Autore:
Ronny Mengo

Tra i quattromila votanti della giuria di appassionati "virtuali", le preferenze per la nuova compatta di Torino è stata significativa, tanto da distanziare la seconda classificata, la Mini, di un numero di click da far sorridere il Lingotto e lasciare un mesto bronzo alla Peugeot 307. Posizioni ormai assodate, viste le percentuali, anche se le nostre urne rimarranno aperte fino alla nomina ufficiale di "Car of the Year 2002", prevista per il 20 novembre.

Ora si tratta di vedere se il vero Nobel delle quattro ruote rispecchierà il podio dei motorboxiani. Sarebbe un colpaccio per il gruppo Fiat, reduce dalla vittoria dell’anno scorso con l’Alfa 147 e da quella del 1998 con la sorella 156. Non solo: sfogliando tra i faldoni sbuca una Fiat Bravo/Brava insignita dell’alloro nel ’96 e una Punto premiata con l’oro per interesse e innovazione, nel ’95. Senza contare gli altri successi, quelli in bianco e nero, della Fiat 124 nel 1967, della 128 nel 1970 e della 127 nel 1972, oltre alla Lancia Delta nel 1980, alla Uno nel 1984 e alla Tipo nel 1989.

Nato nel 1964, il premio "Auto dell’anno"

ammette alla competizione le vetture che sono state commercializzate in almeno cinque mercati europei nel corso dell’anno. Viene prima effettuata la selezione dei sette modelli finalisti (erano cinque fino al 1999) e poi la votazione finale. Ogni giornalista ha a disposizione 25 punti, da distribuire tra i modelli finalisti con un minimo di quattro preferenze.

Il punteggio massimo di 10 punti può essere espresso una sola volta. Le valutazioni tengono conto del design, del comfort, della sicurezza, della economicità di esercizio, della guidabilità, delle prestazioni, della funzionalità, del rispetto per l’ambiente e del prezzo.


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