Autore:
Gilberto Milano

Inutile far finta di niente sperando nella buona sorte. Anche perché, con tutti gli scongiuri possibili, nessuno può considerarsi immune. Parliamone allora. Lo spunto viene dalla Volkswagen, forse la più attiva in Italia in questo segmento, che per affrontare un argomento così delicato ha appena istituito una specifica divisione che va sotto il nome di Volkswagen Mobility. Un altro spunto viene invece dal premio Nobel della letteratura Dario Fo e dalla moglie Franca Rame.

Sono loro ad aver convinto la Volkswagen Italia a impegnarsi con intensità in questo campo e a supportare con prodotti e iniziative ad hoc il Comitato "Il Nobel per i disabili", nato nel 1997 con il compenso del Premio Nobel totalmente devoluto a questa causa. Da allora qualcosa è cambiato ma c'è ancora molto da fare. Tanto per iniziare, non si sa con certezza quanti siano i disabili in Italia. Nel 2003, ultimo dato disponibile, sono state 9.385 le patenti speciali rilasciate a persone disabili e 16.807 le vetture immatricolate nel 2004 con Iva agevolata (4%). E non tutti disabili dalla nascita. Tutt'altro: disabili quasi sempre lo si diventa.

Il dato, tra l'altro, è poco rappresentativo della realtà: secondo stime attendibili i disabili che potrebbero riacquistare autonomia di movimento grazie all'acquisto di un'auto modificata potrebbero essere compresi tra i due e i sei milioni. Una cifra non indifferente anche in termini di business. Vista dalla sponda cinica del problema, si tratta di una nicchia di potenziali clienti sui quali le Case automobilistiche hanno iniziato a prestare attenzione.

Volkswagen, per esempio, che è stata più lungimirante di altre (oltre che più sensibile al problema, perché anche di sensibilità umana si tratta) oggi vende più in questo segmento che nel mercato degli automobilisti "normodotati". In termini di quota di mercato ovviamente. Le 2.688 VW speciali vendute nel 2004 rappresentano il 16% del segmento, contro una quota VW del 6,3% nel mercato italiano. Questa grazie anche a numerose iniziative di supporto ai disabili sviluppate dalla Casa tedesca.

Prima del 1997, per esempio, non esistevano auto a noleggio per i disabili mentre ora, grazie a un accordo con Europcar, auto speciali sono presenti in 13 punti selezionati (aeroporti e stazioni ferroviarie): una trentina di Golf che si possono noleggiare alla normale tariffa giornaliera delle vetture di serie. Previa prenotazione, il servizio può essere esteso anche ad altri aeroporti.

Altro problema importante che è stato affrontato, quello della patente. Per evitare l'acquisto obbligato di un'auto modificata prima ancora di superare l'esame causa impossibilità di fare lezioni pratiche per mancanza di mezzi, la VW ha messo e mette a disposizione delle scuole guida diverse vetture con allestimenti speciali. Basta prenotarle a tempo per averle a disposizione nella propria scuola guida. Lo scorso ci sono riusciti in 100.

La prova su strada è un altro filone battuto dalla casa tedesca. Prima di procedere all'acquisto la VW farà provare le proprie vetture speciali a ogni disabile che lo desideri, così come avviene per il resto degli automobilisti. Previa prenotazione, la vettura prescelta arriverà dal concessionario selezionato e si potrà provare senza impegno. La VW garantisce la disponibilità di vetture modificate per ogni modello in listino, dalla New Beetle alla Polo, dalla Golf alla Phaeton.

Una volta acquistata l'auto sarà possibile effettuare corsi di guida sicura presso la Scuola guida VW, che prevede corsi adatti ai portatori di handicap. Ci sono corsi di guida sicura anche su neve e ghiaccio. Se poi il problema non è la guida, ma la voglia di correre, la Casa ha pensato anche a questo, organizzando una sorta di campionato in circuito che va sotto il nome di VW Cup. Per i più bravi c'è persino il primo rally per piloti disabili. Questo però non lo organizza la VW ma il Motorsport Endeavour Club inglese. Si terrà dal 22 al 24 luglio, riservato a 50 equipaggi di due persone l'uno (informazioni sul sito del Club).

Quanto ai prezzi, dipende dalle patologie: per un paraplegico che necessità di cambio automatico, servofrizione, servofreno e accessori vari, la cifra in più varia dai 2.500 ai 3.300 euro. C'è comunque da tener conto dei vari rimborsi Inps, Inail e regionali (la Regione Lombardia rimborsa fino al 70%), delle detrazione fiscali e dello sconto Volkswagen tra il 10 e il 14%. Aiuti che in genere portano ad abbattere completamente il costo dell'auto.


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