Autore:
Andrea Minerva

FINALMENTE... “Terra! Terra!" Così urlava a squarciagola Rodrigo de Triana… Chi è Triana??!! Un marinaio spagnolo che alle due di notte del 12 Ottobre del 1492 avvistò per primo le coste del continente americano. E urlava forte, presumiamo, anche per la fretta di scendere dalla caravella denominata “Pinta”. Adesso finalmente tocca a noi. Che dopo tre gare su asfalto, possiamo, era ora, festeggiare la prima gara dell’anno su fondo sterrato, proposta dal Campionato Italiano Rally.

PRIMA ADRIATICO, POI SAN MARINO La prima, di due. Il 10 luglio sarà poi il turno del rally di San Marino. Ribadendo una considerazione già espressa all’inizio della stagione, confermiamo l’opinione che due gare su terra, nel computo delle otto complessive proposte dal calendario della più importante Serie rallystica tricolore, sono troppo poche, decisamente troppo poche.

PAR CONDICIO Senza osare troppo, e arrivare a chiedere una “par condicio” di quattro gare su un fondo, e quattro su un altro, potremmo al limite accontentarci di una terza gara “terraiola”. E non per sfizio, ma per consentire soprattutto ai piloti più giovani di maturare esperienza su un terreno che rappresenta la superficie più utilizzata nel panorama delle gare internazionali e in particolare del campionato mondiale WRC.

GIRO DI BOA Chiacchiere e lungaggini a parte, il rally Adriatico, che quest’anno taglia il traguardo della 23° edizione, rappresenta il giro di boa della stagione. Una boa alla quale, nuotando forte come al solito, sono arrivati per primi Paolo Andreucci e Anna Andreussi, con la Peugeot 208 T16 R5 di Peugeot Sport Italia e del team Racing Lions.

QUI PEUGEOT I nove volte campioni italiani hanno fin qui ottenuto quasi il massimo dei risultati possibili, e ora planano sulle rive marchigiane dell’Adriatico con un buon margine di vantaggio sulla muta degli inseguitori. Nota a margine: qui, nel 2009, “Ucci” e “Ussi” ottennero la prima vittoria con la Peugeot 207 S2000. Ma per il duo della Peugeot la terra delle zone di Cingoli, cuore pulsante del rally, ultimamente sono risultate abbastanza indigeste, come un piatto di peperoni a colazione insieme al caffelatte.

QUI SKODA In attesa di scoprire e capire se questo trend negativo subirà una svolta positiva, Giandomenico Basso e Umberto Scandola stanno acquattati in attesa che la preda marchiata con il Leone Peugeot commetta qualche leggerezza, o abbia almeno la bontà di rallentare il passo. Umberto Scandola e il copilota Guido D’Amore affrontano per la prima volta il rally Adriatico con la Skoda Fabia R5, dopo aver vinto questa gara, negli ultimi tre anni, dal 2013 al 2015, con la Skoda Fabia S2000. Il viatico per l’equipaggio Skoda sembra quindi circondato dai migliori auspici ma l’inizio del campionato non ha fino ad ora regalato le emozioni e le gioie promesse, ad eccezione della vittoria in gara 1 al rally di SanremoScandola deve attualmente recuperare 15 punti e mezzo ad Andreucci, e la spiaggia in riva all’Adriatico rischia di essere davvero l’ultima.

QUI FORD Anche se il punteggio della classifica generale non lo premia molto di più rispetto a Scandola, un discorso a parte lo merita Giandomenico Basso, l’unico, nelle prime tre gare, ad essere stato in grado di insidiare Andreucci, lottando spesso sul filo dei decimi, come nella prima parte del rally del Ciocco e del rally Targa Florio. In occasione del rally Adriatico, per la prima volta Basso non sarà alla guida della Ford Fiesta R5 alimentata a gpl, ma di una medesima versione della Fiesta, questa volta però alimentata a benzina, e pur sempre sotto le insegne del team Brc. Questa squadra avrà però un doppio impegno, e questa è un’altra delle succose novità offerte dal rally Adriatico.

BRC Simone Campedelli e il copilota Danilo Fappani, portacolori della scuderia Orange 1 racing, hanno infatti da poco chiuso un accordo con BRC, e in occasione della quarta prova del campionato italiano, correranno con una Ford Fiesta R5 alimentata a gpl. Un’occasione d’oro per Campedelli, le cui attitudini per le gare su terra sono ben note, da tempo.

GLI OUTSIDER Tra i molti, merita attenzione anche il 21enne trevigiano Simone Tempestini, con la Ford Fiesta R5 del programma Hankook motorsport, reduce dalla meravigliosa vittoria ottenuta nella categoria Wrc3 del recente rally del Portogallo. Tra i possibili outsider del rally Adriatico, annoveriamo molti dei protagonisti del Trofeo Italiano Rally Terra, gara che si svolge in simbiosi, per tempi e percorso, con quella del campionato italiano. Tra questi: Andrea Dalmazzini con la Peugeot 207 S2000, Luigi Ricci con la Subaru Impreza gruppo N, Niccolò Marchioro con un’altra Peugeot 207 S2000 e Mauro Trentin con una Peugeot 208 T16 R5.

LA GARA Il percorso del rally Adriatico si propone quest’anno in una veste rinnovata. La cerimonia di partenza è prevista per venerdì 27 maggio alle ore 19.30 al “Foro Annonario”di Senigallia, nel centro storico, a due passi dalla centralissima Piazza Roma. La consueta “prova spettacolo” si svolgerà invece nell’area adiacente il crossodromo “Tittoni” di Cingoli, località che sarà anche il quartier generale della gara, oltre ad ospitare l’arrivo, previsto per domenica 29 maggio alle 15.30 in viale Valentini. Alla città di Jesi, è stato assegnato ancora una volta il compito di ospitare il Parco Assistenza. Le prove speciali, sulle quali si suddividerà il rally Adriatico, sono 12, per 121, 290 km rispetto ai complessivi 566,490 km che compongono l’intera gara.


LA CLASSIFICA DEL CAMPIONATO ITALIANO RALLY
I piloti: 1) Andreucci 45,5 2) Basso 31,75 3) Scandola 30 4) Perico 19 5) Tempestini 13,5
I Costruttori: 1) Peugeot 48,5 2) Ford 42,75 3) Skoda 30

Vi rimandiamo allora a sabato sera, per gli aggiornamenti e i risultati al termine della gara 1 del rally Adriatico.
E per ora….buon rally a tutti!

Stay tuned!


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