Autore:
Andrea Minerva

RESPIRARE LA STORIA Vi siete mai chiesti che cosa voglia realmente dire? Assaporarla, annusarla, venirne calati così direttamente all’interno da poter arrivare alla sensazione di viverla, in prima persona. Perché respirare è un atto fisico, vitale, che in un certo senso presuppone un ambiente, una presenza, un contatto. Ma chi era alla partenza dell’edizione del Centenario della Targa Florio un’idea, di che cosa questa espressione possa in effetti voler dire, probabilmente è riuscito a farsela. Senza arrivare alle sensazioni  dei primi anni del secolo scorso, quanto il conte Vincenzo Florio inventava “a cursa”, ma almeno rievocando lo spirito agonistico delle auto e dei piloti che l’hanno animata negli ultimi decenni. Palermo, Piazza Verdi, la notte e le luci dei palazzi storici. Il rombo, oggi più educato, delle moderne auto da rally, che si mescola al ringhiare rabbioso e avido di decibel delle auto che sfidavano le strade delle Madonie a cavallo tra gli anni ’70 e ’80.

I PROTAGONISTI L’edizione n.100 della Targa Florio è iniziata così. Un’emozione travolgente. La cronaca incombente del campionato italiano rally, racconta invece dello storico successo in questa gara, ottenuto nella classifica generale da Paolo Andreucci, secondo sia nella prima che nella seconda tappa. In gara 1 alle spalle di uno straordinario Giandomenico Basso e in gara 2 del giovane Andrea Nucita, che ha realizzato il sogno di ottenere un’affermazione nella celebre gara di casa. Questi risultati sono maturati non solo in un clima di straordinaria passione, da queste parti il pubblico partecipa con un’intensità davvero rara, ma anche attraverso sfide vissute sui decimi di secondo. In particolare in gara 1, quella del sabato, quando Paolo Andreucci e Giandomenico Basso sono arrivati all’ultima prova speciale, vinta poi dallo stesso Basso, separati da soli tre decimi di secondo. E modo migliore per celebrare e festeggiare adeguatamente i 100 anni della Targa Florio, era davvero difficile immaginarlo.

LE PAGELLE 

PAOLO ANDREUCCI E ANNA ANDREUSSI – Peugeot 208 T16 R5: Marmorei. Non perché abbiano perso la proverbiale velocità, anzi, e quella chi la discute, ma perché spostarli dal vertice della classifica sta diventando un’impresa a metà tra l’epico e l’utopico. Vincono ancora una volta il rally Targa Florio senza aggiudicarsi né gara uno né gara due, ma nei momenti topici, oltre alla grinta ci mettono anche la testa, andandosene dall’amata Sicilia con un vantaggio in classifica generale ben più cospicuo rispetto a quello vantato dopo il Sanremo. In questa occasione gli avversari per il titolo tricolore, Basso e Scandola, sono anche sfortunati, rallentati e nel caso di Basso addirittura fermati, da problemi tecnici. Ma l’affidabilità nel motorsport vale quanto un piede da una tonnellata sul pedale del gas, quindi….ampio merito al lavoro di Peugeot Sport Italia e in particolare al team Racing Lions. Adesso, nel campionato italiano rally, arrivano due gare su terra: l’”Adriatico” e il “San Marino”. Il primo è particolarmente amato da “Ucci”, il secondo meno, ma a metà stagione il duo della Peugeot potrebbe già trovarsi nella condizione di poter gestire le proprie gare anche attraverso qualche piazzamento, e non solo nella ricerca spasmodica della vittoria, approccio sempre affascinante, ma anche rischioso. Un compito che per forza di cose spetterà a chi dovrà inseguire. Andreucci e Andreussi: voto 9

GIANDOMENICO BASSO E LORENZO GRANAI - Ford Fiesta R5 gpl: Se dovessimo pensare ad un personaggio per il “Giando” non avremmo dubbi: el grinta. Va bene, le fattezze e l’espressione non sono proprio quelle di John Wayne, ma il nome si addice, eccome, al pilota trevigiano. In gara 1, il sabato, si attacca alle caviglie di Andreucci come un pit bull costretto a dieta ferrea. Non lo molla un attimo, come un terzino vecchio stile, di quelli che per ricordare la loro presenza, ogni tanto affondano i tacchetti nella polpa. Nel rally il contatto diretto tra gli avversari non esiste, ma la psicologia fa la sua parte, e Basso fa valere tutto il suo talento e la sua esperienza per mettere alle corde Andreucci. Montando quattro gomme da bagnato prima dell’ultima e decisiva prova speciale di gara 1, improvvisamente allagata da un’temporale di primavera, fa la mossa giusta, e vince. Dall’acquazzone all’acquolina per una vittoria anche in gara 2, il passo sarebbe stato anche breve, troppo breve, purtroppo per Basso e Granai costretti ad arrendersi di fronte all’evidenza del cedimento della trasmissione. E così, sogni di gloria, ahimè, bye bye. Il dato di fatto però è questo. Basso, Granai e la Ford Fiesta alimentata a gpl del team Brc, sono, in questo momento, gli unici veri antagonisti di Andreucci, Andreussi e della Peugeot, e hanno dimostrato di potercela fare. Quindi, per il bene del campionato, ci auguriamo che proseguano con un grande passo…e con un altrettanto grande…BassoBasso e Granai: voto 8

UMBERTO SCANDOLA E GUIDO D'AMORE – Skoda Fabia R5Scandola non ha mai fatto salti di gioia quando si presentava il momento di andare a correre in Sicilia, seppure alla celebre Targa Florio. E la gioia, purtroppo per lui, D’Amore e il team Skoda motorsport, è destinata a rimanere chiusa sotto chiave, nel cassetto, anche questa volta. Che poi, a guardar bene, alla fine è arrivato un terzo posto che non sarebbe nemmeno del tutto da disprezzare, se il vero obiettivo del team Skoda non fosse la vittoria, e nient’altro che la vittoria. Ci stiamo avvicinando a passi da gigante alla metà della stagione, e il rischio di veder sfilare il titolo in altre mani prima della fine del campionato è un rischio che attualmente non è proprio da escludere. Ci sono un’ottima macchina e un grande equipaggio. Quindi urge rimediare, anche se l’inconveniente alla valvola pop off, quella che regola la sovralimentazione del motore turbo, è da imputare più che altro alla sfortuna, trattandosi di un particolare tecnico che viene fornito a tutti, direttamente dalla Fia. Ora Scandola sembra un pugile di belle speranze che nelle prime tre riprese gliele hanno suonate un po’. I prossimi due round saranno decisivi per evitare un prematuro e cocente ko. Scandola e D’Amore: voto 7

ANDREA NUCITA E GIUSEPPE NUCITA – Ford Fiesta R5: Potremmo “tirarcela” un po’ e dire che ve l’avevamo detto. Potremmo, e questa volta lo facciamo, per sfizio. A parte gli scherzi, in occasione del rally di Sanremo avevamo salutato con entusiasmo il ritorno nel campionato italiano rally sia di Andrea Nucita sia di Simone Campedelli, due talenti nostrani stranamente, e anche assurdamente assenti dalla più importante serie rallystica nazionale. E se alla fine contano i fatti e i risultati, ecco qui la risposta. Andrea Nucita, con il fratello Giuseppe, ha disputato uno straordinario “Targa Florio”, appena macchiato da un errore commesso all’ultima curva del primo giorno di gara, che non ha comunque influito sul risultato. Per il resto, ci sono quattro speciali vinte, il terzo posto in gara 1, la magnifica vittoria in gara due e il secondo posto assoluto nelle graduatoria generale del rally. Peccato soltanto che Nucita non sia iscritto come pilota permanente del campionato italiano, altrimenti chissà, qualche dispetto ai favoriti, sportivamente parlando, avrebbe anche potuto farlo. Ah, dimenticavamo…quasi commovente, lungo le prove speciali, il tifo dei siciliani per il loro equipaggio di punta. Una bella marcia in più. Nucita e Nucita: voto 8,5

Il rally Targa Florio finisce qui, anche per noi, ci ritroveremo alla fine del mese di Maggio in occasione del rally dell’Adriatico, il primo su terra di questo campionato.

W il rally! Tuned!

 


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