Autore:
Giulio Scrinzi

RITORNO AL VERTICE La sensazionale vittoria della Ferrari nello scorso GP australiano ha riportato il sorriso agli uomini del Cavallino Rampante: dopo più di un anno e mezzo di astinenza, Sebastian Vettel ha condotto una gara magistrale portando al successo la nuova SF70H (ribattezzata “Gina”) e piegando la concorrenza delle Mercedes, costrette ad accontentarsi della seconda e terza posizione.

STRATEGIA VINCENTE La chiave della vittoria di Seb si può rintracciare nel precisissimo cambio gomme, poco dopo quello del rivale Lewis Hamilton: “Avevo capito fin dall'inizio che avevamo un buon passo – ha ammesso VettelNei primi giri Lewis stava spingendo forte, facevo fatica a rimanergli in scia ma ho tenuto duro fino al suo pit-stop del 18esimo passaggio. Io sono rimasto in pista, ho tenuto un ritmo elevato e poi sono rientrato anch'io: per fortuna avevo guadagnato un buon margine, perchè quando sono tornato in azione ho visto dietro di me sia Verstappen che Hamilton. Ho fatto delle manovre al limite, ma alla fine sono riuscito a tenerli a bada entrambi”.

CAVALCATA TRIONFALE Da quel momento in poi, il ferrarista non ha dovuto far altro che continuare con il proprio ritmo da “martello pneumatico”, come sottolineato da Maurizio Arrivabene in radio, fino alla bandiera a scacchi per andarsi a prendere la sua 43esima vittoria in carriera.La seconda parte di gara su gomme Soft è stata perfetta, ho mantenuto un ottimo vantaggio sui miei inseguitori e sono riuscito a destreggiarmi nel traffico. La parte più bella? Poter spingere con la mia nuova SF70H dall'inizio alla fine, esattamente quello che vorrebbe ogni pilota”.

TEAM-WORK Chi ringraziare per questa vittoria? “Il lavoro degli ultimi mesi è stato davvero importante perchè non è stato facile gestire la squadra – ha ammesso Sebastian VettelLa nostra macchina ora è veramente fantastica e questa vittoria, frutto dell'impegno di tutto il reparto corse di Maranello, è solo la punta dell'iceberg. Le basi sono state gettate ma dobbiamo, allo stesso tempo, tenere i piedi per terra: dobbiamo guardare avanti gara per gara, e la prossima tappa è quella del circuito di Shanghai, in Cina. Continueremo con il nostro approccio: poche parole, testa bassa e... lavorare”.


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