Autore:
Luca Pezzoni

FONDAMENTALI Motor Show 2007: prime impressioni e un vademecum. Partiamo dai fondamentali, le scarpe comode non devono mancare, come la piantina con indicazioni delle Case associate ai padiglioni. Suggeriamo l'ingresso Costituzione, con un Nissan Pathfinder nei pressi, tutto ruggente e coccodrillato: mette di buon umore. Poi, meglio decidere il senso di marcia, optiamo per il tricolore (padiglione 19-20). I brand del gruppo Fiat mettono in mostra l'argenteria di casa, impossibile non partire dalla F1 Campione del Mondo, poi basta girare la testa per ammirare l'invenzione più sorprendente del Salone.

GIGANTECENTO Il "cinquecentone" grande come un condominio dipinge scenari fumettosi. Tutto lo stand Fiat è costruito sul nuovo Cinquino, ne trovate di tutti i colori e con tutti gli accessori. Una scelta mirata al target giovane: praticello e divanetti compresi. Ma è solo un attimo, giusto il tempo di vedere la moto del Dottor Rossi e confrontarla con la Ducati di Stoner che nobilita lo stand Alfa Romeo, insieme alla sua 8C nera (un regalo dell'Alfa, per la serie: piove sempre sul bagnato).

AMERICANE A BOLOGNA Nel padiglione 22 si entra nel mondo General Motors. Dove con i vari marchi tedeschi e americani si provano emozioni agli antipodi: dalla razionalità della nuova Agila e l'esagerazione dei muscoli Hummer. Passando per l'eccentrico glamour della Cadillac CTS 2008, fino alla Corvette: la Z06 giallovestita merita una foto ricordo se amate il genere.

ANTEPRIME E MUSCOLI Lo stand Honda, padiglione 21, si piazza al secondo posto per cura: in assenza di clamorose novità la Small Hybrid Sport Concept con pianeta e claim "onirico" dipinto sul retro coniuga emozione e rispetto della natura. Se in Honda si nutrono di sogni in Casa Renault risplende prima la fascinosa Laguna coupé bianca, subito dopo (o prima..) le due grazie a fianco della monoposto di F1: angolo suggerito per la classica foto ricordo. Se siete accompagnati potete mostrarvi interessati alla Logan con tenda sul tetto, sobrietà e riscoperta dei valori fanno bene e costano poco. Basta questa prima presa di contatto per capire il leit motive: emozione e ragione.

ANTEPRIME Il Gruppo Volkswagen (padiglione 16) offre mobilità per tutti i gusti e tutte le tasche. Dalla Skoda Fabia Wagon al "ruote coperte" Audi vincitore a Le Mans col TDI. Non si può andare via senza aver ammirato la Reventòn con il suo tubo di scarico che pare una scultura. Mentre i raffinati apprezzeranno la classe ostentatamente "british" della nuova Brooklands come la A3 Cabriolet: con la scusa del tetto in tela svela il restyling della futura compatta anelluta e un posteriore ben tornito ed equilibrato.

KINETIC DESIGN Nel vicino padiglione 29 dorme sorniona la XF, non così giaguaresca come ci saremmo aspettati. Verve e Kuga confermano il discorso stilistico kinetico dell'ovale blu e sembrano fatte per piacere ai giovani o a chi si sente ancora tale. La Volvo C30 recharge concept con la sua spina sul muso merita una pausa di riflessione ecologica.

ZUCCHERI A questo punto la carenza di zuccheri potrebbe rallentare il passo. Una pausa da Toyota (padiglione 30) ad ammirare la poltrona mobile I-real potrebbe aiutare, peccato non la facciano provare, mentre la FT-HS è la risposta a chi pensa ibrida uguale noiosa.

BAVARESI E INGLESI Stesso padiglione 30 per la Bmw. Si passa dalla X6 travestita da ibrida alla Mini Clubman in grande spolvero: unfestival di porticine e colori. Un salto in Porsche, propri lì a fianco, fa sempre buon sangue. C'è da ammirare l'allestimento RS60 Spyder della Boxster e la nuova GT2.

IL 36 PER SOGNARE Continuando a salire con i numeri si arriva al padiglione dei sogni numero 36: una Lancer storica dà il benvenuto all'ultima nata, Evo X, mentre la Mercedes SLR vale sempre una visita. Di contorno la gamma umana, con la C station ad esempio. Lo stand KTM con la X-bow parla della commistione moto-auto.

CUGINE FRANCESI Pochi passi e si incontrano le cugine francesi, Peugeot e Citroen espongono nel Padiglione 25 dal mezzo commerciale allo sport prototipo, passando per la sorprendente Airscape e la 308 station, nobilitata non poco da Miss Italia in persona. La C-Cactus poco valorizzata meriterebbe più attenzione: look lunare e frontale in un sol pezzo parlano di industrializzazione intelligente senza compromessi estetici. Le operazioni Nemo e Bipper invece parlano il linguaggio dell'ennesima contaminazione: quella con i cartoni animati, che riesce a rendere glamour pure un mezzo commerciale.

COREANE LONTANE Una visita al padiglione di fronte, il 26, è d'obbligo invece per osservare da vicino la i30 in anteprima mondiale, l'utilitaria che chiarisce le intenzioni Hyundai: tutta sviluppata in altezza,cittadina, pratica ed economica per vendere tanto, sarà una brutta gatta da pelare per i generalisti europei. Così come l'altra novità di famiglia, la Kia pro_ceed, bella e ben fatta, sistemata nel padiglione 36, lontano dagli occhi per evitare equivoci.

UBRIACATURA Le ultime chiacchiere all'aperto e ci si ricorda dell'Impreza Sti. Si trova nel padiglione 32: muscoli alettoni e buchi per la respirazione la rendono immediatamente riconoscibile. Travestita da compatta sulla base delle indicazioni del marketing, zeppa di elettronica e raffinatezza meccanica, sempre più potente e un filo più rispettosa dell'ambiente rappresenta una parentesi irrazionale: nell'incertezza tra ibrido, elettrico benzina e gpl la si butta su muscoli, colori e cavalli, quelli non bastano mai.

 


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