Autore:
Lorenzo Centenari

ORGOGLIO CATALANO Certi luoghi comuni sono duri a morire. Prendi Seat. Mentre dalle nostre parti, talvolta, ancora nella testa di qualcuno passa il messaggio di un marchio debole, persino anonimo, fatta eccezione per alcuni casi di successo (vedi Ibiza), a casa sua, in Spagna (pardon, Catalogna), Seat è un vulcano. Di idee innovative al servizio sia della produzione auto in senso classico, sia della mobilità da una prospettiva più ampia. Tecnologia, dinamismo, entusiasmo. Siamo stati a Martorell, dove ha sede lo stabilimento Seat. E come capiterebbe a chiunque fosse ancora afflitto da pregiudizi, ci siamo rimangiati le parole.

PICCOLO SARAI TU Quella di Martorell è la più grande fabbrica della Penisola Iberica, nonché la terza per volumi del Gruppo Volkswagen. Qui prendono forma non solo Seat Ibiza, Seat Arona e Seat Leon, ma anche Audi Q3 e ben presto (2018) la nuova generazione di Audi A1. Nel 2016, da Martorell hanno preso il largo 449.063 vetture nuove di pacca, per un incremento produttivo che dal 2009 ammonta al 50%. In linea di montaggio lavorano circa 7.000 dipendenti (dei 14.000 dipendenti Seat complessivi), sparpagliati su una superficie di 2.800.000 metri quadrati: l'equivalente di 400 campi da calcio.

AGLI ORDINI DI MAMMA VOLKSWGEN Lo scorso anno, Seat ha investito su Martorell qualcosa come 862 milioni di euro, portando il volume totale a 3 miliardi di euro dal 2012. L'introduzione di nuova Ibiza e del Suv compatto Arona, ma anche interventi strutturali volti a perfezionare l'intero processo di produzione. Parola d'ordine: Industry 4.0. Un attimo di pazienza, e ci spieghiamo. Nel frattempo, si sappia che alla propria consociata mediterranea Mamma Volkswagen assegna un ruolo tutt'altro che secondario: Martorell è il primo sito del Gruppo ad aver lavorato sulla nuova piattaforma modulare MQB, modulo flessibile sul quale poter costruire in scala modelli di dimensioni e carrozzerie differenti. 

SEAT CITY La fabbrica Seat di Martorell è una città nella città: le maxi costruzioni che contengono le linee di montaggio si alternano a edifici di minori dimensioni. Come quello del Technical Centre, dove lavorano mille ingegneri specializzati, del Design Centre, fiore all'occhiello che ospita 130 creativi di livello internazionale, oppure dell'Healthcare and Rehabilitation Centre (CARS), la divisione che si occupa del benessere e della salute dei dipendenti Seat. 53.000 pannelli solari coprono un'area di 40 campi da calcio e generano un rispamio di emissioni di CO2 di 8.300 tonnellate all'anno. L'impegno Seat verso l'ambiente si esprime poi anche in termini logistici: due linee ferroviarie collegano lo stabilimento col porto di Barcellona, avanzando ai camion 50.000 viaggi annui andata e ritorno, per un risparmio di CO2 quantificabile in 2.000 tonnellate, mentre lo speciale "megatruck" Seat, 25 metri di lunghezza e una portata di 60 tonnellate, svolge da solo il lavoro di due camion, favorendo a sua volta il contenimento delle emissioni. 

ALWAYS CONNECTED Ma gli ohhh di stupore escono quando penetriamo il cuore della fabbrica: il reparto assemblaggio esprime al meglio tutto il know-how Seat in termini di lean production e automazione. E' qui che le Ibiza e le Arona che guidate ogni giorno prendono forma, ed è qui che si sperimentano tecniche di montaggio e di organizzazione del lavoro all'avanguardia in Europa. 2.000 robot antropomorfi lavorano giorno e notte e alleggeriscono il carico degli operai, mentre videocamere connesse tra di loro e a dispositivi mobili, secondo il futuristico concetto dell'Internet of Things, consentono di individuare qualsiasi problema in un istante, e di risolverlo velocemente. E se il fattore umano resta al centro, l'interazione uomo macchina è pur sempre spinta ai livelli massimi. 

QUALITA' TEDESCA, PASSIONE LATINA A Martorell, in qualsiasi delle sue isole di lavoro, nulla è lasciato al caso. Gli standard di qualità sono tedeschi, la formazione del personale curata con scrupolo. Nulla a che vedere con l'immagine di un marchio spento: Seat è un laboratorio in fermento, e l'offensiva di prodotto che nel 2017 ha scosso il mercato, e alla quale l'anno prossimo seguirà un altro round (attesissimo il large-Suv, del quale ancora non si conoscono i particolari), ne sono la più concreta testimonianza. Forse, d'ora in poi, quella Ibiza parcheggiata sotto casa la guarderete con occhi diversi. 


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