Autore:
Andrea Minerva

ANDREUCCI/ANDREUSSI – Peugeot 208 T16 R5: Trovare qualche aggettivo adatto. La difficoltà più grande è proprio questa. Un aggettivo, uno, almeno uno, che non sia già stato spremuto fino all’osso in passato e che possa descrivere la prestazione sfoderata  da “Ucci”,”Ussi” e la Peugeot 208 T16 R5 al 64° rallye di Sanremo. 8 prove speciali vinte su 11, e le altre 3 perse per un niente. Una gestione assoluta e totale della gara, sempre in controllo nonostante un ritmo elevato che avrebbe potuto innescare qualche errore. Che ovviamente, non è arrivato, nemmeno quando sull’ultima prova speciale si è abbattuta la “tempesta perfetta”.  Dai boschi della Garfagnana fino alla riviera ligure nulla è cambiato, “Ucci” e “Ussi” hanno messo insieme un percorso netto, macchiato solo dal cedimento del motore in gara 2 al rally del Ciocco. Agli avversari che cercheranno di frapporsi tra l’equipaggio di Peugeot Sport Italia e la conquista del decimo titolo italiano servirà non solo la velocità ma anche una costanza di rendimento degna del minatore sovietico Stachanov. Perfetti!

Voto: 10

PADDON/MARSHALL – HYUNDAI I20 R5: Il campione neozelandese in forza al team Hyundai motorsport nel Campionato Mondiale Wrc è stato tra i più cercati e acclamati dai tifosi e dagli appassionati presenti al rallye di Sanremo. Il Kiwi doc era presente alla seconda gara del Campionato italiano per fare un po’ di training su asfalto in vista dell’imminente Tour de Corse, e non si è di certo risparmiato guidando per la prima volta la i20 in versione R5 su strade sconosciute e in quasi totale assenza di ricognizioni.Lo straordinario talento naturale di Paddon ha sopperito a tutto questo. Il secondo posto finale alle spalle dello scatenato Andreucci testimonia che il neozelandese ha fatto sul serio, magari e giustamente senza correre rischi eccessivi, ma spingendo e mantenendo un ritmo sempre molto elevato. La presenza, anche se estemporanea, di piloti di questo calibro fa di certo bene alla Serie tricolore, quindi speriamo che tutto questo possa ripetersi presto.

Voto: 9

SCANDOLA/D’AMORE – SKODA FABIA R5: Non c’è niente da fare, per un motivo o per l’altro l’inizio di campionato di “Umby” è sempre così, stentato, a singhiozzo, tra difficoltà, problemi e scorci di prestazioni da autentico campione. Dopo il ritiro in gara2 al rally del Ciocco, l’avvio del “sanremo”sembrava di quelli da lasciar presagire un grande risultato, ma una foratura già nel primo giro di prove speciali tarpava le giuste ambizioni di vittoria dell’equipaggio di Skoda Motorsport. Da lì in avanti, le difficoltà con le gomme e un set up mai ottimale della Fabia R5 hanno fatto il resto. Oh, intendiamoci, il terzo posto finale non è cosa di poco conto, di quelle da cestinare in fretta, ma considerando il ritiro di Campedelli e le difficoltà di Nucita, era diventato il risultato minimo da raggiungere per non tornare proprio con le pive nel sacco. Scandola deve vincere, deve provare a vincere, le gare e il titolo, almeno provarci, ed essere in lizza fino all’ultimo. Lo dicono il suo valore, il suo talento, la sua storia. Altro non c’è!

Voto: 8

CAMPEDELLI/OMETTO – FORD FIESTA R5: “Se una cosa può andar male, andrà male”. La legge di Murphy colpisce ancora e in questa occasione fa una vittima illustre: Simone Campedelli. Il pilota romagnolo, reduce da uno splendido rally del Ciocco, chiuso con la vittoria e la conseguente leadership in campionato, era arrivato in terra sanremese con le migliori intenzioni di mantenere ritmo e primato, anche se già dalle prime prove, nonostante una discreta partenza, si era capito che non sarebbe stato facile. Ecco, in tutto questo, l’unica cosa da non fare era proprio commettere un errore, che non solo ha causato il ritiro in gara 1 ma ancor peggio ha precluso la possibilità di partire in gara 2. Al Ciocco i ritiri di Andreucci e Scandola gli avevano regalato un “tesoretto” prezioso, ora però già dilapidato. Ma i rally sono così, anche così. L’unica strategia buona è adesso quella di rimboccarsi le maniche e rilanciarsi nella sfida già a partire dal prossimo “Targa Florio”, dimostrando di poter avere quella costanza di rendimento necessaria per ambire al primo titolo tricolore.

Voto: 5

NUCITA/VOZZO – SKODA FABIA R5: L’incompiuto. Lo “stato” di Andrea Nucita, oggi, potrebbe essere proprio questo. Il pilota siciliano compie l’impresa proprio alla fine del rallye di Sanremo andando a vincere sotto il diluvio l’ultima prova della gara rivierasca, diventata un inferno perché affrontata da tutti con assetto e gomme da asciutto. Un colpo gobbo che ha fatto risalire Nucita dalla settima alla quarta posizione di gara 2. Per il resto ancora difficoltà, forature e vicissitudini varie, ma già dalle prossime gare, guarda un po’, proprio l’amata Targa Florio, è lecito attendersi da questo pilota risultati quanto meno all’altezza del podio.

Voto: 6,5


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