Autore:
Andrea Minerva

ENERGY INSIDE Proviamo a sovvertire le regole del “buon scrivere” e partiamo con una domanda. Che cosa conta di più nel motor sport? Eh, la risposta la sapete bene, eccome: lo spettacolo. In parte perché non serve un intuito particolare per azzeccarla, in parte perché lo avete sentito ripetere all’infinito. Fin qui tutto chiaro, altra faccenda invece quando si tratta di mettere in pratica questo lodevole proposito. E’ di solito a questo punto che i regolamenti si trasformano in meccanismi complicati, autentici rompicapo forieri di regole astruse che spesso non ottengono il risultato sperato.Abbiamo fatto un preambolo consistente, per peso e dimensioni, con lo scopo di arrivare a dire che la semplicità paga, molto più di tutto il resto. Il campionato mondiale rallycross ne è la testimonianza più evidente, talmente efficace da mettere in crisi anche la fede dei più scettici.

I BOLIDI Proviamo a spiegare. Le auto, per iniziare. Aggressive, dall’aspetto racing fino all’osso. Muscolose ed espressione di pura energia. I numeri e i dati tecnici confermano l’impressione visiva. Circa 600cv, 900Nm di coppia massima, trazione integrale e cambio manuale, senza diavolerie e aiuti vari alla guida. I modelli protagonisti del mondiale rallycross sono la Peugeot 208 Wrx, la Ford Fiesta St, l’Audi S1 Eks rx Quattro e la Vw Polo. Insomma, dinamite pura, che finisce nelle mani di un gruppo di piloti professionisti di altissimo livello, che gare e campionato iniziano a contenderseli già prima del via, a suon di curriculum. Per intenderci, gli ultimi due titoli iridati rallycross se li è aggiudicati il norvegese Petter Solberg, ex campione del mondo rally, che quest’anno dovrà vedersela con un rivale piombato sul mondiale rallycross direttamente dall’ultima Dakar: Sebastian Loeb, che di mondiali rally ne ha vinti ben 9! Una vera e propria leggenda. Non mancano poi piloti che hanno ottenuto grandi risultati anche in altri campionati, come Mattias Ekstrom, vincitore del Dtm, il competitivo campionato superturismo tedesco, o specialisti del calibro di  Kristofferson, Bakkerud e Timmy Hansen. Quest’anno si è poi aggiunto alla truppa un altro nome, garanzia di grande spettacolo: Ken Block, il funambolo americano, autentico idolo dei tifosi e re del web grazie ad una serie di video indimenticabili.

SUL MISTO Le piste. Parte in asfalto, parte su terra, complicazione estrema per la gestione dell’assetto, delle gomme e dell’aderenza, che va spesso conquistata a suon di derapate infinite. E poi si corre l’uno contro l’altro, direttamente. Sportellate e contatti non proprio carezzevoli, inclusi.

IL FORMAT DELLE GARE 4 heat con 5 auto in gara; ogni auto deve correre quattro volte. Ogni heat dura quattro giriI migliori 12 passano poi alle due semifinali, naturalmente da sei auto ciascuna. I primi tre di ognuna delle semifinali accedono alla finale, una gara secca che decide il podio di ogni appuntamento del mondiale rallycross. Le semifinali e la finale sono più lunghe delle heat: 6 giri. Non bisogna poi dimenticare che in ogni prova, è sempre incluso il cosiddetto Joker lap, una sezione extra della pista, che aggiunge circa due o tre secondi in più al tempo medio sul giro e che ogni pilota deve affrontare per una volta in ogni prova. Se non lo fa, la penalità prevista è di 30 secondi. Prestate poi attenzione a questo aspetto, decisamente non trascurabile. Ad assegnare punti per la classifica generale del campionato è non solo la finale, ma anche le due semifinali. E questa scelta regolamentare rende la sfida ancora più accesa, evitando che la gara possa vivere delle fasi meno combattute. Più nello specifico, ogni semifinale assegna sei punti al vincitore, e poi a scalare fino al sesto posto, che vale un puntoIl primo classificato della finale ottiene invece 8 punti, il secondo 5, il terzo 4 e poi fino al sesto posto, che anche in questo caso vale un punto. Al di là di tutto, va comunque apprezzata la linearità dello svolgimento di ogni gara. Quello che succede è sempre sotto gli occhi di tutti, in modo chiaro e semplice, oltre che spettacolare, e il pubblico può comprendere in tempo reale tutto ciò che accade. Può sembrare banale, ma in molte specialità del motor sport questo aspetto non è più così scontato.  

GIRONI INFERNALI Le categorie del campionato mondiale rallycross sono quattro: Supercar, Super 1600, Touring car e Rx Lites.

 


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