Autore:
Giulio Scrinzi

AMORE FINITO Le voci di corridoio che hanno cominciato a farsi davvero insistenti a partire dallo scorso appuntamento sull'Autodromo di Monza ora stanno trovando conferma. La McLaren ha deciso e ha detto basta alla propria collaborazione con la Honda: il binomio che ha fatto tanto sognare alla fine degli anni '80 e all'inizio degli anni '90 con Senna, Prost e Berger alla fine non ha dato i risultati sperati nella sua seconda incarnazione cominciata nel 2015. Anzi, ha prodotto esattamente l'effetto contrario: tanti, troppi i ritiri causati da una power unit poco affidabile e fragile, i quali hanno spazientito non solo i tecnici e gli ingegneri, ma anche gli stessi titolari Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne.

UNA NUOVA AVVENTURA La storia della McLaren con la Honda, quindi, è giunta definitivamente ai titoli di coda e terminerà definitivamente con la conclusione dell'attuale stagione 2017. Al suo posto il team di Woking passerà alle motorizzazioni Renault, che saranno installate sulla prossima MCL33 del 2018 fino al 2020, quando gli attuali propulsori turbo-ibridi verranno sostituiti da altre power unit rispetto alle quali si stanno ancora discutendo le specifiche. A questa notizia ormai manca solo l'ufficialità delle parti chiamate in causa, che dovrebbe arrivare nell'imminente GP di Singapore.

ALONSO DI NUOVO IN McLAREN In questo scenario vedremo quindi un'inedita McLaren-Renault che si spera risolverà tutti i problemi che il team di Woking ha dovuto affrontare nell'ultimo triennio. Incroceranno le dita anche i suoi piloti, soprattutto un Fernando Alonso che, a questo punto, dovrebbe rimanere nella scuderia fondata da Bruce McLaren nel tentativo di riassaporare di nuovo il piacere di salire quantomeno sul podio. Lo spagnolo, infatti, aveva affermato che avrebbe rinnovato con la McLaren solo se la vettura fosse tornata competitiva: visto che le nuove power unit saranno le stesse fornite all'altro partner della Renault, vale a dire la Red Bull, le possibilità che la prossima MCL33 possa tornare nelle posizioni che contano non sono così remote.


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