Autore:
Ronny Mengo

Si chiama "1L" perchè in Volkswagen regna il potere della sintesi. E la caratteristica principale della concept sverniciata è giusto questa, accontentarsi di 0,89 litri di carburante per girolonzolare per cento chilometri. Come ha fatto un paio di giorni fa, mister Vw in persona, quel Ferdinand Piëch presidente uscente del Gruppo teutonico.

Che cos’è? Un bozzetto da galleria del vento fatto realtà: tre metri e

mezzo (di più: 3,65m) di fibra di carbonio, larghi 1,25m e alti poco più di un metro, con incastonato un mini serbatoio da 6,5 litri e, da qualche parte, un minimotore. Monocilindrico aspirato di 300 cc di cilindrata, a iniezione diretta, da 8,5 cavalli (6,3 kW) di potenza a 4000 giri e 18,4 Nm di coppia a 2000 giri, in grado di spingere il trabiccolo a 120 orari.

Estrema l’attenzione a ridurre il peso il più possibile (290 chilogrammi), tanto da evitare la manciata di grammi richiesti dalla verniciatura, optare per alluminio light per le sospensioni e montare pneumatici da sedici pollici a bassa aderenza. Per il conducente e il passeggero, alle sue spalle, ci sono poi Abs, controllo elettronico della stabilità ESP e telaio Space Frame.

Mentre dietro, spunta un bagagliaio da 80 litri di volume. Non è detto che la L1 non trovi la via della commercializzazione. Calma, non con questa faccia, ma con questa tecnologia: si parla di una possibile utilitaria Vw che sbaraglierà - non prima di sei, sette anni - il capitolo consumi.


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