grande e dopo 40 minuti è già nei primi30, secondo di categoria. Ma l'ammortizzatore revisionato solo ieriinizia a fare ancora le bizze e la moto diventa inguidabile. I tempisalgono, troppo, e Ivo, giustamente, decide di fermarsi.

IL MONO IN UN LAMPO Intervento lampo di Max e in soli 5 minuti siamo di nuovo in pista,toccca a me. Il mio turno è caldissimo (indispensabile per me ilsistema per bere mentre si guida) ma, come ormai accade ogni volta, guidopiù rilassato e giro quasi sui tempi della qualifica per tutto ilturno, perché questa pista meno la aggredisci e più ti è amica. Conoscendola meglio, gli ingressi delle curve cieche non sono più un problema. Anche questo mono non è perfetto (mai fidarsi dei jap che revisionano un mono svedese!!) la moto saltella in ingresso curva (sì, il famoso chattering) ma ormai mi sono abituato e quasi non ci faccio più caso. La preoccupazione, invece, arriva dall'acqua che, nonostante tutti i nostriaccorgimenti, non ne vuole sapere si stare sotto i 110 gradi.


Cordara inseguito
da Checa
(per poco...)
NIENTE NOIA Il mio turno passa in fretta, non hai tempo di annoiarti a Suzuka: tra la pista che è bellissima, i piloti da raggiungere e quelli che ti doppiano, devi sempre stare con tutti i sensi all'erta.

L'IMPREVISTO Sembra insomma che tutto vada per il verso giusto ma l'imprevistoanche stavolta arriva puntuale materializzando i nostri timori. Il pilota della Honda 99 falcia Bellezza alla Spoon curve dopo solo tre giri del suo turno. Pilota illeso, moto poco danneggiata ma quel poco basta per non fare avviare più il motore.


Bellezza rientra
a spinta ai box
MOMENTI DI APPRENSIONE Viviamo momenti di apprensione nel box, Ivo è lontano e pensare che la spinga con questo caldo è quasi impensabile. Invece Bellezza spinge la moto, su per la salita, attorno alla curva R360 e arriva ai box, esausto. Max e i ragazzi si danno da fare per ricostruire tutto, ma ci vuole tempo e intanto gli altri continuano a girare.

UN'ORAFERMI Tra la caduta, la spinta e il tempo per le riparazioni la nostraKawasaki resta ai box quasi un'ora, un'eternità per una gara come questa. Ma quando scoccano le tre ore e mezza siamo di nuovo in pista con Arnoldi.

SENZA ACQUA Tiriamo il fiato? Nemmeno per sogno, unmanicotto segnatosi in modo invisibile a causa della caduta, quando va in pressione cede e lascia uscire tutta l'acqua del motore. Ivo dopo due giri rientra con le temperaturedel motore alle stelle. Di nuovo ai box, perdiamo un'altra mezz'oretta di lavoro, dalla terza alla quarta ora facciamo solo un giro.


Lavoro frenetico
ai box
MOLLARE? NEMMENO PER SOGNO A questo punto verrebbevoglia di mollare tutto, anche perchè il tempo stringe e si rischia difare fatica per niente perchè potremmo non essere classificati nonrientrando nel 75% dei giri percorsi dai primi.

DI NUOVO IN PISTA Ma noi siamo caparbi, e anche orgogliosi. Le moto le portiamo sempre al traguardo. Bellezzastanchissimo non se la sente di rientrare, io e Arnoldi invece cirimbocchiamo le maniche e, anche per rispetto di Max e deiragazzi che hanno dato tutto per rimetterci in pista, e dello stesso Ivo che ha spinto la moto, rientriamo con unobbiettivo ambizioso.


4 ORE E DUE MINUTI
Mancano4 ore e 2 minuti alla fine della gara, abbiamo fatto solo 49 giril'obbiettivo è quello di raggiungere i 150 giri e rientrare quindisenza problemi nel famoso 75%. 4 ore in due, con solo un'ora di riposo tra un turno e l'altro e 100 giri da percorrere. Ogni giro è una superpole, il passo costantemente sui tempi di qualifica e anche meglio, tanto che Ivo con 2:18:4 stabilisce il secondo giro veloce della stock.

UNA BELLA RESISTENZA La moto, nonostante la scaldata che ha preso (il motore è davvero un mulo!) continua a funzionare alla grande. Ipit stop finalmente regolari, benzina e gomme e via. Per raggiungere il nostro obbiettivodecidiamo di tirare al massimo con le gomme, non cambiando l'anterioreper 4 ore e lui non ci tradisce.


FINITA
Quandotaglio il traguardo, abbiamo percorso 149 giri, siamo in 59sesima posizoneassoluta su 70 partenti e quinti della stock (abbiamo preso 13 punti esiamo quinti in campionato). Inoltre, siamo l'unico equipaggio italiano al traguardo (il team XOne si è ritirato dopo 42 giri per rottura del motore). L'obbiettivo è stato raggiunto: 100giri in 4 ore: quando tutto funziona come dovrebbe non siamo davverosecondi a nessuno (almeno nella nostra categoria). Se pensiamo chel'equipaggio vincitore della stock di giri ne ha percorsi 194 in otto ore non serveessere dei geni per capire dove avremmo potuto essere senzal'abbattimento di Bellezza.


Abbiamo mancato
il podio, ma
ci siamo
saliti lo stesso!
EMOZIONE UNICA Quando taglio il traguardola scenografia è a dir poco emozionante: spalti pieni all'inverosimile,fuochi d'artificio e un giro d'onore da pelle d'oca assieme a Checa(che ha vinto) e agli altri top rider. Tutti i piloti giunti al traguardo passano in mezzo a due ali di folla e a milioni di flash. Anche questo è quello che rende unica Suzuka, una gara che abbiamo onorato al meglio. La medaglia che ci hanno dato questa volta ce la siamo davvero sudata. Ma adesso non ci basta più, vorremmo solo una gara senza problemi così da poter dimostrare quello che realmente siamo. Oschersleben è vicina e lì siamo sempre andati bene... vedremo.



26 luglio



LEZIONI DI LINGUA
In tutti questi giorni che ho passato a stretto contatto con i giapponesi ho imparato anche qualche trucchetto per farmi capire. In soldoni, basta prendere qualche parola in inglese ed aggiungere una "o" alla fine ed il gioco è fatto. La corsia box (Pit Lane) qui si chiama Pitto Lane, la Polaroid Polaroido e così via. Insomma adesso ci capiamo a meraviglia! Così come abbiamo capito a meraviglia che il nostro coinquilino di box aveva bisogno di più spazio.

GENTILI Al termine delle qualifiche, infatti, il gentilissimo e umilissimo team manager si è proposto di intercedere per noi affinchè l'organizzazione ci desse il box 44 (fino ad ora eravamo al 42) perchè così avremmo avuto più spazio (vero, ma anche loro). E' stato cordialissimo e gentilissimo e i suoi uomini in 5 minuti ci hanno traslocato il box. Questo uno degli impegni di giornata, l'altro è stato trovare l'assistenza Ohlins che ci revisionasse il monoammortizzatore che dopo le prove libere di stamattina dava segni di cedimento.


Kagayama
in piega...
CAMBIAMENTO IMPROVVISO Quando siamo entrati per le prove di oggi la moto è infatti improvvisamente diventata difficile da guidare, dura nei cambi di direzione e con poca trazione. Ha iniziato con Arnoldi, ha peggiorato con me, ha ceduto del tutto con Bellezza che si è ritrovato con una moto inguidabile.

ACQUA CALDA
Purtroppo, le buone notizie che ci aspettavamo dalle modifiche alla carena per raffreddare meglio il motore, non sono invece arrivate, oggi ho visto addirittura 114 gradi sul display, non c'è da stare troppo allegri, ma per domani abbiamo ancora un paio di cosette da provare nel warm up, inoltre dovrebbe anche essere un po' più fresco.


Il Corda in piega,
uguale eh?
IL GIORNO DEI PIT WALK Speriamo bene. Sistemato il mono e tagliandata la moto la giornata è passata a portar fuori e dentro la moto dal box per i continui pit walk del pubblico. E' questa una delle cose che rendono questa gara straordinaria. La passione ed il calore del pubblico sono davvero unici e il Pit Walk è una cosa importantissima per i team giapponesi che, anche se non qualificati, restano al loro posto ed espongono orgogliosissimi le moto ai milioni di flash dei fotografi (credo che ci siano più fotografi che pubblico) che però spesso sono più interessati ai bikini delle Winx-paddock girl che alle moto stesse.


Jonathan Rea
in Superpole
SHOW Insomma oggi è stato il giorno dello show, da Freddie Spencer (l'amico di Arnoldi) che fa tre giri di pista con una RC30 storica, agli stuntman che si sono esibiti sul rettilineo di arrivo, alla sfilata di migliaia di moto sul circuito, a personaggi con costumi improbabili in pit lane, la 8 ore oggi ha mostrato il suo lato più bello.

SPETTACOLO IN SUPERPOLE
Più di ogni altra cosa, comunque, è stata la superpole ad attirare la passione del pubblico. Speaker infervorato a commentare i top ten che si sono dati battaglia sul giro secco dando spettacolo a suon di decimi limati. Il migliore per me?

REA IL FUNAMBOLO
Jonathan Rea, andava fortissimo ed ha girato in 2:11 solo perchè ha perso l'avantreno prima del tornantino ed è finito larghissimo, nella ghiaia. E pensare che io chissà cosa darei per girare in 2:11 restando sempre in pista!! Comunque è stata una bella emozione anche vederli dal vivo. Un po' meno sarà vederli da vicino in pista quando mi passeranno al doppio della velocità. La pole è andata al team Honda FCC TSR e l'ha fatta Shinichi Ito in 2:07:014 devo andare a verificare, forse ha tagliato...


Il Pit walk
della notte
GRIGLIA DEFINITIVA La griglia rifatta in base ai tempi ci vede al 67mo posto, non siamo nemmeno ultimi il che mi rallegra. Inoltre le altre due stock davanti a noi sono rispettivamente a 5 e 2 decimi  per cui ce la giochiamo di sicuro. Partirà Arnoldi perchè è quello che meglio si destreggia nei primi momenti concitati della gara (e qui lo saranno di certo) poi toccherà a me e poi a Bellezza. Saranno 8 ore di fuoco, anche se il meteo prevede temporali. L'aggiornamento dopo la gara, intanto se conoscere il giapponese provate e collegarvi al sito del circuito con un pizzico di malizia dovreste riuscire a trovare i risultati ora per ora. Quando vi sveglierete noi saremo già in gara da un po', speriamo di esserci ancora. Ci sentiamo alla fine.




25 Luglio



Classico esempio
di incidente
a Suzuka
SI ROMPONO TUTTI Ci sono due modi per riconoscere inconfondibilmente un pilota di moto giapponese alla 8 ore di Suzuka. Il primo: ha un atteggiamento vagamente da divo, capelli improbabili, faccia da samurai. Il secondo (dopo le prove ufficiali): ha ancora l'atteggiamento da divo, ma gira con il gesso, un braccio fasciato, il busto o le stampelle. Perchè, credetemi, non ho mai visto sdraiarsi così tanta gente in così poco tempo. E dire che me lo avevano detto, ma non credevo che fosse una cosa del genere.

KAMIKAZE
Questi sono pazzi davvero, ogni giro delle qualifiche è il giro della vita (persa) e in una sola sessione ci sono state 5 bandiere rosse per rimuovere rottami (di moto e umani) dalla pista. Dopo l'esordio di ieri, il terrore di essere centrati si è impadronito di noi.

STRATEGIA
Ma abbiamo anche capito come evitarlo. Basta far partire il gruppone e contare fino a trenta e partire. In questo modi ti assicuri 7-8 giri puliti senza traffico e senza gente che ti sperona, il problema sarà in gara perchè adesso siamo in pista in 40 in gara saremo invece quasi settanta e certo non puoi aspettare 30 secondi prima di partire...


La gomma
afflosciata
EMOZIONE BY NIGHT La giornata si è conclusa da poco con un ultimo picco di emozione per il sottoscritto. Durante le prove in notturna giusto al curvone più veloce, la valvola del pneumatico anteriore ha ceduto di colpo e la gomma si è afflosciata. Fortuna che ero già in accelerazione, non so come abbia potuto rimanere in piedi altrimenti adesso credo che probabilmente non sarei qui a scrivere... Cambiato il secondo pannolone, eccomi a fare il resoconto della giornata di prove ufficiali.

PRIMO OBBIETTIVO Il clima oggi era, se possibile ancora peggio di ieri. Dai 31 gradi nel box, siamo passati a 36, tuta e casco sono caldi anche se li lasci all'ombra, davvero una cosa impressionante e francamente fatico a capire come potremo fare turni da un'ora se dopo solo sette giri sono a pezzi. Vabbè,vedremo. Intanto abbiamo centrato il primo obbiettivo, tutti i piloti qualificati e le moto ancora intatte.


SECONDO OBBIETTIVO
Il mio secondo obbiettivo era scendere sotto il muro dell'2:20 ma questo per ora non l'ho ancora centrato, visto che dopo due turni il mio miglior crono è stato di 2:20.282. Colpa un po' mia (naturalmente) e un po' dei rapporti che se fino ieri andavano bene, oggi che abbiamo iniziato a guidare un po' seriamente sono diventati corti. Così mi entrava il limitatore in sesta in entrambi i rettilinei (271 effettivi con il GPS) e ho perso quei decimi preziosi.


ARNOLDI DA APPLAUSI
L'obbiettivo invece l'ha centrato Ivo Arnoldi che, al solito, non ha mancato l'occasione per mettersi in mostra: 2:18:7 il suo miglior tempo, ottimo (per un novizio della pista s'intende) con una superbike, eccellente con una superstock, tanto che solo due piloti nella nostra categoria hanno saputo fare meglio, e di poco.

FREDDIE? Forse Ivo si è gasato per il fatto di aver incontrato Freddie Spencer a colazione (gli ha persino parlato!! e lui sulle prime ha pensato "questo l'ho già visto da qualche parte"..) o, forse, semplicemente è molto bravo (ma questo lo sapevamo), fattostà che è riuscito a stupire anche qualche avversario che si è presentato nel nostro box indagando sulla moto e chiedendo se avevamo freni speciali. Alla risposta "è tutto di serie" il tipo si è lasciato sfuggire un "good rider" che certo fa piacere.

BEAUTY ON TRACK Anche Bellezza ha fatto la sua parte naturalmente (oltre a comperare un cappellino orrendo) e con un 2:22:1 si è piazzato molto bene nel suo gruppo
, adesso stiamo attendendo la griglia definitiva.

ASSETTO IDEALE La cosa bella è che dopo le prime gare dove abbiamo tribolato un po' per trovare la giusta via (naturale visto che la moto è nuova) adesso abbiamo trovato il setting ideale. Cambiamo le piste ma l'assetto resta sempre lo stesso, al massimo qualche click o un giro di molla ma cambiamo poco o niente e questo ci fa guadangar tempo quando lavoriamo per scendere con i tempi. La moto si guida alla grande, le gomme vanno meravigliosamente, insomma è tutto ok.


Valerio al lavoro
con il radiatore
HA I BOLLORI Il vero problema, piuttosto, è la temperatura a cui lavora la moto. Con questa afa, anche la nostra Kawa che di solito viaggia freschina arriva a passare i 110 gradi, temperatura ottima per cuocere gli spaghetti, un po' meno per un motore che gira a 13.000 giri. Il problema è che, essendo noi iscritti nella Stock, non possiamo modificare nulla a parte studiare qualche soluzione per convogliare più aria al radiatore (Valerio si è messo a raddrizzare ogni lamellina per far passare più aria possibile, un lavoro da vero certosino) e cercare di restare almeno sotto i 100 gradi.


PIT WALK PER GRANDI
Oggi al secondo pit Walk è cambiato anche il tipo di pubblico, ieri i bambini, oggi i papà che certo hanno gradito la sfilata di bellezze giapponesi che i team più in vista hanno messo in esposizione assieme alle moto. Se vi piace il genere, ne ho fotografate un po'. Anche loro, come i piloti, le riconosci subito per il paddock: trucco da Winx, tacco 40, zeppa 20, camminata incerta, unghie improbabili, sguardo ammiccante.

PAUSA Domani è un giorno di riposo per noi. Si corre la 4 ore (gara di contorno che si corre con le 600) e abbiamo solo 45 minuti di prove libere. Proveremo qualche mappatura un po' più grassa che consenta di tenere più fresco il motore e lavoreremo ad ogni soluzione possibile per tenere le temperature basse. Poi ci sarà la superpole dei primi 10, uno spettacolo che non mi voglio perdere. Poi altro aggiornamento. Per ora ci godiamo il momento, ma siamo consci di non aver ancora fatto niente.


24 Luglio


SI PARTE!
Ok, ci siamo. Il silenzio di ieri e la tranquillità hanno lasciato il posto al rumore delle moto in pista (finalmente!) e a quello degli infiniti generatori elettrici portati dai team giapponesi nei retrobox (purtroppo). Perchè, siccome nel paese più tecnologico del mondo la corrente elettrica non arriva a 200 V, qui per fare funzionare tutti gli attrezzi e le termocoperte devi avere i generatori elettrici. Ce ne sono una marea, i soliti team sboroni ne schierano 6 o 7 a testa creando così un brusio di sottofondo continuo.

LA PRIMA VOLTA
Ma questo non è certo importante quando, per la prima volta nella tua vita, stai per entrare in quella che a detta di tutti è una delle piste più difficili del mondo. Infatti, Suzuka si conferma tale: lunga, stretta, vie di fuga pochine e con una marea di curve in sequenza di cui vedi l'ingresso e non l'uscita, per cui o conosci le linee o vai inevitabilmente piano.


Il Corda dopo
la "battezzata",
il sudore non è
solo per il caldo...
IL BATTESIMO Capirete che sono entrato in pista con un bel po' di strizza e che, al cospetto dei kamikaze giapponesi al mio primo turno, abbia fatto la figura del domenicale. Secondo giro, quarta curva un ??gawa qualsiasi (ma potrebbe essere un ???kahashi o un ???nabe) mi passa all'esterno e mentre chiude la linea mi "firma" con la sua moto il parafango anteriore mandandomi nella ghiaia a 180 all'ora. Ecco, ho pensato... qui finisce la mia 8 Ore, ancor prima di cominciare. Invece niente, resto in piedi, anche io ho ricevuto il battesimo della 8 Ore di Suzuka. Sta di fatto che sono rientrato al box e ho cambiato il pannolone.... Perchè qui funziona così, rispetto per gli altri in pista nessuno, i jap non aspettano, ti passano a destra a sinistra e a volte anche sopra...

SPORTELLATE PER TUTTI E non è perchè sia io o qualsiasi pilota ultimo arrivato: ho visto con i miei occhi Yukio Kagayama (quello che ha vinto l'anno scorso...) sportellato e mandato in ghiaia da un'altro pilota mentre era appena entrato e stava ancora scaldando le gomme. Meglio quindi tenere sempre un orecchio molto attento al rumore alle spalle e cedere il passo. Tanto, tentare di resistere è praticamente impossibile. La differenza tra un umano e un pilota professionista giapponese qui è abissale, e devi essere contento se ti prendi solo 13 secondi al giro... Va anche detto però che solo oggi di giapponesi ne saranno caduti almeno una trentina...


CHE PISTA!
Detto questo, la pista è  davvero pazzesca, veloce, tecnica, con continui cambi di pendenza. Un ottovolante sui cui è bellissimo guidare. Certo, però,  per andare via spediti occorrerebbe starci un mese, di sicuro non bastano 20 giri per impararla. Però siamo entrati interamente nella dimensione della gara. E' incredibile come quando inizi a girare dimentichi tutto, alla fine la vita del box è sempre la stessa: assetti rapporti, mescole delle gomme, staccate.

MA DOVE SIAMO?
Immersi come siamo nel cercare di migliorare il più possibile dobbiamo fermarci ogni tanto a guardarci in faccia per dirci "ma vi rendete conto dove siamo??". Perchè, nonostante tutto, crederci è ancora difficile. A ricordarcelo è sempre il clima, comunque: anche oggi caldo senza tregua, e in pista la fatica si fa sentire dopo pochi giri. In un posto dove al massimo dovresti stare fermo, già solo indossare la tuta significa fare un bagno di sudore. Vi lascio immaginare cosa possa essere guidare una moto per un ora di fila.


SANTA PISCINA
Non esageravano quando mi dicevano che alla fine del turno i piloti scendono che non sanno più nemmeno il loro nome. Quando finisci di girare, l'unica cosa che vuoi è levarti tutto e buttarti nella piscina, mantenuta fredda da blocchi di ghiaccio da 17 kg portati con solerzia dall'organizzazione.

OTTIMISTI Le prime prove libere, comunque, ci lasciano ottimisti. Anche se per vedere il nostro nome dobbiamo scorrere il foglio dei tempi quasi fino alla fine: per essere dei novizi che hanno fatto 20 giri in tutto non siamo andati male. Il terzo tempo della stock (a pochi centesimi dal secondo) direi che può essere considerato soddisfacente, visto che tutti i nostri avversari erano già venuti a correre qui l'anno scorso. Che ne dite? Ma, certo, queste sono solo le libere, domani  ci saranno le ufficiali e vedremo come saremo messi.


PIT WALK PER I BIMBI
Ah, dimenticavo, oggi c'è stato il primo dei quattro Pit walk previsti per questa gara. Una marea silenziosa e ordinata è arrivata in corsia box per vedere moto e piloti (che qui sono considerati alla stregua di eroi) e per scattare la solita quantità incredibile di foto. Il bello è che moltissimi sono bambini, addirittura ci sono delle intere scolaresche che vengono qui a vedere la gara. I bambini entusiasti chiedono di salire sulle moto, come non accontentarli? Uno, due, dieci: abbiamo fatto salire sulla nostra moto mezzo Giappone, mamme e nonne comprese... Però che bello, questo dovrebbe essere il vero spirito dello sport, l'atmosfera di questa gara è straordinaria.

CRONACA Intanto i primi volano girando in 2:08 e si scannano a suon di giri veloci, con la Suzuki Yoshimura davanti a tutti e la Honda HRC dietro ad inseguire. Tempi davvero incredibili e vi assicuro che vederli girare da dentro la pista è una cosa per cui pagherei anche il biglietto. Più che altro spero che nessuno mi tamponi. Ho aggiornato la gallery, domani dopo le prove ufficiali altri aggiornamenti.




23 Luglio


TROPICAL SUZUKA
Un caldo infernale, che ti ammazza, che ti fa passare la voglia di fare qualsiasi cosa. Oggi c'è un pelo d'aria che ha abbassato lievemente l'umidità ma rispetto a ieri è uscito il sole che ha fatto alzare la temperatura oltre i 30 gradi (31 alle cinque del pomeriggio nel box) e che sconsigliava vivamente di uscire dal box. Oggi è stato il giorno dell'allestimento box, aperte le casse, preparate le moto, eseguite tutte le formalità burocratiche (che qui lingua a parte sono velocissime, mica come in Francia) siamo in attesa di entrare in pista per le prime prove libere. Per cui ho avuto anche, finalmente, il tempo di dare un'occhiata in giro.

SILENZIO, SI LAVORA La prima cosa che impressiona qui è l'incredibile ordine e silenzio che regnano sovrani. Oggi sono arrivati tutti i giapponesi, quasi 1000 persone che allestiscono, fresano, bucano montano nel massimo silenzio, perfino i flessibili che modellano le carenature (tutte tassativamente in carbonio) sono silenziosi!!. Non sembra nemmeno di essere in un paddock da quanto è tranquillo. Filosofia giapponese? Chissà. Intanto già che c'ero ho anche anticipato la richiesta di uno di voi ed ho scattato per quanto possibile un po' di foto alle moto ufficiali, le trovate tutte nella gallery.


La HRC prova
i pit stop
I SOLITI ESAGERATI Honda HRC e Suzuki Yoshimura (i due che si contenderanno la vittoria) sono i più "sboroni". Entrambi hanno dei box ipertecnologici e asettici come sale operatorie, le moto sono bellissime e la HRC mi pare la più esagerata di tutti: a cinquanta meccanici contati nel box ho perso il conto. Non solo, mentre tutti gli altri stavano ancora allestendo le moto, loro già provavano i pit stop (11 secondi, li ho filmati) e le partenze. Si vede che ci tengono a questa gara eh? Ho visto anche Checa (che avevo conosciuto in Qatar per il lancio della CBR 1000 Rr 2008) che come prima cosa mi ha detto "mai girato qui? Tranquillo che la pista è bellissima ma molto difficile" Grazie Carlos, adesso sono molto più tranquillo.

PROBLEMI LOGISTICI Dal canto nostro ci siamo dovuti districare tra varie difficoltà per capire alcune cose di ordine pratico come ad esempio dove prendere la benzina (te la portano loro con dei fustoni e costa 1,20 € compreso il trasporto...) o dove andare a prendere le gomme (i gommisti hanno un edificio apposta per loro ma è lontanissimo dai box per cui ogni volta tocca scarpinare per 10 minuti sotto il sole cocente). Poi mancavano i ventilatori, assolutamente necessari per non far morire i meccanici di caldo mentre lavorano.

PISCINA A CINQUE STELLE Abbiamo sistemato ogni tassello, adesso siamo a posto, abbiamo perfino avuto il tempo di preparare la piscina gonfiabile nel retrobox. Pagata 19,50 €, qui vale oro perchè quando hai la botta di caldo ti butti in acqua e rinasci. Ce l'hanno tutti, è un genere di prima necessità.


NUOVI AMICI
Nel frattempo abbiamo conosciuto anche i nostri compagni di box, anche loro corrono con una Ninja e si sono subito interessati ad alcune soluzioni della nostra moto, come gli sganci rapidi dei tubi dei freni che loro non avevano mai visto. Tipi simpatici, che si sono subito prodigati nel darci una mano a trovare del materiale di cui avevamo bisogno.

I MARATONETI
Ah, un plauso lo faccio a Valerio e Daniele, sono partiti all'avventura in giro per Suzuka per trovare connettori elettrici e attacchi per l'aria compressa, camminando per circa 6 km (qui non possiamo usare le automobili) e riuscendo a trovare tutto! In un paese dove ci dobbiamo esprimere a gesti non è poco... Bravi ragazzi.


La cerimonia per
l'assegnazione
dei gruppi
IL SORTEGGIONE A parte le verifiche l'unico appuntamento ufficiale di oggi è stata la riunione che assegnava i team ai gruppi che scenderanno in pista domani. Viste le 80 moto in pista, infatti, le prove sono spezzate in due gruppi. Una cosa che si poteva benissimo fare d'ufficio (chessò A per i numeri pari e B per i dispari) ma che i Giapponesi, che sono precisi e tengono moltissimo alle rappresentazioni solenni, hanno trasformato in un sorteggione epocale, con chiamata al bancone per prendere il bigliettino. Questo per tutti gli 80 team iscritti...  è durato due ore. Noi siamo finiti nel gruppo A per cui saremo i primi a scendere in pista. Non vedo l'ora che sia domani, dopo le verifiche ad abbigliamento e moto potremo finalmente vedere da vicino questo circuito da favola. Incrociamo le dita.




22 Luglio

VOLI PINDARICI
Spesso quando si pensa a posti così lontani come il Giappone ci si lascia prendere dall'immaginazione deragliando dalla situazione reale. Così, nella mia testa, mi immaginavo Suzuka come una città futuristica con treni monorotaia e auto a lievitazione magnetica. Così la pensavano tutti i ragazzi del team, che, infatti, sono rimasti un po' delusi dall'aspetto di questa parte del Giappone. Ne avevo avuto il sentore mesi fa quando ero venuto per la presentazione dell'R6 ne ho avuto la conferma adesso. FUTURO O PASSATO? Qui, nella patria della supertecnologia, le città sembrano ferme a 30 anni fa. Pali delle luce con cavi all'aria, una urbanizzazione dissennata e un aspetto un po' trasandato non presentano bene questo spicchio del Paese. Uno dei circuiti più belli del mondo è quindi piazzato in una periferia sfigatissima. Ma il contesto in cui è inserito è davvero bellissimo, il Mobilityland è una sorta di Disneyland con un parco attrazioni enorme, di cui il circuito è parte integrante e trainante. Qui vengono famiglie e scolaresche intere, che tra una ruota panoramica e un giro sui kart guardano anche le gare di moto e auto.
VIAGGIO ODISSEA
Ci siamo arrivati, a Suzuka, dopo una giornata che per noi è durata 48 ore. Impossibile dormire in una economy class stipata come un carro bestiame, ma la parte divertente è arrivata quando abbiamo dovuto prendere il treno (anzi i treni) che dall'aeroporto di Nagoya ci hanno portato a Suzuka. I cartelli sono incomprensibili, l'inglese qui manco sanno dove sta di casa, chiedi una cosa e ti guardano inebetiti continuando ad inchinarsi, e a parlare in Giapponese. Ma appena ti capiscono si fanno in 10 per aiutarti, anche se non sempre ci riescono. Un controllore per farmi capire meglio mi faceva lo spelling in giapponese scrivendomi su un foglietto indecifrabili ideogrammi! Insomma già arrivare all'albergo è stata una piccola odissea (ma il bello di viaggiare è questo).
Oggi pranzo
al sacco!
COSA MANGIAMO? Trovare da mangiare per il pranzo, invece, una cosa quasi impossibile in una città che all'ora di pranzo pare abbandonata. Tanto che, dopo parecchi tentativi del tutto infruttuosi, ci siamo ridotti ad andare al supermercato (per modo di dire) per trovare almeno due sandwich, una Coca Cola e una specie di liquido per radiatori dal sapore indecifrabile che Bellezza ha scambiato per the verde. SACCOPELISTI Piazzati sul marciapiede, con le borse della spesa e il sandwich in mano certo non offrivamo un grande spettacolo. Vita da saccopelisti oggi a Suzuka. Tra l'altro, come da previsione, qui fa caldino. 30 gradi di giorno, 28 di notte con un tasso di umidità più o meno del 90 % che rende l'aria irrespirabile e che ti lascia in uno stato di sudarella costante anche se non stai muovendo un dito.
Ma quanto
è in discesa
sto rettilineo?

CHE EMOZIONE Però l'emozione di varcare il cancello di Suzuka è stata fortissima. E le prima cosa che ho capito è che studiare i filmati di You Tube non serve a una mazza. Dopo aver visto mille volte gli on board pensavo di aver imparato il circuito (ovviamente sulla carta..), ma diciamo che avevo capito solo da che parte girano le curve, non che ci sono delle pendenze da passo di montagna. Il rettilineo di arrivo, ad esempio, mi sembrava in piano invece non è in discesa, di più. Ho visto solo quello e il curvone che vi si immette ed è già bastato per farmi venire il batticuore, ragazzi che circuito! Per ora abbiamo solo verificato che la cassa fosse arrivata, domani allestiremo il box e avremo le verifiche tecniche. Giovedì saremo in pista.



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