Autore:
Andrea Minerva

SCANDOLA/D’AMORE – SKODA FABIA R5: Sarà che tra due settimane è atteso dal Rally di Finlandia, ma al “San Marino” Umberto Scandola ha corso proprio… da nordico. Freddo, al limite del glaciale, perfetto nel gestire ogni situazione in quella che probabilmente risulterà essere, sotto il profilo tecnico, la gara più difficile e complicata dell’anno. Sassi di qua, sassi di là, che se ne eviti uno ne vinci altri due al centro della traiettoria, pronti a moltiplicarsi come i Gremlins e i conigli.  Ma Umby e Guido D’Amore hanno scansato le pietre e la malasorte come i danzatori Dervisci, roteandoci attorno. I numeri e la cronaca dicono che l’equipaggio di Skoda Motorsport Italia è stato in testa al Rally di San Marino dall’inizio alla fine, vincendo la metà esatta delle prove speciali disputate, sette su quattordici. Mica facile quando sai che puoi e devi solo vincere per non gettare al vento un’altra occasione di aggiudicarti il Titolo Italiano. Al netto degli scarti, 13 punti da Andreucci sono ancora un’enormità, maturata, bravura degli avversari a parte, tra qualche sfortuna e l’ormai cronica difficoltà ad ingranare il ritmo giusto all’inizio della stagione. Ma da qui in avanti, nelle ultime due gare del campionato, animati dallo “spirito del trapezista”, non si potrà sbagliare più nulla. Scandola e la Skoda lo sanno bene, e non lasceranno nulla d’intentato. Per ora, ci si può godere la splendida vittoria al Rally di San Marino, in assoluto fino ad oggi, la migliore prestazione di quest’anno per lo “squadrone verde”. SCANDOLA/D’AMORE- VOTO: 10

ANDREUCCI/ANDREUSSI – PEUGEOT 208 T16 R5: L’eminente santo protettore di tutti i rallysti ha guardato in basso proprio al momento giusto: all’uscita dell’ultima prova speciale del Rally di San Marino, la famigerata “Apecchio”. “Ucci” e “Ussi” escono dall’inferno di polvere, terra e sassi per niente incolumi. O meglio, loro per fortuna sì, ma la 208 T16 sembra essere reduce dal Demolition Derby. E 50km di trasferimento per raggiungere il traguardo e finire la gara possono anche essere tanti quando sei su tre ruote, e non hai conoscenza di quanto la meccanica possa aver sofferto. Alla fine tutto si risolve per il meglio, basta un cambio della gomma e tanto olio di gomito, ma questo è uno di quegli episodi che raccontano un lieto fine solo in certe stagioni, quelle dove alla fine più o meno tutto deve girare per il verso giusto. Insomma, ci siamo capiti, non diciamo niente di più per non passare per menagrami, e abbiamo usato un termine aggraziato …. Per il resto, la prestazione di “Ucci” e “Ussi” ai piedi del Monte Titano non verrà ricordata come la migliore di questo campionato, ma qui contava difendersi bene e limitare i danni. E l’obiettivo è stato raggiunto pienamente. ANDREUCCI/ANDREUSSI – VOTO: 7

CAMPEDELLI/OMETTO – FORD FIESTA R5: “O la va o la spacca”. Immaginate questa scritta che lampeggia nella notte dentro una voluminosa insegna al neon. E immaginate Simone Campedelli che la fissa con sempre maggiore convinzione. Ora, al solito, si creerà il partito di quelli che “Simone ha fatto bene” o “Simone ha fatto male”. Noi siamo quelli del “Simone ha fatto, e basta!”. Doveva recuperare terreno su Andreucci e allo stesso tempo attaccare Scandola, le opzioni erano queste. E qualche volta le cose non filano per il verso giusto, qualche volta una “toccata” con la gomma posteriore può risolversi con una foratura o in un cedimento della sospensione. Purtroppo per Campedelli, in questa occasione, la conseguenza è stata la più grave e pesante. Con i “se” e con i “ma” si fa poca storia, ma non possiamo fare a meno di valutare che i punti mancati di gara 2 e della classifica generale avrebbero consentito a Campedelli di ridurre drasticamente e quasi azzerare il distacco dal leader Andreucci. Addio quindi sogni di gloria? Certo che no, da qui alla fine del Campionato sono ancora troppi i punti da assegnare, ma già a partire dal Rally di Roma Capitale servirà una prestazione maiuscola e grande… come quella insegna al neon… CAMPEDELLI/OMETTO – VOTO: 6

ROVANPERA/PIETILAINEN – PEUGEOT 208 T16 R5: Ora, sostenere che il serafico e imperturbabile 16enne venuto dal nord, che a guardarlo bene potrebbe anche essere scritturato per il “Trono di Spade”, sia con certezza un futuro Campione del Mondo, magari è ancora un po’ esagerato e ottimistico, ma che abbia tutte le doti indispensabili per diventare un grande campione, questo sì. E questa volta, non può valere la considerazione che Kalle Rovanpera va forte sui fondi sterrati e scivolosi, che è nato su di una slitta lanciata a piena velocità tra la Tundra e la Taiga. Ma va… non c’entra niente. Il Rally di San Marino, con le prove speciali piene di sassi che ricordano la scogliera sorrentina, è tutta un’altra cosa. Per questo la prestazione del giovin Rovanpera va considerata per quello che è: straordinaria! Una crescita km dopo km, fino a due prove vinte e un’altra quasi sfiorata. Certo, l’inconveniente al sensore della pressione della benzina nel trasferimento dall’ultima prova al traguardo, è stata proprio una rottura… di Kalle, un ritiro ingiusto e immeritato, ma i risultati, in Italia e altrove, arriveranno di certo. ROVANPERA/PIETILAINEN – VOTO: 8


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