Il progetto si basa sulla consapevolezza che i secondi che precedono un sinistro stradale sono determinanti per le conseguenze sui passeggeri. Piccoli accorgimenti possono ridurre considerevolmente i rischi per i passeggeri. Per capire qual è la dinamica dello scontro e proteggere il veicolo, un sensore a infrarossi elabora le immagini della strada e la velocità: quando non c’è più nulla da fare e l’impatto diventa inevitabile, vengono adottati due tipi di misure.

All’esterno si ergono paraurti capaci di assorbire l’energia cinetica nel punto di scontro oppure dei cuscini sopra il cofano si frappongono all’avanzamento di un mezzo più alto (per esempio una Jeep o un camion). All’interno gli airbag si gonfiano per tempo e i passeggeri vengono posizionati in modo da ridurre il rischio di lesioni grazie a un sistema idraulico che muove il sedile.

Studi

di sicurezza passiva che però per ora rimangono tali, mentre la cronaca spinge ad augurarsi una fase di realizzazione più celere. Avrebbe forse avuto un esito differente il tamponamento a catena di due settimane fa sulla A1, che ci ha visto coinvolti in prima persona, in presenza di sensori a infrarossi o soluzioni simili.

In ogni caso, prima di vedere operativo l’intero pacchetto Mercedes, sarà necessario aspettare un paio d’anni.


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