Autore:
Paolo Sardi

RIVOLUZIONE GLOBALE Questa volta il termine tuning calza stretto, come una maglia dopo un lavaggio sbagliato. L’ultima follia targata Rinspeed non si può infatti considerare in alcun modo un’elaborazione, dato che della vettura d’origine, una Cayenne, restano giusto il pianale, alcuni tratti somatici, parte degli arredi e della base meccanica. Ce n’è quindi a sufficienza per parlare di un nuovo modello, con una propria, dirompente personalità.

BARBA E CAPELLI Il suo nome è Chopster, imposto in onore della moda, tutta americana, di ribassare il tetto delle special tagliandone i montanti (il verbo è to chop, appunto). E qui il taglio è di quelli drastici, neanche fosse stato fatto da un barbiere dei marines. Una spuntata di ben quindici centimetri capace di cambiare radicalmente l’aspetto della Cayenne, complice anche la contemporanea sparizione delle due porte posteriori.

GUARDAMI NEGLI OCCHI

Gira e rigira, della SUV di Stoccarda restano solo i gruppi ottici e lo schema delle prese d’aria. Quelle della Chopster però sono molto più voraci, sottolineate da uno spoiler che si estende fino a poche dita da terra. Tutta la carrozzeria è realizzata ex novo e ha un potere ipnotico notevolissimo, degno di un incantatore di serpenti.

A BOCCA APERTA

E’ davvero difficile riuscire a tenere le labbra serrate davanti all’incredibile sproporzione tra i finestrini bassi come quelli di un autoblindo e le enormi ruote da 23 pollici che calzano scarpe misura 305. Per celarle ci sono passaruota larghissimi e panciuti che rafforzano l’impressione che la Chopster sia schiacciata costantemente al suolo da una forza invisibile.

DEBORDANTE

Il cofano ha una forma curiosa, arcuata, come se facesse fatica a contenere il motore. E se anche fosse davvero così ci sarebbe poco da stupirsi. Il già possente V8 Porsche viene qui spremuto ulteriormente, con la potenza massima che arriva fino a quota 600 CV tondi tondi e la coppia massima che entra nell’orbita degli 800 Nm. Sono valori che permettono alla Chopster di far impallidire la stragrande maggioranza delle sportive più rinomate, chiamate a combattere contro un mostro da 290 km/h e capace di liquidare la pratica 0-100 km/h in meno di cinque secondi.

PREZZI STELLARI

Viste le prestazioni, e per permettere ai passeggeri di non essere sballottati come in uno shaker, la Rinspeed ha realizzato un abitacolo a quattro posti in cui, come su uno shuttle della Nasa, ognuno è ospitato su un profilatissimo sedile singolo. Per quanto riguarda gli arredi, il cliente può scegliere tra i migliori pellami, finiture in carbonio, alluminio e un’infinità di accessori. Basti pensare che in Germania la versione "base" della Chopster costa 325.000 euro (esatto, sono proprio trecentoventicinquemila euro) e attingendo a piene mani dalla lista degli optional se ne possono spendere anche altri 50.000.