Autore:
Luca Cereda

SU IL SIPARIO E' stata la prima  a disfarsi del velo, ieri, quando il sipario si è alzato e le danze hanno preso il via a ritmo di charleston (una presentazione ogni quarto d'ora...). Giunta alla quinta generazione e con una lunga e onorata carriera alle spalle, un dovuto riconoscimento. E lei, ballerina d'ouverture, ha esibito il solito repertorio. Spalle larghe e occhio furbo, la nuova Polo si è presentata rinnovata nel rispetto della filosofia di sempre, che valorizza l'essenziale e bandisce il superfluo. Compreso quel po' di ciccia poco salutare ai consumi, già ridotti dall'ingresso di ben cinque motori inediti su questo modello.

SPALLATA Al termine dei lavori, in Volkswagen, i più soddisfatti del risultato saranno stati sicuramente i "dietologi": la nuova Polo pesa l'8% in meno rispetto a prima nonostante si sia allungata di 3 cm e mezzo e allargata di altri 3 cm. Ma al di là dei numeri, l'impressione d'essere meno "rotondetta" la dà anche a vedere. Merito di quella silhouette così "logica", smossa solo da qualche giuntura più netta o da qualche superficie appiattita. Così la matita ha lavorato in linea retta e orizzontale, disegnando questa volta un paio di spallucce più marcate sulle fiancate e stringendo la scocca a filo delle ruote in modo da limitare gli sbalzi. L'impatto è armonicamente essenziale.

STRIZZA L'OCCHIO La ricerca della semplificazione continua nel layout del frontale, nuovo di zecca. Come già la Golf, la Polo accorpa le prese d'aria in un unico sorrisetto nero. Ai due estremi, i fari e i fendinebbia, non più circolari ma stretti e squadrati, luccicano come dentini d'oro. Poco sopra, la calandra si assottiglia in ossequio al nuovo trend aziendale (ancor più che sulla Golf); lo stesso dicasi per gli occhioni grandi di una volta, strizzati fino a perdere ogni linea curva in favore di una soluzione più tirata e sportiva.

GIRA LA "VW" Nel posteriore, come sulla Golf, per aprire il portellone (che adesso scende giù fino al paraurti) occorre maneggiare il logo VW "portellocenrico": sulla Polo, fatelo ruotare come la manopola di una cassaforte prima di caricare i sacchetti della spesa. Ai lati, i due gruppi ottici guadagnano qualche spigolo e una grafica complessivamente più sportiva.

1,2 0 3 STELLE Dentro o fuori, la solfa non cambia. Pochi fronzoli e pragmatismo, così la Polo ci serviti per anni, una volta saliti a bordo. E così continuerà a fare, offrendo tre diversi livelli di allestimento. Il più popolare dei tre (il Trendline) garantisce un cockpit semplice e funzionale, con la solita consolle che accentra tutti i comandi principali. Scalando le classi, le bocchette d'areazione prendono una pittata d'alluminio sulla cornice, gli inserti dei pannelli delle porte si possono avere anche color "conchiglia di mare" e la parte superiore del cruscotto, realizzata con tecnologia "slush", si fa più morbida. Giova ricordare che se volete il pomello del cambio in pelle, i cerchi in lega da 15", i sedili riscaldabili o un inedito bracciolo, non dovete fare altro che chiedere e aprire il portafoglio.

READY TO CRASH Il climatizzatore è di serie a partire dall'allestimento intermedio (Comfortline), ma l'ESP, l'ABS e l'assistente di partenza in salita sono garantiti d'ufficio a tutti: praticamente un'ipoteca sulle 5 stelle nei prossimi test Euro NCAP. Fanno parte della dotazione base anche gli airbag anteriori e quelli combinati testa-torace, poggiatesta ergonomici anti-colpo di frusta e l'allarme sonoro delle luci accese. Ma per avere un'idea più precisa riguardo al prezzo d'attacco bisognerà aspettare: il lancio è fissato per fine giugno in Germania.

I MAGNIFICI SETTE Tra quelli nuovi di pacca, quelli al debutto sulla Polo e i soliti noti, saranno disponibili in tutto sette motori: quattro a benzina e tre diesel. Oltre al 1.2 benzina declinato nelle due solite varianti di cavalleria (70 o 60 cv), arrivano un 1.4 da 85 cv e un 1.2 TSI da 105 cv, entrambi di serie con un cambio a 6 marce, ma che a richiesta possono accoppiarsi a un 7 marce DSG. Per il 1.2 TSI, Volkswagen dichiara addirittura 18 km con un litro alla voce consumi (19% in meno rispetto al precedente) ed emissioni di CO2 di 129 g/km.

IL RITARDATARIO Le alternative a gasolio sono tutt'e tre 1.6 Turbodiesel. Da una variante all'altra, la potenza aumenta di 15 in 15 cv: da 75 cv si arriva fino a 105 cv, passando per la soluzione intermedia da 90 cv. Entro il 2009, poi, verrà immessa sul mercato anche la variante Bluemotion del 1.6 TDI da 90 cavalli, per la quale si parla di consumi da 26 km con un litro e di emissioni sotto i 100 g/km di CO2. Qui, per ora, l'optional del cambio DSG resta riservato alla motorizzazione intermedia.


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