Autore:
Marco Congiu
GLI "AUDACI" 20 equipaggi, 40 giornalisti, 300 miglia da percorrere in Sicilia tra Palermo, Messina e Catania. Su una Smart. Comincia con queste premesse la mia avventura in questa gara di regolarità che mi vede impegnato nelle vesti di navigatore, in equipaggio con Luca Bordoni. Le regole sono chiare esemplici: chi arriva in anticipo rispetto al tempo prestabilito, si becca una penalità. Chi arriva in ritardo, penalità. Non rispetti il codice della strada? Penalità. Ti fermi a prendere i cannoli da portare a casa? Penalità. 
 
LA COMPGNA CHE NON CREDEVI Farsi 300 miglia in meno di 24 ore su una Smart, lo ammetto, è un'esperienza da provare. L'auto a mia disposizione è la ForTwo Cabrio da 90 cavalli, l'ideale per sprintare con agilità nel traffico delle grandi città siciliane. L'estetica è ben riuscita, lo ammetto, anche per via dell'allestimento solamente aerodinamico firmato Brabus, che rende la citycar più cattiva con i particolari verniciati di azzurro. L'allestimento Urbanrunner, poi, completa il quadro della mia ForTwo. Direi che siamo pronti per partire: uno sguardo al road book e poi via cronometro alla mano.
 
EGALITÈ, FRATERNITÈ, PENALITÈ Chi ben comincia è a metà dell'opera. Dopo il primo tratto di 140 km, arriviamo al primo controllo orario con pochi secondi di anticipo sul preventivato. Tre, per essere precisi. La gara è lunga, e bbiamo tutta la voglia di recuperare. Mi concentro sulla Smart: è una biposto comoda, ideale per la città. Il cambio automatico Twinamic a 6 rapporti è intelligente quanto basta per un uso quotidiano, e quando ho bisogno di un po' più di sprint posso usare i comodi paddle al volante.  I cerchi da 16" sono esteticamente ben riusciti, ma sulle sconnesse strade siciliane devo ammettere che si sente un po' di rigidità, soprattutto quando mi trovo ad affrontare le giunzioni autostrdali a velocità da codice. 
 
RECUPERO, RECUPERO, RECUPERO... E INVECE NO «Bordons, dammi retta: abbiamo da fare 200 metri, siamo nel centro del paese nell'ora di punta.Iniziamo ad andare che non si sa mai...». «Ma no, vai tranquillo!». Imbottigliati che nemmeno a Milano alle 8 di mattina del lunedì dopo il ponte. Arriviamo al controllo con un minuto di penalità che di fatto compromette la gara. Sai che facciamo? Sicilia, inizio maggio, 25°: tiriamo giù la capote! La Smart ForTwo senza il tetto rigido ha un fascino ulteriore. La capote si può regolare su due assetti, ripiegando slamente il tetto - come una Targa, per intenderci - o abbattendolo completamente. Io, che sono più alto di un metro e novanta, soffro di qualche ventata che mi scompiglia i capelli, ma se fossi un po' più basso non avrei nemmeno questo problema. 
 
VAI DI SLALOM La prova più temuta e attesa, quella che avrebbe deciso le nostre sorti in classifica, è arrivata: slalom tra i coni da eseguire in 20" netti. Né uno di più, né uno di meno. Pronti-via e chiudiamo la prova a pochi decimi dal limite, fatto che ci consente di recuperare in classifica. Ma la cosa che più mi ha lasciato sorpreso è l'agilità della Smart ForTwo: il raggio di sterzata è davvero da record - meglio di lei fa solo un muletto - mentre al suo interno, anche quando si ha fretta e si schivano gli ostacoli stradali, si è sempre ben contenuti dai sedili. Ci godiamo l'ultimo tratto, la suggestiva scalata dell'Etna, con un po' di musica sparata fuori dall'impianto JBL - optional da oltre 500 euro. Il sistema di infotainment Smart Media-System è veloce, rapido nell'acquisizione dei comandi e praticamente privo di impuntamenti anche quando effettuo il porting dello smartphone.
 
FINE DELLA CORSA L'arrivo a Catania mette la parola "fine" alla Audax 300 miglia. È stata un'esperienza davvero divertente, che ha messo alla prova equipaggi e mezzi, mettendo in evienza tutta la bontà della Smart ForTwo Cabrio che ci ha accompagnato tra le strade siciliane. E il quindicesimo posto finale, poi, non brucia nemmeno più di tanto... 

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