Autore:
Lorenzo Centenari

UBER ETILOMETRO Quando l'alcool crea problemi non solo se scorre nelle vene di chi siede al volante. A un autista sobrio, caricare un passeggero sbronzo può riservare brutte sorprese. Ma come riconoscere in anticipo il tasso alcolico del prossimo cliente? Semplice, interrogando la tecnologia. Uber sta mettendo a punto una speciale funzione che misuri la lucidità della persona intenta a prenotare una corsa. Una sorta di alcoltest portatile, che possa scongiurare episodi assai spiacevoli (per nulla rari, nel caso specifico). Sia a chi guida, sia a chi si lascia guidare.

BARCOLLO MA NON MOLLO Il brevetto che la compagnia californiana di ride hailing ha depositato negli Stati Uniti sfrutta l'Intelligenza Artificiale per trasformare il comportamento di un cliente, al momento di chiamare un taxi dallo smartphone, in un preciso test di alcolemia. Perché quando un individuo ha bevuto, i suoi gesti cambiano. Digita più lentamente sulla tastiera, compone le frasi in modo imperfetto, oppure corregge più e più volte l'immissione di un vocabolo. Non solo: un ubriaco ha la vista annebbiata, mirare un'icona con il dito indice può talvolta chiedere più tentativi.

ALLERTA SBRONZA E ancora: Uber sa che un potenziale passeggero in stato di ebbrezza cammina meno velocemente. Inoltre, che la probabilità di alzare il gomito è maggiore in orario notturno, e in prossimità di locali dove servono bevande alcoliche. Qualora il software accertasse la precaria sobrietà della persona, il segnale verrebbe trasmesso anche agli autisti in servizio nella zona. Il sistema potrebbe scremare il parco driver, e accreditare solo i più esperti. Infine, potrebbe impedire all'ubriacone di condividere il percorso con altri passeggeri. Che almeno smaltisca la "ciucca" per conto suo, senza dare fastidio.


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