Autore:
Lorenzo Centenari

NOI SI RESTA Quindi Seat non abbandona la nave. Che non affonda, ma che in qualche modo molla gli ormeggi e si allontana dalla terraferma. La Catalogna come un atollo alla deriva, sempre più distante dalla madrepatria Spagna. La maggiore industria della regione, tuttavia, ribadisce una volta di più che manterrà la sede legale a Martorell. Lo farà, almeno, fino a quando le condizioni lo consentiranno.

REINA DE CATALUNYA Le condizioni di cui parlano i vertici Seat consistono principalmente nella difesa degli interessi degli investitori, dei clienti e dei fornitori, oltre ovviamente alla tutela occupazionale. Il maxi stabilimento di Martorell dà lavoro a 11 mila dipendenti e genera il 4% del Pil della Catalogna, l'1% di quello spagnolo. Un eventuale trasloco avrebbe ripercussioni drammatiche, ma per il momento il brand del Gruppo Volkswagen riafferma il proprio legame col suo territorio storico, smentendo quindi le voci di un possibile trasferimento altrove nella penisola iberica, con la capitale Madrid come destinazione più accreditata.

A VOLKSWAGEN L'ULTIMA PAROLA Si resta, ma il quadro sociopolitico è talmente incerto da imporre il condizionale. Seat stessa lascia intendere come l'appartenenza all'Unione Europea sia a sua volta una priorità. D'altra parte, la capogruppo Volkswagen sorge proprio nel Paese che dell'Ue è la locomotiva economica e il maggiore "influencer" politico: la scelta di Seat di abbandonare o meno la Catalogna passa quindi anche da Wolfsburg. 


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