Autore:
Lorenzo Centenari

TEST DRIVE A DOMICILIO Ne parliamo un giorno sì e l'altro pure, come se già fosse in mezzo a noi. In realtà, di qua dall'Oceano la Tesla Model 3 è ancora un oggetto misterioso. Mentre negli Stati Uniti, a poco a poco, prende a popolare le autoroute costiere e le rurali highway degli Stati interni, in Europa l"elettrica per tutti" non sbarcherà prima del 2019. Impazienti di scartare il regalo, i colleghi inglesi di Autocar hanno perciò ritenuto di sorvolare l'Atlantico, suonare al campanello di Elon Musk, e farsi prestare una Model 3 per un paio di giorni. Le impressioni? Luci e ombre, ma prevalgono di gran lunga i giudizi positivi.

CHIARI E SCURI Qualche tempo fa, avevamo condiviso con voi il parere che la stampa Usa aveva espresso a tutto campo sulla Tesla Model 3, dal piacere di guida alle caratteristiche dell'abitacolo, fino allo spinoso argomento dei prezzi. Vi foste persi l'articolo, basta cliccare qui. La valutazione di Autocar, una delle prime in assoluto a a giungere da oltremare, rispecchia in buona sostanza quella formulata dai media di casa. In estrema sintesi: la Model 3 va che è una meraviglia. Detto questo, la perfezione è un'altra cosa. Sia in termini di senso pratico, sia soprattutto lato produzione.

SPORTIVA MA NON TROPPO Più brevilinea (4,7 metri) rispetto a Model S e Model X, la Model 3 (che avrebbe dovuto chiamarsi Model E, salvo poi subire il veto Ford) viene giudicata divertente da portare tra le curve, ma non sportiva quanto una BMW Serie 3, auto individuata da Autocar come avversaria d'elezione. Eccellenti le prestazioni in linea retta: il motore elettrico da 275 cv collegato all'asse posteriore proietta l'entry level Tesla da 0 a 100 km/h in 5,1 secondi, mentre la velocità massima segna 225 km/h. L'autonomia di 500 km (con Long Range Battery opzionali da 75 kWh) la distingue dalla maggior parte delle elettriche in commercio.

TOUCHSCREEN DA URLO Le note dolenti, come dicevamo, interessano innanzitutto la sostenibilità produttiva. Tesla immaginava di sfornare 5.000 Model 3 a settimana: oggi, superata (si spera) la fase più critica, lo stabilimento di Fremont viaggia attorno alle 2.200 unità. Non abbastanza per evadere gli ordini secondo tabella di marcia. Quanto, invece, alla particolare configurazione degli interni, il display touchscreen da 15 pollici al centro della plancia funziona a dovere e sembra un pozzo senza fondo, tante sono le sue proprietà. Ma induce alla distrazione, e non è detto che l'Autopilot tolga sempre le castagne dal fuoco.

DUE PESI E DUE MISURE? Autocar conclude le sue riflessioni accostando a Tesla Model 3 due aggettivi inequivocabili: credibile e desiderable. Qualità ed emozione, al fenomeno del momento non fanno difetto. Proprio quello che continua a sostenere Musk, patron dalle mille risorse, ma a sua volta vittima di qualche debolezza. La permalosità, ad esempio. Ogni incidente che coinvolge una Tesla, come ovvio balza in prima pagina. Dal suo profilo Twitter, Musk avrebbe tuttavia giudicato l'abitudine come "un gran pasticcio". Come se "i 40.000 morti sulle strade Usa dell'anno passato contassero di meno". Ma non guidavano una Tesla, caro Elon...


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