Autore:
Andrea Minerva

THE END E’ calato il sipario su un’altra grande e travolgente stagione del Campionato Mondiale rallycross, che già nella gara precedente aveva decretato, infallibile matematica alla mano, che lo svedese Mattias Ekstrom sarebbe stato il nuovo campione iridato, succedendo al norvegese Petter Solberg, vincitore nei due anni precedenti.

QUESTI ARGENTINI L’ultimo appuntamento della stagione è stato ospitato dalla città argentina di Rosario, che per la cronaca si trova nella provincia argentina di Santa Fe, e ancora di più, “mica cavoli”, ha dato i Natali a due personaggi discretamente noti: Ernesto Che Guevara e Leo Messi.

UN BEL TEMPO Che l’uno con l’altro non c’entrano proprio niente ma che hanno entrambi visto la luce sotto il cielo terso e limpido della città argentina. Ecco, magari più sereno di quello che ha accolto team e piloti del mondiale rallycross nella giornata di sabato, a suon di tuoni e fulmini oltre ad una sorta d’idrante perennemente aperto: pioggia a catinelle! Ma la domenica, perentorio, il sole ha riguadagnato il suo posto, asciugando le traiettorie del percorso lungo poco più di 1km e 300 metri e diviso così: 60% asfalto, 40% terra. Da annotare, come elemento saliente, una curva in pieno banking, quindi con la parte esterna sopraelevata, e discendente secca in un imbuto di terra e polvere, presto ribattezzato inferno della prima staccata dove lo spazio, se c’è, è riservato ad una, e solo una, auto alla volta. Tipo posto di blocco del muro di Berlino.

SEMIFINALI Detto questo ci gettiamo a capofitto verso le semifinali, le ultime di questo campionato 2016. E iniziamo da chi non c’è, da chi non ce l’ha fatta a cullare il sogno di un podio, o almeno di una finale, con il quale aspettare serenamente la prossima stagione. I nomi sono soprattutto tre, il primo è Timmy Hansen, che dà un dispiacere al team Peugeot Hansen, ancora impegnato nella lotta per il titolo riservato alle squadre, e in particolare con il team Eks Audi, in buona sostanza quello del neo campione Mattias Ekstrom. Mancano poi le semifinali anche Kevin Eriksson e Ken Block, che continua a vivere questa Serie mondiale con tanto entusiasmo e “boscaiole” pacche sulle spalle qui e là, ma con risultati scarsini anzi che no.

PRIMA MANCHE La semifinale 1. Davanti a tutti si schiera Petter Solberg con la Ds3 supercar. “Hollywood” ha come obiettivo, a questo punto minimo, il secondo posto in campionato, e ci dà dentro di brutto, fino ad essere il migliore della prima fase di gara. Con lui partono Ekstrom, Kristoffersson, Timerzyanov, Heikkinen e Baumanis. Parentesi, per il prossimo anno proponiamo una bella sfila di soprannomi lunghi al massimo quattro lettere, che solo a scriverli questi nomi ci vuole un’ora…..Vabbè…..quisquilie. Ekstrom la combina subito grossa. Scatta quando il semaforo è ancora rosso come un pomodoro San Marzano. Gli altri, dopo un secondo, lo seguono d’istinto, Solberg resta invece immobile, inchiodato all’asfalto a gustarsi tanta inutile esuberanza. La penalità per Ekstrom suona come una condanna definitiva, senza grado d’appello: due joker lap invece di uno.

BYE BYE Questa volta si parte sul serio. Ekstrom, adesso nei tempi giusti, saluta la compagnia modello razzo missile, gli altri s’incartano invece in uno dei più pittoreschi e inestricabili grovigli di lamiere e polvere che mai si sia visto prima. Ne escono un po’ tutti con le ossa rotte. Baumanis va presto ko per un definitivo cedimento tecnico, Timerzyanov rimane in gara ma con un ritardo da bus di linea. Solberg sembra sano e illeso, quando all’improvviso la ruota anteriore sinistra inizia a puntare stabilmente a destra indipendentemente dal disegno e dalle curve della pista. Il norvegese non s’arrende, e pur barcollando come un pugile suonato che rimbalza sulle corde del ring, prova a raggiungere il traguardo. L’esito è catastrofico. La Ds3 si ribella al suo padrone e si produce in una sorta di suicidio contro le barriere. La botta è violenta, l’anteriore va in pezzi ma Solberg è più testardo di un mulo e arriva lo stesso alla fine, anche se con un’andatura che avevamo visto solo nelle gambe piegate e tremolanti dell’eroico Dorando Pietri. Chi se la gode faticando quasi a credere nell’insperato miracolo è Mattias Ekstrom, che nonostante il doppio joker lap chiude al secondo posto, con l’Audi S1, alle spalle della Vw Polo del solido Kristoffersson. Terzo e ultimo dei qualificati è Heikkinen, con la seconda Audi del team Eks.

SECONDA MANCHE La semifinale 2. Visto quello che è accaduto nella semifinale precedente, avranno tutti capito la lezione, no? Il banking e la successiva strettoia imposta dalla prima curva possono essere pericolose, meglio andarci piano. Sì, come no, vabbè, sarà per la prossima volta. In questa seconda semifinale, dove Loeb, Bakkerud e Larsson sono i pezzi da novanta, la fase dello start è ancora peggio. Bakkerud scatta come lanciato nell’iperspazio, attraverso una stargate nella quale prova a infilarsi anche Loeb. Il risultato è tragicomico. Loeb fa a spallate con Nitiss, s’intraversa e perpendicolare che meglio di così nemmeno con squadra, righello e matita, va ad assestare la “spurtleda” perfetta all’incolpevole Bakkerud. Il norvegese, però ha nervi d’acciaio e riflessi da rapace, in controsterzo gestisce il pedale del gas alla perfezione e mantiene la linea ideale. Capolavoro. Alle sue spalle la scena è da mucche, pascolo e transumanza. Ognuna per prati, e per conto proprio. Tra i primi a riconquistare la pista, dopo non pochi sforzi, sono Scheider e Larsson. Loeb invece è quarto davanti a Marklund. Nitiss risulta disperso. Nella fase finale, Loeb porta un disperato attacco a Larsson, che serve solo a ricordare al mondo intero, che il francese è stato uno dei più forti, se non addirittura il migliore rallysta della storia. Il controllo di traverso, abbondantemente fuori della pista, è da cineteca.Intanto, Bakkerud porta alla vittoria la Ford Focus Rs del team Hoonigan racing division, con abbondante e rassicurante margine su Scheider e Larsson, anch’essi ammessi all’ultima finale del 2016. Loeb chiude quarto davanti a Marklund. La notizia, prima della finale, è che il team Eks ha già conquistato, complice la disfatta del team Peugeot Hansen, il titolo mondiale riservato alle squadre.

LA FINALE Dopo le premesse delle due prove precedenti, la finalissima in terra argentina promette scintille, e invece….no. O perlomeno, non al via, dove Andreas Bakkerud azzecca ancora una partenza perfetta, lasciando sul posto la Polo del team Rx Sweden di Kristoffersson e le Audi di Ekstrom e HeikkinenBakkerud se ne va più solitario di un’eremita, con una prestazione davvero super, da incorniciare, Kristoffersson si accomoda in seconda posizione, mentre s’infervora e s’accende la lotta per il terzo posto, che è una sfida intestina al team Eks. Heikkinen ritarda il joker lap rispetto al compagno di squadra Ekstrom. I due si ritrovano appaiati in pista meglio delle gemelle Kessler ma il balletto dura poco, concluso più che altro come un match Foreman/Alì. Ad avere la peggio è il neo campione Mattias Ekstrom, che si vede superato anche dal tedesco Timo Scheider, famelico come una faina nel addentare e portare al sicuro nella tana la quarta posizione.

AL TOP A Rosario, in Argentina, vince quindi un superlativo Andreas Bakkerud, con la Focus Rs dell’Hoonigan racing division, davanti a Kristoffersson e Heikkinen. Scheider è quarto, Ekstrom quinto, Larsson sesto. Grazie a questi risultati, per un solo punto, Johan Kristoffersson si laurea vicecampione del mondo alle spalle di Ekstrom, precedendo Bakkerud e Solberg che chiudono appaiati al terzo posto. Su chiude qui il campionato mondiale rallycross 2016, che tra le altre cose, ha pienamente confermato lo splendido stato di salute di questa specialità, in costante crescita e dal futuro decisamente roseo. Alla prossima gente!

Tuned!

 

ORDINE D’ARRIVO – RALLYCROSS ARGENTINA

1) BAKKERUD 2) KRISTOFFERSSON 3) HEIKKINEN 4) SCHEIDER 5) EKSTROM 6) LARSSON

 

CLASSIFICA FINALE CAMPIONATO PILOTI

1) EKSTROM 272 2) KRISTOFFERSSON 240 3) BAKKERUD 239 3) SOLBERG 239 4) LOEB 209 5) HANSEN 178 6) HEIKKINEN 150

 

CLASSIFICA FINALE TEAM

1) EKS AUDI 385 2) HANSEN PEUGEOT 368 3) RX SWEDEN VW 283


TAGS: peugeot ford audi loeb block Bakkerud rallycross 2016 rx gp argentina DS racing larsson marklund hansen