Autore:
Alberto Grisoni

CERCASI EROI Volvo cerca e premia gli eroi di tutti i giorni, eroi (e antieroi) segnalati direttamente dai visitatori di un sito internet aperto dalla Casa svedese negli Stai Uniti. L'ultima frontiera dell'advertising? Non si direbbe visto che il premio esiste da quasi sei anni, esattamente da dopo l'11 settembre 2001. Resta però un modo intelligente e originale di devolvere in opere di bene parte del budget pubblicitario e, perché no, anche di promuovere il proprio marchio tra i navigatori Internet.

MINI NOBEL Per ora possono essere premiati solo cittadini degli Stati Uniti, ma la votazione è aperta a tutti, basta collegarsi al sito Volvo for Life.Diciassettemila nomination in cinque anni non sono poche e la dicono lunga sul modo di pensare del Nuovo Mondo, dove la parola "eroe" ha assunto un significato nuovo dall'11 settembre 2001 in poi (non a caso il sito nasce proprio dopo quella tragedia). Ne viene fuori uno spaccato d'America e del mondo dell'auto che merita di essere conosciuto.

BUONI PROPOSITI Tantissimi i bambini premiati, ma non pensate allo sfruttamento strappalacrime di certi programmi tv: parliamo di ragazzine di sette anni col cancro (e la possibilità del 20% di sopravvivere) che reagiscono mettendosi a raccogliere fondi per migliorare l'ospedale dove sono ricoverate vendendo collanine fatte a mano. Oppure ragazzini sopravvissuti al cancro che aprono siti internet per la vendita di cartucce riciclabili per stampanti: gli ordini sono inoltrati alle aziende trattenendo una percentuale, che finisce in beneficenza.

AMERICAN DREAM Leggendo le storie dei finalisti degli scorsi anni, si vedono un po' tutti gli ingredienti dell'American Dream. Nel 2005 il premio è andato a Ingida Asfaw, arrivato negli USA dall'Etiopia quando era solo un bambino senza un soldo e sognava di fare il medico. Non solo è diventato un famoso cardiochirurgo, ma è tornato in Etiopia per aprire ospedali e distribuire farmaci gratuiti. Rose Mapendo, la vincitrice del 2006, è sfuggita alla guerra in Congo dopo aver visto torturare il marito e avere impedito lo stupro delle figlie: scappata in America, ha ottenuto la cittadinanza e ha fondato un'associazione per aiutare altri rifugiati africani.

UOMINI E DONNE Ci sono anche nomination che mostrano le paure e i pensieri dell'America più profonda, come Tony Piraino, scelto per la sua campagna contro le gang di giovani criminali che scrivono i graffiti sui muri: un'equazione che in Italia farebbe indignare qualcuno ma che a Phoenix, Arizona, funziona benissimo. E ancora storie di persone comuni che diventano eccezionali, come Rosamonde Carr, rientrata negli States dopo decenni in Africa a causa della guerra in Rwanda, che all'età di 82 anni ha deciso di tornare nella cittadina di Mugongo per fondare un orfanotrofio.

CELEBRITA' I navigatori scelgono i finalisti, ma l'ultima decisione spetta a una giuria composta di nomi celebri e sconosciuti tutti in qualche misura engagé: l'anno scorso Paul Newman, Val Kilmer e una Kennedy sedevano a fianco dei vincitori delle edizioni precedenti. Le categorie del premio sono tre, Sicurezza, Qualità della vita e Ambiente, non solo rispecchiano tre aree di grande interesse per le opere di beneficienza, ma ricalcano tre aspetti forti del marchio Volvo. I premi in denaro, 50.000 dollari per ogni categoria e 25.000 per i diciotto finalisti, vanno ad associazioni scelte dai premiati. Solo il vincitore assoluto riceve un premio "materiale": una Volvo ovviamente. Le votazioni sono aperte.


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