Autore:
Giulio Scrinzi

CREMÈ DE LA CREMÈ Oggi a Parigi la Federazione Internazionale ha dato il via alla sua personale Hall of Fame: un olimpo privilegiato nel quale sono stati inseriti immediatamente tutti i 33 Campioni del Mondo di Formula 1 che hanno vinto dal 1950 ad oggi. Di questi erano presenti Sir Jackie Stewart, Mario Andretti, Alain Prost, Nigel Mansell, Damon Hill, Jacques Villeneuve, Fernando Alonso, Sebastian Vettel e il Campione del Mondo 2016 Nico Rosberg, al cospetto di alcune delle monoposto leggendarie del Circus iridato. Stiamo parlando di ben sei bellezze, nell'ordine l'Alfa Romeo 158 di Nino Farina, la Ferrari 156 di Phil Hill, la Lotus Climax 25 di Jim Clark, la McLaren MP4/5 di Ayrton Senna, la Ferrari F1-2000 di Michael Schumacher e la Renault R25 di Fernando Alonso.

PROGETTO PIÙ AMPIO Tra gli autori di questo importante progetto si è presentato in prima linea l'attuale Presidente della FIA, Jean Todt, che ha affermato che “la Hall of Fame è stata creata per mettere in evidenza i Campioni della storia dello sport automobilistico che rappresentano o hanno rappresentato per la FIA valori come impegno, integrità, rispetto e sportività. Si tratta, a dire la verità, della prima fase di un progetto ambizioso: la nostra Hall of Fame si espanderà a Ginevra e nel corso dei prossimi anni saranno introdotti piloti di altre categorie. In questo modo celebreremo degnamente tutti i campioni FIA che hanno fatto la storia e che rendono quella del Motorsport ricca e stimolante”.

MANCA IL MIGLIORE Dei 33 Campioni del Mondo presenti, però, alcuni hanno manifestato un'assenza che ha colpito il cuore: no, non stiamo parlando di Lewis Hamilton, che dopo il quarto Titolo ha deciso di disertare tutti i principali appuntamenti di fine stagione... ma piuttosto del grande Michael Schumacher, che oggi sta ancora lottando per tornare a una vita il più possibile normale dopo quel maledetto incidente sulle nevi di Meribel del 2013. A tal proposito, Jean Todt lo ha voluto ricordare in questo modo: “Michael è una persona molto speciale, lo è per il mondo dei motori, lo è per me, è un vero amico e sta continuando a lottare per riprendersi”.

RICORDI INDELEBILI Oltre a questo commento, il Presidente della FIA ha voluto riportare alla luce un paio di aneddoti che fanno capire il grande carattere del Barone Rosso di Kerpen.Michael aveva un carattere particolare: stava per iniziare la stagione 2001 e, nonostante fosse Campione del Mondo, mi chiese timidamente di poter effettuare un test a Fiorano. Il motivo? Voleva essere sicuro di essere ancora in grado di guidare... Era un ragazzo molto timido, ma voleva dimostrare a sé stesso di essere sempre al 100%. Quando a Suzuka, l'8 ottobre 2000, era riuscito a riportare al successo la Ferrari dopo 21 anni di digiuno, l'ho accompagnato sul podio dicendogli che da quel momento la nostra vita non sarebbe stata più la stessa. Quello è il ricordo più forte di tutta la mia carriera in Formula 1”.

 


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