Autore:
Andrea Minerva

PRIMA DOMANDA Dopo l’appuntamento di Hockenheim, una domanda ha iniziato a riecheggiare come un incessante rullo di tamburo nel mondiale rallycross: ce la farà Solberg a vincere un altro titolo mondiale oppure la sua leadership inizierà a vacillare come la volontà di un orso che prova a rinunciare a un barattolo di miele? Eh sì, perché “Hollywood”, alias dalla Norvegia, mister Petter Solberg, appunto, nonostante una vittoria immediata ad inizio stagione, alle latitudini portoghesi, poi ha dovuto cedere qualcosa agli avversari. Niente di eclatante, per carità, ma pur sempre il segnale che qualche minimo cedimento inizia a palesarsi.

SECONDA DOMANDA Ora, il secondo interrogativo. Nel caso Solberg conceda, suo malgrado, a qualcuno, l’opportunità o anche solo la remota possibilità di spodestarlo dallo scranno reale del mondiale rallycross, chi sarebbe il candidato prescelto per tentare l’impresa? Beh, magari Loeb, e sai che colpo se il francese, al primo tentativo, riuscisse ad avere ragione del branco di mastini che indossati tuta e casco frequentano le piste iridate del rallycross…Oppure qualcun altro, che so, qualcuno di talento ed esperienza, alla guida di una delle migliori auto in circolazione nel paddock…E in questo caso l’orgoglioso svedese troverebbe una giusta soddisfazione. Il nome, infatti, è quello di Mattias Ekstrom, vincitore ad Hockenheim con la straordinaria Audi s1 del team Eks. Una sorta di orologio svizzero su quattro ruote, un meccanismo di precisione che non ha mai sgarrato per l’intera gara.

RISTORANTE BELGA Queste le premesse che hanno arricchito il menu degli antipasti della gara di Mettet, località del Belgio che da molti anni ospita un vero e proprio luna park dei motori. Qui, negli ultimi due anni, aveva stappato con entusiasmo lo spumante Toomas Heikkinen, autore di due belle vittorie sul circuito Jules Tacheny, 1200 metri di accelerazioni, “traversi”  e frenate, tra asfalto, terra e cielo.

LA GARA Le heat vanno sempre prese con le molle, con molta circospezione, perché nel rallycross tutto può cambiare in fretta, e il più facile dei pronostici venire sovvertito clamorosamente. L’esito di questa fase di gara ha comunque restituito con certezza un verdetto chiaro: equilibrio, di risultati e prestazioni. Proviamo, per praticità, a riassumere così. Solberg in recupero, Loeb in costante e ulteriore crescita, Ekstrom sempre più una certezza. E con queste impressioni, dettate dall’esito delle prime fasi della gara, si è arrivati alle due semifinali, nelle quali le prime tre posizioni consentono come sempre l’accesso alla finale.

AL VIA L’elenco dei partenti della prima semifinale è da brividi. Per una serie di incroci del destino e per un fato bizzarro e birichino, vengono a trovarsi contemporaneamente al via, Ekstrom, con l’Audi S1 del team Eks e Sebastien Loeb, alla guida della Peugeot 208 wrx del team Hansen. Con loro, altri quattro clienti da considerarsi almeno insidiosi: Francois Duval, Timur Timerzyanov, Davis Jeanney e Janis Baumanis. La gara, manco a dirlo, è tremendamente tirata, anche se Mattias Ekstrom e l’Audi S1 sembrano avere del margine nei confronti degli avversari. Niente di eclatante, ma nel mondiale rallycross anche pochi decimi possono pesare come macigni. Il pilota svedese non commette errori, nessuna sbavatura, e vince la prima delle due semifinali davanti ad un ottimo Sebastien Loeb, che riemerge da un inferno di polvere e sportellate con una splendida seconda posizione, ad un solo secondo e sette decimi dal vincitore. La terza posizione, ultima utile per andare a giocarsi tutto nella finale, è appannaggio del pilota di casa, il belga Francois Duval, in gara con la Ford Fiesta del team Ecurie Bayard.

ELIMINATI Non passano il “taglio” Timur Timerzyanov, attardato a 23 secondi, il francese del team Peugeot Hansen, David Jeanney e Janis Baumanis, escluso dalla semifinale con l’esposizione di una bandiera nera da parte dei commissari, per comportamento irregolare. 

VITTORIA Nella seconda semifinale, tutti contro Petter Solberg, a sua volta in cerca di un pass per la sfida decisiva, se possibile, senza troppi patemi d’animo. Il norvegese centra l’obiettivo dopo un’ottima prova, andando a vincere con la sua Ds3 davanti a Johan Kristofferson, con la Vw Polo del team Vw Rx Sweden, e a Anton Marklund, compagno di squadra dello stesso Kristofferson.

PASSO FALSO Tra gli esclusi spicca, purtroppo per lui, ancora una volta, Timmy Hansen, con la Peugeot 208 wrx del team omonimo, penalizzato da un suo stesso errore, una partenza anticipata, sanzionata tanto giustamente quanto implacabilmente dai commissari di gara. Tra gli altri delusi della seconda semifinale annoveriamo anche Kevin Eriksson e Reinis Nitiss.

LA FINALE Si arriva così alla resa dei conti, al verdetto senza appello. Le tribune e l’asfalto del circuito Jules Tacheny ribollono di attesa e passione quando i sei pretendenti alla vittoria si lanciano all’interno della prima curva, con le auto rigorosamente “a bandiera”, nella più classica delle derapate. Mattias  Ekstrom e l’Audi S1 sono subito davanti a tutti, e l’impressione è che per scalzarli dal primo posto servirà un’impresa. Lo svedese sfodera una sicurezza da far invidia, e tutto sembra riuscirgli senza la minima incertezza. Stato di grazia. Solberg e Marklund seguono in scia, metre Loeb è in quarta posizione. Il primo ad essere tagliato fuori dai giochi è Kristofferson, mestamente fermo con la Polo del team Vw rx Sweden.

CHE BATTAGLIA Ma la frittata ce l’ha in caldo Anton Marklund. È secondo e il plumbeo cielo del Belgio sembra quasi sorridergli, almeno fino a quando la sua Polo non s’incaglia in un dosso di sabbia che all’improvviso pare essere diventata la duna più alta della Dakar. Quando Marklund riprende la marcia, è troppo tardi, almeno per ambire al podio. Solberg e Loeb sono ormai lontani, due puntini all’orizzonte delle curve successive. Ekstrom, sempre al comando della finale, amministra un vantaggio non proprio cospicuo ma pur sempre rassicurante. Loeb, invece, sorprende Solberg e sale al secondo posto, dimostrando così di aver preso maggior confidenza con le malizie del rallycross.

FLAG! La bandiera a scacchi incombe, e sancisce un’altra vittoria, la seconda consecutiva, dopo la Germania, di Mattias Ekstrom e dell’Audi S1 del team Eks. Il podio è poi completato da Sebastien Loeb, con la Peugeot 208 Wrx del team Hansen, secondo, e da Petter Solberg, terzo con la sua Ds3Marklund, dopo l’errore di metà gara, chiude quarto, mentre Duval e Kristofferson si qualificano al quinto e al sesto posto.

LA CLASSIFICA DEL CAMPIONATO L’attuale supremazia di Mattias Ekstrom si manifesta anche e soprattutto nel primo posto della graduatoria piloti, con 78 punti, 5 in più del due volte campione del mondo Petter Solberg, a quota 73, mentre il terzo, Kristofferson, con i suoi 58 punti, è già abbastanza lontano. Loeb sale invece al quarto posto, con 54 punti. Nella classifica riservata ai team, Eks Audi per ora sbanca con 124 punti, mentre Vw Rx Sweden e Peugeot Hansen inseguono a 83 e 77 punti.

PROSSIMO APPUNTAMENTO La carovana del campionato mondiale si sposterà, tra due settimane, il 27 maggio, a Lidden Hill, in Inghilterra, patria d’elezione di questa specialità del motorsport. Da quelle parti, la leggenda narra che a colazione tutti abbiano l’abitudine di mangiare pane…e rallycross!

 

  


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