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Notizie correlate E’ stato un crash test tra luci e ombre quello della Cuore, una delle
esaminande passate quest’estate sotto la lente degli ingegneri dell’Euro NCAP.
Le prove di impatto frontale e laterale hanno fatto registrare una protezione
del guidatore e del passeggero anteriore complessivamente discreta, ma non
sufficiente a garantirle il massimo punteggio: per lei "solo" quattro stelle. Che restano comunque un buon risultato. La motivazione è presto spiegata: durante l’impatto, il blocchetto
d’accensione e la colonna dello sterzo hanno provocato qualche lesione al
dummy in corrispondenza del femore. Lo stesso livello di protezione, che
l’Euro NCAP definisce marginale, si è riscontrato anche per la schiena del
guidatore durante il crash test laterale. Nelle altre due voci in cui si declina la valutazione finale (tutela dei bambini fino ai 3 anni e salvaguardia del pedone), la Cuore ha raccolto rispettivamente tre e due stelle. Sono numeri che collocano la piccola giapponese né vicina agli standard migliori, né al di sotto della media del suo segmento. Ma è vero anche che certi risultati vanno letti in relazione ad altri parametri. Come il tempo, ad esempio: dai prodotti più recenti ci si aspetta sempre un miglioramento della sicurezza passiva, fosse solo un piccolo passo verso standard superiori. Tenuto conto che, se si dà un’occhiata agli archivi dei test - restando sempre tra le Supermini - la Daihatsu ha ottenuto lo stesso punteggio con tre modelli diversi lanciati in quattro annate differenti: la Sirion (2005), la Materia (2007) e in ultima proprio la Cuore (2008). Davvero non si può fare di più? Commenti
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