Autore:
Gilberto Milano

Sì, l’ultima parola spetterà ai visitatori del Mondial de l’Automobile parigino. Sarà il calore della loro accoglienza, la simpatia che mostreranno verso quell’immenso monumento alla libertà di movimento che brilla sotto il riflettori dello stand GM (e non ultima la disponibilità a sborsare dai 75 agli 89 mila euro per averne uno) a convincere i manager Hummer se dar corso allo sbarco europeo o tornarsene a casa e far finta di nulla.

In ballo c’è una decisione commerciale non imponente nei numeri (un migliaio di pezzi per iniziare) ma rischiosa dal punto di vista dell’immagine: trasportare al di qua dell’Atlantico il fratellino dell’eore della Guerra del Golfo e piazzarlo nei garage dei buongustai del Vecchio Continente al posto delle varie X5, Serie M, Land Rover e dal 2003 anche della Porsche Cayenne. 

Il dubbio è lecito, non tanto per il design, vistosissimo, squadrato ma originalissimo, da mezzo militare in abiti civili, e nemmeno per il comfort, in linea con quello dei Suv più lussuosi, quanto per la taglia extralarge del mezzo: 2,06 metri di larghezza e 1,97 di altezza (la lunghezza è abbastanza normale: 4,82 m) non sono facili da far circolare sulle strade delle città europee.

In pratica significa girare a malapena nei centri storici, far fatica a sorpassare anche un ciclista senza invadere la carreggiata opposta, non riuscire a trovare parcheggio se non nei piazzali dei mega centri commerciali. Per non parlare

dell'impegno e dell'abilità di guida richiesti per governare con scioltezza tre tonnellate di Suv e i relativi 316 cv (235 kW) che l'8V di 6000 cc è in grado di sviluppare.

Un mezzo non alla portata di tutti, insomma, non tanto per il prezzo, ma per evidenti ragioni pratiche. E che proprio in questo suo "limite" potrebbe trovare la strada del successo. L'esclusività, infatti, è garantita.

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