Autore:
M.A. Corniche

SCARPE GROSSE Quello di Francoforte è il salone-incubo per noi giornalisti. I tedeschi fanno le cose in grande e, lo spazio in cui a Ginevra riescono a stringere tutto il Salone, allo IAA è sufficiente giusto a una Casa. Visitare tutta l'esposizione e seguire il ritmo delle conferenze stampa è un lavoro da podisti professionisti.


MEGA STAND

Il posto d'onore spetta al Gruppo DaimlerChrysler che si è accaparrato ormai da anni la Festhalle, il padiglione 2, e vi realizza all'interno una passeggiata su più piani con tanto di scale mobili per raggiungere il livello più elevato. La Stella più brillante è la Mercedes Classe R, auto inusuale per un marchio tradizionalista che fino a ieri non si è distinto per l'innovazione dei suoi prodotti: è grande, decisamente grande, con il frontale che pare largo più di quanto dichiari la scheda tecnica, ma ha uno stile sportivo che non guasta e ne rende più digeribili le dimensioni.

CONTROTENDENZA

Operazione contraria per la Classe S, che si alleggerisce nel frontale pulito ma che guadagna la coda pesante della Maybach. Affascinante il prototipo Maybach Excelero: nemmeno Batman aveva pensato a tanto per la sua Batmobile. Al piano inferiore c'è anche il prototipo di Smart, ibrida nella propulsione e nello stile, uno strano incrocio tra una Smart e una Jeep Wrangler, una sorta di automobilina da autoscontro disegnata in dispetto alle leggi dell'aerodinamica.

STESSE MATITE

Forse è stata partorita dalle stesse matite che si occupano del marchio Jeep, che, dopo aver disegnato in passato le più riuscite e innovative concept car per il Salone di Detroit, da qualche anno sembrano in crisi, con proposte sgraziate e di dubbio effetto estetico come la Compass. Un dispiacere vedere gli effetti su un marchio storico della cura Mercedes. Un dispiacere vedere che alcune di queste concept si trasformano in realtà, come la sgraziata Commander. Un poco simil-Hummer nelle proporzioni dei vetri ma ben disegnata, e molto più bassa e sportiva da quanto sembri nelle immagini, è invece la Caliber.

OCCHIO ALLA MINI

In risposta alla sfacciata dimostrazione di grandezza di DaimlerChrysler, BMW si costruisce ogni anno un padiglione ex novo al centro del Salone. All'interno c'è una delle perle dello IAA 2005, la Z4 coupé, una due posti da perdere la testa, con il portellone in coda come le inglesine Anni 60. Sempre da perdere la testa, nascosta tra gli stand coreani e cinesi della Halle 4 c'è anche il prototipo della Mini giardinetta: bellissima, e per i prossimi sviluppi da qui alla versione definitiva che vedremo nel 2007 c'è da aspettarsi nuove chicche.

AVANGUARDIA CINESE

Sono arrivato a Francoforte con un pensiero fisso, quello di vedere le cinesi. Non le hostess con gli occhi a mandorla... mi aspettavo una invasione e invece o trovato solo l'avanguardia. Da non sottovalutare, però: se Landwind e Geely sono lontane dai nostri standard qualitativi, Brilliance brilla già per qualità e per prezzo. Attenzione: la Cina è vicina, molto vicina... Nella Halle 4 c'è anche la Ssangyong Kyron, l'ennesimo volo di fantasia dei designer coreani, e il prototipo della Kia Carens, la Multi-S, piacevole e originale.

POST-CAYENNE

La Halle 3 ospita al pian terreno il Gruppo Volkswagen e al piano superiore il Gruppo Ford. Sono curioso di vedere la Q7: leggendo le dimensioni sulla prima scheda arrivata in redazione mi sono spaventato e mi aspettavo la versione teutonica della Lincoln Navigator. Invece la Q7 è sorprendentemente slanciata a dispetto dei suoi cinque metri e oltre di stazza, una wagon ipervitaminizzata dal pianale alto e il tetto basso, dall'accessibilità non sempre perfetta malgrado le dimensioni (specie alla terza fila di sedili). Sarà la post-Cayenne per i fighetti sempre à-la-page?

STILE SVEDESE

Meno entusiasmante la VW Eos, poco fascinosa. Per trovare una cabriolet senza pecche è sufficiente lasciarsi trasportare fino al piano superiore dalle tre rampe di scale mobili, fino allo stand Volvo. In quanto a stile la C70 non ha rivali nella sua categoria di cabrio quattro posti: chicchissima quando è aperta ed elegante e ben proporzionata quando le tre parti del suo tetto rigido escono dal bagagliaio e si richiudono sopra l'abitacolo. Anche abitabilità per quattro e bagagliaio (pure con tetto aperto) non hanno molto da invidiare alle berline. La C70 entra di diritto anche lei nella categoria Regine del Salone.

C'ERA UNA VOLTA Meno entusiasmante la nuova Jaguar Xk

, tanto per rimanere in casa Ford: l'eredità dell'opera d'arte che si appresta a sostituire è troppo forte e la nuova Xk somiglia troppo a una Aston Martin. Quindi brutta non è, anzi, ma la vecchia Xk è senza tempo... Mamma Ford porta la nuova Galaxy, tutta fatta in casa sul pianale della nuova Mondeo: molto aggressiva, come il prototipo Iosis, che preannuncia la nuova Mondeo, appunto.

DIVERGENZE

Al piano superiore della Halle 3 c'è anche Renault con Nissan: stupefacente come la nuova Clio, nuova tappa dello stile ormai consolidato delle Renault di ultima generazione, divida tanto i commenti tra i colleghi: o piace (e io sono tra quelli) o non piace per nulla.

SENZA PAROLE

A Francoforte la sfida tra le piccole è accesa: sulle pedane ci sono anche la nuova Punto e la nuova Yaris. Riuscito il passaggio alla fase due della piccola Toyota, personale ma con molto più stile della prima serie, con interni dallo stile moderno e originale, di grande abitabilità rispetto ai 375 centimetri di lunghezza massima ma con una qualità dei materiali meno convincente rispetto all'attuale Yaris. La sfida delle piccole la vince a mani basse, però, la sfidante nostrana, almeno sullo stile: oltre ad essere ben disegnata come le concorrenti, la Grande Punto fa sangue con quel suo frontale da sportiva di razza.

POCO SANGUE

Sempre in tema di regine, è il momento di infilarsi nella Halle 5 per vedere la Cayman dal vivo. Molti colleghi impazziscono per la piccola Porsche, io la vedo sempre come un collage, una specie di Giano Bifronte automobilistico, un'auto con un frontale e una coda che non c'azzeccano molto tra di loro. Il tre quarti anteriore non è il suo lato migliore, con il tetto a bubbone che non è proprio un gran bel vedere. Dietro, il portellone piatto come un'asse da stiro, è gradevole ma non mi fa sangue come le linee muscolose della Z4 coupé. Mi lascia perplesso, aspetto di vederla in strada per dare un giudizio estetico definitivo.

PIACERI E TORMENTI

Per avviarmi verso la Halle 8, l'ultimo padiglione, passo attraverso la Halle 6, con la piccola Suv di Daihatsu, la concept D-Compact 4x4, davvero molto riuscita nello stile e nelle proporzioni, e la Honda Civic, di cui potrei produrmi in un commento sullo stile quasi contrario a quello della piccola Daihatsu. Meglio varcare la soglia della Halle 8, dove trovo subito la giallona di Citroën, il prototipo C-SportLounge, riuscito esteticamente quanto già risultava dalle prime immagini e, sullo stesso stand francese, la C6, berlina immensa dallo stile tormentato e, a mio avviso, poco riuscito.

BOCCA LARGA

Peugeot mette un rinforzo nella grande bocca delle sue ultime creature, la 307 e la 20Cup a ruote posteriori gemellate, anteprima dello stile della 207, un nuovo tocco sicuramente apprezzato da chi vive e posteggia in città, e comunque piacevole a vedersi. Molto aggressiva con le branchie sulle fiancate la 407 Coupé, forse troppo per la sua linea elegante e ben proporzionata.

THE END

Piuttosto deludente la nuova Rav4 di Toyota, che dal geniale progetto originario ha perso sempre più originalità, mentre è piacevole la nuova Grand Vitara di Suzuki, con una vaga somiglianza all'attuale Rav4. Siamo alla fine e l'esperienza conta: le scarpe comode hanno fatto il loro dovere...