Autore:
Luca Cereda

C’ERAVAMO TANTO AMATI E pensare che una volta Google tifava per Uber. Nel 2013, il gigante di Mountain View aveva investito circa 250 milioni di dollari nel servizio di trasporto privato californiano, con la speranza di vederla crescere e prosperare. Ma oggi le cose sono cambiate, e forse anche gli auspici di Big G. Attraverso la controllata Waze, Google si prepara infatti a sfidare Uber con un servizio di ride-sharing che permette di usufruire di un passaggio in auto da automobilisti (non driver professionisti) in viaggio nella medesima direzione, prenotando attraverso l’app (Waze, appunto).

COSTA POCO Waze Rider – così si chiama il servizio – opererà inizialmente a San Francisco, al prezzo di stimato di poco più di mezzo dollaro al minuto. E offre un bel risparmio in confronto ai servizi già attivi, non solo i taxi ma anche Uber e Lyft. Uber, tra l’altro, ha già varato un servizio simile, UberPOOL, grazie al quale più utenti che fanno lo stesso viaggio possono smezzare il costo di una corsa. Insomma, se non è guerra dichiarata, poco ci manca.

SIAMO SOLO ALL’INIZIO Waze Rider è solo il primo tempo. La fase decisiva della partita, a quanto pare, si giocherà in futuro con le flotte autonome. Entrambe le compagnie, Google e Uber, sono infatti molto interessate agli sviluppi della guida autonoma. Google, che inizialmente sembrava puntare al futuro del trasporto privato con la Google Car, appare ora più orientato al business dei taxi senza conducente e del car-sharing. Lo testimoniano anche il ricambio e la campagna acquisti in corso nel management: Google ha recentemente assunto Shaun Stewart, ex top manager di Airbnb, l’app che incrocia domanda e offerta di chi cerca alloggio in una località. Uber, invece, sta già testando dei prototipi di taxi autonomo con una piccola flotta di Volvo XC-90.


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